PEZZÈ PIERO

PEZZÈ PIERO (1913 - 1982)

compositore, musicologo, docente, promotore culturale, politico

Immagine del soggetto

Il compositore Piero Pezzè (collezione privata, da Pierluigi Visintin, Piero Pezzè musicista europeo nel Friuli del Novecento, Udine 1995).

Protagonista indiscusso della vita musicale friulana del secolo XX, P. è stato compositore, musicologo, pianista, animatore e promotore di iniziative culturali di ogni genere. Nato a Udine nel 1913, dove sarebbe morto nel 1982, si diplomò in pianoforte sotto la guida di Antonio Ricci e, in seguito, in composizione a Trieste con Mario Montico e Antonio Illersberg. Esclusi gli anni del conflitto bellico, partecipò per più di un trentennio, dal 1939 al 1972, alle vicende dell’Istituto musicale Iacopo Tomadini dove, nel corso degli anni, fu docente di storia ed estetica musicale, composizione, composizione organistica, cultura musicale generale, letteratura poetica e drammatica, esercitazioni di musica da camera ed esercitazioni orchestrali nonché promotore del potenziamento della biblioteca. La modernità del suo insegnamento delle discipline storiche e teoriche, che rifuggiva il banale nozionismo allora imperante nei conservatori, lo portò a tenere lezioni su Curt Sachs, Erich Moritz von Hornbostel e sull’etnomusicologia, aprendo nuovi orizzonti agli studenti. La sua attenzione verso le musiche “altre” rivela la piena consapevolezza di P. dell’importanza di questa disciplina, allora tenuta ai margini della cultura musicale italiana che, nell’affrontare problemi inerenti alle tradizioni popolari ed extraeuropee, parlava della «musica dei selvaggi», come tristemente recita un capitolo di un noto manuale di storia della musica di quegli anni. Nel clima conservatore che allora aleggiava al Tomadini, come del resto in tutti i conservatori italiani, P. parlava agli studenti anche del festival musicale di Sanremo non disdegnando di analizzare alcune canzoni di Mina, da lui ritenute pregevoli esempi di organizzazione del materiale musicale. ... leggi La vocazione didattica, filo conduttore della sua vita, lo portò anche ad essere insegnante per molti anni di educazione musicale presso la scuola media Pacifico Valussi e presso l’Istituto magistrale Caterina Percoto. Il tutto a creare una vastità e varietà di incarichi didattici da lui affrontati con il medesimo rigore. Accanto all’insegnamento, la presenza di P. nella vita musicale udinese si fece sentire per il costante impegno profuso in molteplici ambiti dell’attività musicale: fu pianista, maestro sostituto, istruttore di coro e direttore d’orchestra, prendendo parte a molteplici concerti con l’orchestra del Tomadini, l’Orchestra sinfonica di Udine, l’Orchestra d’archi udinese, la Corale Alberto Mazzucato, il Coro del Cormôr e il Trio di Udine. Per molti anni fu consigliere degli Amici della musica di Udine. Attivissimo anche nel settore musicologico, P. lasciò pregevoli studi sulla musica popolare friulana, su Iacopo Tomadini e sulla storia del Civico istituto musicale della sua città. Da ricordare anche le prolusioni ai concerti dell’AGIMUS, le varie rubriche radiofoniche della Rai di Trieste, la costante presenza ai primi convegni dedicati al canto popolare friulano e al concorso corale Seghizzi di Gorizia. A completare il quadro delle sue attività non va, infine, dimenticato il costante impegno politico che, negli anni del dopoguerra, lo portò a frequentare l’entourage della Sinistra udinese. Egli fu legato da profonda amicizia a Ferdinando Mautino, Dino Basaldella, i fratelli Cerroni, Zigaina, Tito Maniacco e Pier Paolo Pasolini, che rappresentavano la parte più viva della cultura udinese di quegli anni. Aderì poi al Circolo culturale Rinascita, che allora svolgeva un ruolo di promozione a vasto raggio di attività culturali nel territorio, collaborò a «Vicolo Florio», una rivista sostenuta dalla Sinistra udinese, e divenne socio fondatore dell’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione. Come compositore P. vanta un catalogo ricchissimo, a testimonianza di un percorso artistico complesso e articolato che, partendo da posizioni estetiche vicine al mondo di Mario Montico, giunge ad accostarsi anche alla musica dodecafonica, sempre guidato da una perfetta padronanza delle forme compositive e alla continua ricerca di nuovi linguaggi, pur mantenendosi saldamente ancorato al patrimonio della tradizione musicale friulana. Del suo vasto catalogo si ricordano: Concerto per archi, Tre Intermezzi per orchestra d’archi, Sinfonietta, Serenata per flauto, oboe e clarinetto, Quartetto per archi, Sonatina resiana per pianoforte, Giochi di ritmi e suoni per pianoforte, pagine di musica corale, molte delle quali su testi di autori friulani, musiche di scena e trascrizioni, armonizzazioni ed elaborazioni di musica popolare e antica. La sua costante ricerca linguistica, attenta ai segnali innovatori che allora provenivano dalle stesse regioni confinanti con il Friuli («Curioso osservatore di quanto di nuovo è accaduto nella musica degli ultimi decenni, non ho ignorato il serialismo», scrisse), è anche frutto di una ricerca in seno al proprio gesto compositivo, espressione pertanto di quella tensione che ha costantemente animato la sua vita.

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Bibliografia

Edizioni: Preludio, Sarabanda, Toccata per pianoforte, Udine, Ars Nova, 1947; Sei bagatelle per pianoforte. Fanfara, corale, valzer, notturno, marionetta, basso ostinato, Bologna, Bongiovanni, 1949; Dodici preludi per pianoforte, note critiche di F. Brunetto, Udine, Istituto friulano di musicologia, 1981; Giochi di ritmi e suoni per pianoforte, note critiche di M. Grattoni, Udine, Istituto friulano di musicologia, 1981; Lusignutis, divertimento su villotte popolari friulane per pianoforte, note critiche di R. della Torre, Udine, Istituto friulano di musicologia, 1981; Sonatina resiana per pianoforte, note critiche di R. della Torre, Udine, Istituto friulano di musicologia, 1981 (= Udine, Pizzicato, 1991); Antologia corale, I, a cura di R. FRISANO, Udine, Pizzicato/Choralia Musica, 1999; Antologia corale, II, a cura di ID., Udine, Pizzicato/Choralia Musica, 2000. Incisioni discografiche: Serenata, Quartetto per archi, Sinfonietta, Udine, Taukay, 1999.

Vicende storiche del Civico Liceo Musicale “J. Tomadini” di Udine, in Civico liceo musicale pareggiato J. Tomadini. Udine: 1925-1965, Udine, Grafica Moderna, 1965, 10-19; Fatti e figure della vita musicale in Friuli, «Il Friuli», 4 agosto 1966; Jacopo Tomadini: la vita e le opere. La Risurrezione del Cristo. Le Lectiones per il primo Notturno, in Concerti dell’Orchestra e del Coro del Civico Istituto musicale Jacopo Tomadini, Udine, Grafica Moderna, 1968; I quindici anni d’oro della vita musicale udinese, «Il Friuli», 6 dicembre 1968; Una pastorale carnica riscoperta a Ligosullo, ibid., 2 aprile 1969; Il canto resistenziale in Friuli e l’apporto dei Garibaldini friulani, «Storia contemporanea in Friuli», 2-3 (1970), 163-166; Contributo alla storia della villotta popolare friulana, in Atti del primo Convegno internazionale sul canto popolare in Friuli (Feletto Umberto, 23 giugno 1979), Udine, Stama Stau, 1979.

P. VISINTIN, Piero Pezzè musicista europeo nel Friuli del Novecento, analisi estetico-musicale a cura di C. Cojaniz, analisi della produzione corale a cura di G. Pressacco, Udine, Kappa Vu, 1995; R. CALABRETTO, I poeti di Piero Pezzè, «Ce fastu?», 79/1 (2003), 111-129; D. TERRANOVA, Poesia e serialità in Piero Pezzè. Edizione critica ed analisi delle composizioni dodecafoniche per coro e per voce e strumenti, in Studi sul Novecento musicale friulano, a cura di R. CALABRETTO, Udine, SFF, 2004, 281-353; R. CALABRETTO, «Fu una musica nuova». Percorsi musicali nella poesia di Pier Paolo Pasolini, ibid., 233-267; L. DE NARDO, L’archivio musicale di Piero Pezzè. Modalità e problemi inerenti il riordino e la catalogazione, ibid., 271-273; B. ROSSI, Pezzè e l’etnomusicologia, ibid., 275-280.

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