RAPUZZI LUIGI JOHANNIS

RAPUZZI LUIGI JOHANNIS (1905 - 1968)

pittore

Immagine del soggetto

Costruzione n. 29, olio su tela di Luigi Johannis Rapuzzi, 1952 (Udine, Fondazione CRUP).

Nacque a Sacile il 14 maggio 1905 da Giovanni e Maria Sambuco. Trascorse l’infanzia presso la nonna paterna a Tolmezzo, manifestando un precoce interesse per il disegno e la pittura. Diplomatosi presso l’Istituto tecnico industriale di Udine, si iscrisse al Politecnico di Milano, che però abbandonò già dopo il primo biennio per frequentare l’Accademia di belle arti di Venezia. A inizio anni Venti R. risentì della ricerca futurista, che interpretò in numerosi collage e tempere verniciate a cera. Incendio + chiarodiluna, Autoritratto + sognidigloria e La caduta di Lucifero, tutti del 1922, rimangono tra gli esiti più interessanti dell’epoca. Da questo periodo, riprendendo il nome di un suo presunto antenato veneziano, R. iniziò ad affiancare al proprio cognome lo pseudonimo “Johannis”. Nel 1923 militò nel gruppo futurista studentesco di Udine, all’interno del quale fu in stretti rapporti con il poeta Gian Giacomo Menon. In tempi successivi conobbe Prampolini, Depero, Severini e Russolo. Con quest’ultimo, in particolare, R. condivise l’attrazione per l’occulto e il soprannaturale, che anni dopo avrebbe espresso anche in forma letteraria. L’esordio espositivo data al 1942, quando alla Biennale di Venezia espose Aereoritratto simultaneo dell’aeroepittore Crali. In seguito a tale opera, un omaggio all’artista goriziano Tullio Crali, R. avrebbe progressivamente abbandonato la poetica futurista. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderì al Movimento di liberazione nazionale e venne arrestato due volte. Nel 1945 R. fu tra i partecipanti alla mostra-premio “La Colomba” a Venezia. Nel dicembre dell’anno seguente espose alla galleria Bergamini di Milano insieme agli artisti Anzil, Tomea, Devetta, Zigaina, Canci Magnano e Guidi, con i quali diede vita al gruppo Movimento per un’arte classica moderna. ... leggi Dal 1947 al 1951 R. fu in America, a New York: entrato da clandestino, si guadagnò da vivere come imbianchino, decoratore e restauratore. Lavorò anche come illustratore e scrittore di genere fantascientifico partecipando a qualche collettiva al Greenwich Village. Rientrato in Italia, R. si stabilì a Milano e adottò uno stile di ascendenza surrealista. Scrisse anche romanzi di fantascienza (Quando ero aborigeno, C’era una volta un pianeta, Il satellite perduto, fra gli altri) e collaborò a molti periodici del settore. Nel 1957 fondò a Udine la rivista «Galassia». Negli stessi anni illustrò alcuni studi di psicologia di Cesare Musatti, marito di una sua sorella. Tra anni Cinquanta e Sessanta R. tenne svariate personali in gallerie private: Cairola a Milano (1953); Selezione a Milano, Maggiolina ad Alessandria (1958); Baguttino e Vinciana a Milano (1959); Ferrero a Ginevra (1960); S. Giorgio a Lignano Pineta (1961); Montenapoleone a Milano e Bottega a Padova (1963). Nel 1966 compì un viaggio a Stonehenge che avrebbe lasciato evidenti tracce sul suo lavoro e l’anno dopo partecipò alla collettiva d’arte surrealista tenutasi alla galleria Studio 65 di Bruxelles e alla Tardy di Enschede in Olanda. L’ultima personale di R. si tenne alla galleria Antonello di Messina, poco prima della sua scomparsa. L’artista morì a Milano il 21 settembre 1968.

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Bibliografia

DBF, 688; Johannis ieri e oggi. Catalogo della mostra, a cura di C. BELLOLI, Milano, Ed. della Galleria Montenapoleone, 1963; M. VERDONE, Luigi Rapuzzi Johannis, Udine, Centro friulano arti plastiche, 1975; DAMIANI, Arte del Novecento I, 228-232; Z.M. DAL BAS, Doi “ex libris” di Vigi Rapuzzi (Johannis), «Sot la nape», 38/2 (1986), 41-43; G. BERGAMINI - G. PAULETTO, La collezione d’arte. Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, Milano, Fondazione CRUP/Skira, 2008, 273.

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