PANIGAI (DI) BORTOLO

PANIGAI (DI) BORTOLO (1720 - 1793)

matematico, geografo

Nacque a Panigai, in comune di Pravisdomini (Pordenone), nell’anno 1720, in data incerta perché due diverse tradizioni tramandano il 20 agosto o il 25 dicembre. Il P. era figlio del conte Girolamo Policarpo, membro della famiglia nobile insediatasi nella zona a partire dal XIII secolo, e della nobildonna serravallese Camilla Piazzoni, figlia unica di quel Giovanni Piazzoni da Serravalle che frequentò i circoli illuministi, uomo di fede e dai fini gusti neoclassici. Come altri due suoi fratelli, il P. lasciò la casa paterna per entrare nel collegio dei gesuiti di Belluno, retto in quel periodo dallo zio, il gesuita friulano Matteo della Torre. All’età di quindici anni si trasferì nel collegio dei gesuiti di Padova, dove ebbe tra i propri insegnanti anche il padre Vincenzo Riccati (1707-1775), matematico di Castelfranco Veneto, figlio del più famoso Iacopo (1676-1754) al quale si deve l’elaborazione dell’equazione riccatiana. Dopo avere preso il noviziato, il P. iniziò un periodo intenso di studi e strinse amicizie con alcune personalità del mondo accademico, tra le quali il professore di medicina Andrea Comparetti da Visinale. Il P. si formò presso lo studio patavino e in questo periodo maturò anche la propria inclinazione verso lo studio della matematica, dell’astronomia e delle applicazioni pratiche della geografia. All’età di ventotto anni, i gesuiti lo segnalarono al re del Portogallo perché gli conferisse l’incarico di misurare l’arco meridiano tra Rio Grande e Castillos, allo scopo di stabilire il confine fra i territori portoghesi (il Brasile) e spagnoli nell’America Latina, in revisione del vecchio trattato di Tordesillas (1494), firmato tra Spagna e Portogallo per la spartizione delle terre di nuova scoperta. ... leggi La precisione con la quale operò il P. fu molto apprezzabile, se si pensa che l’ambiguità della delimitazione – la linea divisoria doveva passare a 370 leghe a ovest di Capo Verde – aveva costituito spesso fonte di contrasti fra le due corone. L’importanza del suo lavoro, a metà del Settecento, e la delicatezza dell’incarico devono risultare ancor più sorprendenti, in considerazione del fatto che il P. era un gesuita e che fu proprio il re di Portogallo a promuovere l’espulsione dell’ordine dei gesuiti e dei suoi membri dal territorio nazionale (1759), attuando una politica drastica che sarebbe stata imitata entro breve da Francia, Spagna e da molti altri stati europei. Di tale processo, tra l’altro, si trova ampia documentazione anche nell’epistolario del P. conservato presso l’Archivio di stato di Udine, insieme con i suoi trattati manoscritti di astronomia, fisica e matematica. I rilievi, iniziati nel marzo 1752 e conclusi dopo circa due anni, vennero illustrati all’Università di Madrid e di Parigi nel 1755 e, successivamente, nelle principali università italiane. Per un lungo periodo il P. si trasferì a Venezia: qui il suo studio e la specola che vi aveva fatto costruire diventarono il più importante riferimento per gli studi astronomici e matematici in tutto il territorio della Serenissima. Dopo la crisi che portò alla soppressione dell’ordine dei gesuiti, fra il 1773 e il 1774, si trasferì a Panigai, per dedicarsi alla sistemazione della sua biblioteca, ancora conservata nel palazzo Panigai-Ovio, e del suo museo di storia naturale (oggi completamente disperso). Nel gennaio 1774 fu nominato decano del capitolo canonicale a Cividale del Friuli, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita abbandonando i suoi studi e concentrandosi cristianamente sulla dimensione interiore dell’esistenza. Si ammalò nel 1789 e, quattro anni dopo, morì a Cividale il 20 gennaio 1793.

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Bibliografia

B. DI PANIGAI, Epistolario: lettere dalla missione portoghese in Paraguay, a cura di LUIGI ZANIN, Pordenone, Accademia San Marco, 2003.
[L. COLAVITI], Memorie concernenti la vita del pre Bortolo di Panigai, San Vito al Tagliamento, Tipografia Polo e comp., 1898; DBF, 528; MARCHETTI, Friuli, 998; Mille protagonisti, 2000, 337.

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