RIDOMI CRISTANO (1904-1969)

RIDOMI CRISTANO (1904-1969)

giornalista, presidente RAI, scrittore

Immagine del soggetto

Il giornalista Cristano Ridomi.

Nacque a Udine il 9 marzo 1904 da Giuseppe, commerciante di origine veneziana da tempo stabilitosi in Friuli, e da Teresita Modolo. Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Padova, fu per breve tempo, nel 1926, giovanissimo vicepresidente della Società filologica friulana. Nel luglio dello stesso anno fu assunto come giornalista dal Corriere della Sera. Si occupò dapprima di cronaca nera, svolgendo alcune inchieste giornalistiche di successo, poi dal 1928 fu più volte corrispondente all’estero. Agli inizi del 1930 fu inviato nell’importante sede di Berlino per sostituirvi il corrispondente, poco gradito al regime fascista. Restò nella capitale tedesca fino all’aprile del 1937, durante un difficilissimo e decisivo periodo della storia germanica che vide la fine della Repubblica di Weimar e l’affermarsi della dittatura nazista di Hitler, documentato con molti articoli in linea con il pensiero dominante in Italia. Dal febbraio all’estate del 1932 lasciò provvisoriamente Berlino per compiere, insieme a Giorgio Del Bono, un lungo viaggio in Cina, dal quale scaturì un fortunato libro, Ombre gialle. Viaggio nell’ultimo Oriente (Milano, Agnelli, 1933), dove raccolse impressioni e appunti sulla situazione soprattutto politica della tormentata area asiatica. Nel 1937, dopo aver vinto un concorso statale, abbandonò il giornale milanese e fu nominato addetto stampa di terza classe presso le rappresentanze diplomatiche all’estero per il Ministero della Cultura popolare. Nello stesso anno fu destinato all’ambasciata di Vienna, e l’anno dopo, in giugno, ritornò, questa volta però come diplomatico, nella ben conosciuta Berlino hitleriana, dove rimase fino al 1943. Dopo l’8 settembre fu confinato dagli ormai ex alleati tedeschi in Baviera, a Garmisch-Partenkirchen. ... leggi Liberato al termine della guerra, riprese la carriera giornalistica, diventando nel 1947 direttore del giornale Il mattino dell’Italia Centrale di Firenze e iniziando a collaborare con Il Popolo, organo di stampa della Democrazia Cristiana. Nell’aprile del 1949 fu distaccato a Roma come Capo Ufficio stampa e portavoce del Presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gaspari, del quale per due anni divenne a tutti gli effetti il vero e proprio braccio destro. Nel maggio del 1951 venne designato dalla DC, partito nel quale ormai militava, come Presidente della RAI. Il 3 gennaio 1954 ebbe l’onore di inaugurare ufficialmente le prime trasmissioni televisive. Pilotò l’ente radiotelevisivo fino al 1954, quando si dimise fra molte polemiche. Rientrò poi nel ruolo diplomatico come addetto stampa di seconda classe; nel 1955 fu inviato in missione presso il Commissariato generale del governo per il Territorio di Trieste quale capo dei Servizi stampa e informazioni e l’anno dopo fu promosso addetto stampa di prima classe. Dal 1957 fu a disposizione del Capo del Servizio stampa, dapprima come consigliere di seconda classe, poi, dal 1960, di prima classe. Nel 1958 fu intanto candidato per la DC al Senato nel collegio di Pordenone, ma per pochi voti non fu eletto; nel 1962 fu nominato ministro plenipotenziario per la stampa e nel 1964 console generale a Klagenfurt. Nel 1966 pubblicò presso Longanesi il romanzo Avventura ’43, parzialmente autobiografico, sul fatidico 1943 a Berlino. Collaborò fra il 1967 e il 1969 con vari articoli al Messaggero Veneto. Morì improvvisamente il 4 luglio 1969 a Gardone Riviera (Brescia). Tre anni dopo la sua morte, nel 1972, Longanesi pubblicò il libro postumo La fine dell’ambasciata a Berlino. 1940-1943, nel quale sono raccolti ricordi personali, cenni biografici, bozzetti ed episodi sul difficile periodo bellico vissuto in Germania dall’autore.

Chiudi

Bibliografia

F. MONTELEONE, Storia della radio e della televisione in Italia. Un secolo di costume, società e politica, Venezia, Marsilio, 2003, passim; A. ROMANO, F. ROMANO, Cristano Ridomi (1904-1969), un diplomatico-scrittore all’ambasciata d’Italia a Berlino, «La Panarie», XXXVI/138 (2003), 29-46; Il «Corriere della Sera» a Berlino. 1930-1936, Milano, Fondazione «Corriere della Sera», 2006.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *