PELLEGRINI GIACOMO

PELLEGRINI GIACOMO

politico

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Il senatore Giacomo Pellegrini.

Nacque a Osoppo il 12 agosto 1901 in famiglia di emigranti, da Carlo e Marianna Biasoni. Studente di ingegneria, nel 1921 aderì al Partito Comunista d’Italia ed organizzò nel paese natale una lega edile. Dal 1922 fece parte del Comitato direttivo della Federazione provinciale comunista di Udine. Teneva i rapporti con i centri del partito che si riorganizzavano all’estero, trasportando il materiale di propaganda in Italia e collaborando alla redazione della stampa comunista a Trieste. Nel 1926, dopo aver partecipato al 3° Congresso nazionale del partito, che si svolse in clandestinità a Lione, si trasferì a Roma per collaborare all’organizzazione del PCD’I, con lo pseudonimo di Antonio Valeri. Dopo alcuni mesi fu arrestato e condannato una prima volta dal Tribunale Speciale ad 8 anni, 6 mesi e 7 giorni di reclusione. Liberato nel 1932, espatriò riprendendo i contatti con il partito, alternando il lavoro politico nel Centro estero di Parigi con quello in Unione Sovietica. Dal 1936 al 1938 partecipò nelle file repubblicane alla guerra di Spagna. Nel 1939 venne inviato a Genova per riorganizzarvi il Centro interno clandestino del partito, diretto con lo pseudonimo di Redi. Fu arrestato insieme con i compagni (tra cui la friulana Regina Franceschino, di Forgaria) e nuovamente condannato dal Tribunale Speciale a 20 anni di reclusione. Liberato nell’agosto 1943 dal carcere di Castelfranco Emilia, fu attivo nell’organizzazione del partito e dei gruppi partigiani a Roma e nell’Italia centrale. ... leggi Dopo la liberazione della città nel giugno 1944, svolse funzioni di segreteria della Direzione del partito, guidata da Palmiro Togliatti. Nel maggio 1945 venne inviato nella Trieste liberata, per svolgere le delicate funzioni di intermediario tra i comunisti italiani legati al PCI e quelli sloveni – che avevano assunto il controllo del Partito Comunista nella Venezia Giulia – in particolare durante i “40 giorni” di governo jugoslavo della città. Segretario regionale del Triveneto, a Venezia dal 1946 al 1957, e poi del Friuli Venezia Giulia, dal 1958 al 1960. Nel 1948 era tra i cosiddetti «quaranta spietati» dirigenti comunisti italiani, che vennero inseriti in un cospicuo rapporto del Congresso degli USA sui quadri del comunismo internazionale. Tra il 1954 ed il 1957 divenne oggetto di una campagna diffamatoria di livello nazionale – che puntava esplicitamente al segretario comunista Togliatti – organizzata dal movimento “Pace e Libertà” dell’agente provocatore Luigi Cavallo. A sostegno della campagna, basata sulle insinuazioni della spia fascista Luca Osteria, venne addirittura prodotto un finto opuscolo, attribuito al dirigente comunista triestino Vittorio Vidali. Non era un caso: fu proprio a P. che il partito attribuì delicate funzioni diplomatiche nella gestione della turbolenta confluenza del Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste nel PCI, dopo il ritorno della città all’Italia nel 1954. La diffamazione nei confronti di P. sarebbe stata poi ripresa post mortem negli anni ’80, dal dirigente democristiano Alfeo Mizzau. Componente del Comitato Centrale del PCI fino al 1969, fece parte della Direzione del partito dal 1955 al 1960. Componente dell’Assemblea Costituente (1946-1947), fu senatore nelle prime tre legislature repubblicane (dal 1948 al 1963; nella prima come senatore di diritto, per il suo curriculum di perseguitato antifascista). È stato poi consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia nelle prime due legislature. Nella prima (1964-1968) fu il presidente del gruppo del PCI; nella seconda (1968-1973) vicepresidente del Consiglio Regionale. Nella pluralità di problematiche che affrontò, come dirigente di partito, parlamentare e consigliere regionale si segnala la partecipazione ad alcune delegazioni dei massimi dirigenti del PCI che parteciparono ad eventi del movimento comunista internazionale. Morì a Udine il 28 agosto 1979.

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Bibliografia

ACS, Casellario Politico Centrale e Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato; Fondazione Istituto Gramsci, Archivio Partito Comunista Italiano; Archivio IFSML, Fondo Mario Lizzero “Andrea”; resoconti dell’Assemblea Costituente, del Senato della Repubblica (I, II e III legislatura) e del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia (I e II legislatura); Archivio Carlo Pellegrini. ACS, Casellario Politico Centrale e Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato; Fondazione Istituto Gramsci, Archivio Partito Comunista Italiano; Archivio IFSML, Fondo Mario Lizzero “Andrea”; resoconti dell’Assemblea Costituente, del Senato della Repubblica (I, II e III legislatura) e del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia (I e II legislatura); Archivio Carlo Pellegrini.
Alcuni scritti di G. Pellegrini:  Ancora sul problema della pace, «Lotta e Lavoro», II/33, 20 maggio 1946; Governo della repubblica, «Lotta e Lavoro», II/40, 7 luglio 1946; Il Veneto non sarà Vandea, «Vie Nuove», 17 agosto 1947; Difendere ad ogni costo le libertà democratiche, «Lotta e Lavoro», III/48, 30 novembre 1947; Nel Friuli si complotta contro la pace e la Nazione, «Vie Nuove», 8 dicembre 1947; Nel Veneto preti come rondini, «Vie Nuove», 15 febbraio 1948; L’unica arma contro la guerra e la disoccupazione, «l’Unità», 5 gennaio 1950; L’avanzata nel Veneto, «Il Lavoratore», 16 giugno 1951; Alcuni problemi dell’assistenza nelle zone alluvionate, «Rinascita», VIII/12, dicembre 1951; Intensificare il tesseramento e il reclutamento al Partito. La dichiarazione del sen. Pellegrini al Comitato Centrale del P.C.I., «Il Lavoratore», 10 gennaio 1953; L’impegno dei comunisti veneti, «Il Lavoratore» del 14 marzo 1953; La legge truffa non sfonda al Senato. ... leggi Pronti allo sciopero i lavoratori padovani. Lettera dal Senato del compagno Pellegrini, «Il Lavoratore» del 28 marzo 1953; Come preparare bene il Congresso della Federazione, «Il Lavoratore» del 28 gennaio-4 febbraio 1954; Osservazioni critiche sui congressi sezionali, «Il Lavoratore» del 25 febbraio-4 marzo 1954; I problemi delle popolazioni venete e i compiti dei comunisti, Venezia, Segreteria Regionale Veneta del Pci, 1954; Per la partecipazione dei cattolici alla lotta contro la guerra e la miseria. Dall’intervento del sen. Giacomo Pellegrini alla Conferenza nazionale del P.C.I., «Il Lavoratore» del 20-26 gennaio 1955; Provvedimenti adeguati contro la miseria e la disoccupazione, «Il Lavoratore» del 2 marzo 1956; Servitù militari e basi straniere. Limite allo sviluppo economico e civile. Pericolo grave per le popolazioni. Discorso pronunciato al Senato della Repubblica nella seduta del 14 giugno 1960, Roma, Tipografia del Senato, [1960]; Commemorazione di Palmiro Togliatti, pronunciata al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, 1° ottobre 1964; I primi duri anni del Partito in Friuli, «Il Lavoratore» [di Trieste], numero speciale per il 50° del Pci, 1 dicembre 1971; Dal disastro della guerra al maturare della coscienza antifascista, «Il Lavoratore» (di Trieste) del 16 gennaio 1971; Testimonianza in: Giordano Pratolongo nella lotta antifascista e nell’insurrezione nazionale, a cura di V. VIDALI, Trieste, Circolo di studi politico sociali Che Guevara, 1974; Il “biennio rosso” (1919.1920) in Friuli. Le lotte delle classi lavoratrici nel quadro della profonda crisi rivoluzionaria del primo dopoguerra, «Storia Contemporanea in Friuli», V/6 (1975), 20-34; (con A. AGOSTI) Storia del Partito Comunista Italiano. Gli anni della clandestinità, Bologna, Arci-Uisp “Leopardi”, 1976.
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