QUADRIFOGLIO FRANCO (1938-2016)

QUADRIFOGLIO FRANCO (1938-2016)

biologo molecolare, docente universitario

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Franco Quadrifoglio, biologo molecolare.

Nato a Bastia Umbra (PG) l’11 marzo 1938, si trasferì a Napoli nel 1959 per laurearsi in Chimica Industriale presso l’Università Federico II. La scelta fu particolarmente felice in quanto l’ambiente scientifico napoletano aveva una posizione di avanguardia nel panorama internazionale grazie a  scienziati come Alfonso Maria Liquori che fu tra i primi a comprendere l’enorme importanza della ricerca nella biologia molecolare dando vita a un gruppo di giovani ricercatori che comprendeva anche i più brillanti laureati, tra cui Q. che da allora cominciò la sua avventura scientifica. Il primo contributo scientifico importante era già contenuto nella sua tesi di laurea che riguardava le proprietà termodinamiche di sistemi biologici, relatore il prof. Vittorio Crescenzi che negli anni successivi, divenne amico e stimatore di Q. con cui pubblicò numerosi lavori. Nel 1968 vinse un concorso di assistente ordinario alla Cattedra di Chimica fisica, quindi trascorse circa due anni negli Stati Uniti presso i laboratori del professore Dan W. Urry con cui pubblicò vari lavori, occupandosi della conformazione di polipeptidi sintetici e naturali e caratterizzando, tra i primi al mondo, le proprietà ottico-rotatorie delle conformazioni base dei polipeptidi: l’alfa elica e la struttura beta.  Agli inizi degli anni ’70 si trasferì da Napoli all’Università di Trieste. Come Assistente ordinario presso la Facoltà di Medicina cominciò a studiare le conformazioni insolite del DNA. È stato tra i primi ad occuparsi della forma Z e poi della forma a tripla elica, studiandone sia la stabilità in funzione della sequenza e dei parametri chimico-fisici della soluzione. La sua attività presso l’Ateneo giuliano fu interrotta da un periodo di ricerca a Chicago per proseguire e completare il brillante lavoro iniziato con Dan W. Urry nel campo della Chimica Fisica di proteine e polipeptidi. ... leggi Tale periodo fu assolutamente fondamentale per lo sviluppo della sua carriera anche per l’approccio efficace e talora travolgente nell’attività sperimentale, che indusse un grande della Chimica delle macromolecole come Herbert Morawetz a definire la sua attività come “terrific”. L’attività scientifica di Q. va inserita nel contesto del momento che vedeva nel 1962 Watson, Crick e Wilkins ricevere il premio Nobel per le scoperte sulla struttura molecolare degli acidi nucleici e nel 1963 Ziegler e Natta con il Nobel per la chimica per le loro scoperte nel campo della chimica dei polimeri. E proprio queste tematiche attrassero, per alcuni anni, l’interesse di Q. che produsse un rilevante numero di pubblicazioni su temi quali la teoria dei polielettroliti o la comprensione delle interazioni idrofobiche. Parallelamente, cresceva in Q. l’interesse per i biopolimeri e, più in generale, gli aspetti di biologia e biochimica strutturale. Sono di quegli anni i primi lavori sull’interazione di molecole di interesse farmacologico con il DNA. Docente prima al Corso di laurea in chimica e poi titolare del Corso di Chimica nella facoltà di Medicina di Trieste, accettò, il compito – non facile – di fornire solide basi quantitative (molecolari) alla preparazione di grandi numeri di futuri medici. Ma per lui quello non era solo un impegno, da espletare al meglio, di natura esclusivamente culturale e didattica, bensì anche un modo per coniugare, in maniera tutt’affatto convinta e innovativa, la sua ottima cultura scientifica e di ricerca con un grande senso di responsabilità sociale. Alla fine degli anni ’80 Q. diventò professore ordinario, di Chimica delle Macromolecole e, subito dopo, di Biologia Molecolare (primo ad esserlo nella storia dell’Ateneo giuliano). Nello stesso periodo l’interesse di Q. si concentrava sugli acidi nucleici, e in particolare sugli aspetti conformazionali di sequenze particolari di nucleotidi. L’incontro con Roberto Crea e poi con Jacques H. Van Boom aprì a Q. il mondo delle nuove strutture degli acidi nucleici. Nel 1986 Q., in qualità di professore ordinario di Biologia molecolare, fu uno dei padri fondatori della Facoltà di Medicina ad Udine di cui diventò poi Preside dal 1999 al 2007. Presso questa Facoltà è passato all’applicazione biologica delle triple eliche del DNA, mediante l’applicazione della cosiddetta strategia anti-gene, per modulare processi come la trascrizione o la replicazione dei geni umani con le possibili implicazioni per la terapia antitumorale. Straordinario didatta e nel contempo appassionato divulgatore delle scienze biologiche ha organizzato le prime Scuole di Biologia molecolare prima a Trieste e poi a Cividale, dove sono stati di casa scienziati quali Paolo Sassone-Corsi, Edoardo Boncinelli, Rita-Levi Montalcini, in un ambiente sempre informale atto a favorire la discussione con i giovani che Q. considerava un capitale su cui la società doveva investire. La passione e l’impegno civile di Q. lo hanno portato a occuparsi di diversi campi del sociale. Nella sua fase triestina, sulla scia dell’esperienza di Franco Basaglia, assieme ad altri giovani ricercatori e medici, si lanciò con grande entusiasmo nell’impegno sociale e pubblico su temi legati alla sanità, alla salute e all’ambiente. Il periodo friulano, come appassionato divulgatore scientifico, lo ha visto protagonista non solo nel mondo degli adulti con convegni, seminari, corsi di formazione (Università della III età, Maggio Scienza, preparazione di giovani alle facoltà mediche) ma anche, con lo stesso entusiasmo, con i bambini delle scuole primarie, convinto che la scienza, se ben spiegata crea curiosità, educa al rigore scientifico e fa crescere superando qualsiasi barriera culturale, sociale e religiosa. L’impegno è stato rivolto, sempre animato da una grande passione, anche alla politica, intesa come polis, come bene comune. La sua politica, aveva una prospettiva elevata al disopra della quotidianità, era etica e ideale. Si è impegnato direttamente in numerose battaglie a difesa dell’ambiente e del territorio e dei valori irrinunciabili dell’uomo credendo fino in fondo che l’umanità è in grado, con il suo sapere, di superare i momenti difficili della società contemporanea. Q. è stato uno scienziato brillante, autore di oltre 140 pubblicazioni su riviste internazionali, avido di conoscenza, dotato di quella umiltà tipica delle persone di grande spessore culturale, di rara onestà intellettuale, appassionato docente, maestro di impegno professionale e sociale e protagonista di battaglie a favore dei più deboli e umili. È scomparso a Udine il 18 marzo 2016.

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