PELIZZO FRANCESCO

PELIZZO FRANCESCO (1780 - 1852)

medico, studioso, erudito

Nacque il 14 febbraio 1780 a Spilimbergo. Si laureò in medicina presso l’Università di Padova il 12 maggio 1801 e fu nominato medico condotto nella sua città. Nel Friuli della restaurazione, P. fu esponente del gruppo professionale più compatto e culturalmente egemone all’interno della Accademia di Udine. L’attività di P. come socio ordinario dell’istituzione udinese cominciò nel 1830 e si protrasse lungo i tre lustri successivi. Al 24 gennaio e 29 agosto del 1830 risalgono, infatti, le due parti della sua prima lettura accademica, intitolata Clima del Friuli riguardato sotto l’aspetto fisico, medico ed agrario. Alla necessità di costruire una cella mortuaria nel nuovissimo cimitero udinese il medico dedicò quindi la relazione Delle morti apparenti e del modo di prevenire il pericolo di essere sepolti vivi, che presentò all’Accademia udinese nel 1831. Tra 1840 e 1844 tenne ancora sei letture sulla Statistica della Provincia. I risultati delle sue indagini sui vari aspetti – fisico, economico, industriale, commerciale, amministrativo, intellettuale e morale – della Provincia del Friuli, che avrebbero dovuto confluire in volume ed essere pubblicati con il titolo di Notizie statistiche della Provincia del Friuli dalla tipografia Vendrame nel 1846, non videro mai la luce a causa dei successivi eventi politici, ma ebbero tuttavia un forte impatto e una notevole circolazione all’interno dell’Accademia udinese. Il manoscritto è suddiviso in tre parti, corredate da numerose tabelle e quadri sinottici. Nella prima parte P. si occupò della «topografia» (superficie, pianure, monti, fiumi, torrenti, laghi, lagune, strade, porti) e della demografia (valori assoluti, movimento della popolazione, emigrazione temporanea) sia dal punto di vista dell’insieme che dal punto di vista di ciascuna delle tre subregioni individuate dall’autore: «parte superiore», «parte media» e «parte bassa della Provincia del Friuli». La seconda parte è dedicata al clima e alle stagioni in rapporto alla salute collettiva, alle diverse malattie infettive che hanno colpito la regione, e si conclude con un elenco di 1.250 piante del Friuli e della Carnia. ... leggi La terza parte descrive l’apparato amministrativo della provincia e della città di Udine, l’ordinamento religioso, le strutture scolastiche, l’organizzazione dei servizi culturali, e si conclude confrontando tra loro i pesi e le misure veneti, italiani e austriaci. L’utilizzo dello “spazio geografico” come ordinatore, lo schema di una geografia regionale impegnata nell’analisi delle forze storiche che ne determinano le caratteristiche, l’idea di una scienza riferita puntualmente al territorio e orientata al benessere della “patria”, sorreggono la statistica di P., evocano corrispondenze con le descrizioni del Friuli di Pacifico Valussi e di Giulio Andrea Pirona, quindi indirettamente con le Notizie naturali e civili sulla Lombardia di Carlo Cattaneo. La circolazione delle idee nel Lombardo-Veneto prova l’affermarsi di una cultura originale e specifica, che da Milano arriva rapidamente a Venezia e a Udine. L’impostazione di una geografia come «moderna filosofia», come filosofia operante «nel senso di ciò che la società domanda», ha radici profonde nel Lombardo-Veneto e, specialmente per questo radicamento, potrà di lì a poco proporsi, grazie all’intelligenza e all’attività di Giovanni Marinelli, diretto discepolo del Pirona e di Valussi, come scuola nazionale (Micelli, 1998). La scienza del territorio trovò, nel gruppo dei medici del Friuli della restaurazione, agguerriti sostenitori: «Sono questi ultimi a scoprire l’importanza di una geografia umanistica, di una descrizione generale della provincia del Friuli come principio di ogni progresso, come base e programma di ogni intervento anche professionale» (Micelli). Le Notizie statistiche della Provincia del Friuli rappresentano un lavoro ricco di idee e di dati: il forte momento pratico, attento al ruolo sociale e civile della medicina, fa di P. uno degli esponenti più autorevoli della cultura del Friuli nell’età della restaurazione. P. morì nel 1852. Il suo elogio funebre all’Accademia di Udine venne affidato a Pacifico Valussi, che tracciò un quadro sintetico e preciso delle Notizie statistiche della Provincia del Friuli, auspicando la pubblicazione di un’opera «già molto avanti condotta».

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Bibliografia

Ms Università degli studi di Padova, Archivio Antico, 295, f. 124r, Esame di laurea di Francesco Pelizzo; ms BCU, Principale, 952, F. Pelizzo, Notizie statistiche della Provincia del Friuli.

Più secoli di storia dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Udine (1606-1969), a cura di V. FAEL, Udine, AGF, 1970, 384-385, 430-431; A. TONUTTO, L’Accademia di Udine dalla caduta della Repubblica di Venezia all’unione del Friuli al Regno d’Italia: 1797-1866, Udine, Accademia udinese di scienze, lettere e arti, 1997, passim; F. MICELLI, Topografie del Friuli. Descrizioni e progetti (1815-1848), in Provincia del Lombardo-Veneto, 13-91.

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