RISMONDO GIOVANNI

RISMONDO GIOVANNI (1806 - 1875)

avvocato, giornalista

Immagine del soggetto

Ritratto dell'avvocato Giovanni Rismondo, olio su tela di Emilio P., 1877 (Gorizia, Musei Provinciali).

Nacque a Rovigno, in Istria, il 1° novembre 1806 da Alvise ed Elisabetta Artusi. Dopo gli studi giuridici iniziò l’attività di avvocato, prima a Monfalcone, nel 1833, e poi a Gorizia, a partire dal 1841, ottenendo stima e riconoscimenti anche al di fuori dei confini regionali. Il giovane R. fu tra i primi a partecipare al dibattito sull’identità di Gorizia e sull’opportunità di aderire al Risorgimento italiano; a questo scopo, intorno alla metà del secolo, organizzò nel suo studio legale goriziano incontri e riunioni a cui parteciparono Graziadio Isaia Ascoli, Isacco Reggio, pastore della comunità israelitica di Gorizia, Carlo Favetti e altre personalità di rilievo di lingua e cultura italiana, o italiano-ebraica. Nel capoluogo isontino, infatti, la nascita di un timido movimento critico nei confronti del governo austriaco iniziò a svilupparsi a partire dal 1848, in concomitanza con i moti risorgimentali europei, anche se le aspirazioni liberali si fecero assai più forti solo dopo la costituzione del Regno d’Italia nel 1860. Proprio nel 1848 si registrò la pubblicazione di alcuni scritti di ispirazione liberale: il 14 agosto uscì anonimo – ma in seguito riconosciuto come proprio da R. – un opuscolo intitolato Ritorno di sua maestà a Vienna. Riflessi d’un liberale, in cui l’autore sottolineava come il rientro dell’imperatore nella capitale austriaca dopo i moti di marzo avesse indebolito i fautori dell’assolutismo, e affermava che Gorizia era sotto tutti i punti di vista, e in primo luogo per la lingua, una città italiana. ... leggi L’intervento si concludeva con un appello rivolto ai goriziani a farsi promotori di un liberalismo costituzionale. Poche settimane dopo uscì la Risposta del nobile filoaustriaco Giuseppe de Persa: un breve scritto in cui questi esaltava il senso di responsabilità dei goriziani, che aveva impedito loro di partecipare alla rivoluzione italiana, con cui Gorizia non aveva nulla da spartire, essendo una città – secondo de Persa – che era stata costretta a servirsi della lingua italiana solo a causa della sua posizione politico-geografica. La controreplica quasi immediata di R., intitolata Sulla risposta di G. Persa. Osservazioni dell’opuscolo Ritorno di sua maestà a Vienna, fu improntata ad una maggiore pacatezza, proponendo un liberalismo più moderato e un sentimento di lealtà verso l’Impero, ma a rinfocolare la polemica ci pensò Ascoli con il breve scritto Gorizia italiana, tollerante, concorde che, rifacendosi alle prime posizioni di R., intendeva difendere l’italianità della sua città. Ancora nel 1848 l’avvocato istriano, insieme con Ascoli e con Reggio, diede vita a un giornale chiamato «L’Aurora»: si trattava di un foglietto quotidiano di formato molto ridotto che voleva essere un notiziario politico, con i rendiconti di quanto accadeva nei parlamenti di Vienna e Francoforte, ma che lasciava anche un certo spazio alla cronaca locale. Fu un primo tentativo di fornire ai goriziani un quotidiano liberale teso ad educare il pubblico alle dottrine liberali e costituzionali. Il giornale ebbe breve durata, dall’8 agosto al 13 settembre, anche a causa della mancanza di un programma editoriale ben definito e del differente orientamento politico-culturale dei redattori, tra cui figuravano, oltre ai due fondatori, Giuseppe Deperis e Carlo Favetti. Nei pochi numeri usciti si coglie l’intenzione di raccontare gli abusi del governo austriaco e il desiderio di sollecitare i goriziani ad occuparsi delle questioni che potevano essere risolte a livello locale. Dopo la chiusura dell’«Aurora», R. collaborò con articoli e saggi di politica ed economia liberale con il «Giornale di Gorizia», fondato da Favetti, e con l’«Isonzo», diretto da Enrico Jurettig. Per diversi anni ricoprì la carica di consigliere comunale e di deputato provinciale, divenendo punto di riferimento per tutti coloro che difendevano il carattere italiano della città contro la tendenza “germanizzante” del governo austriaco e contro i nascenti movimenti nazionali della Slovenia. Per il suo costante impegno nel sostenere i principi liberali e nazionali, nel 1866 fu arrestato dalle autorità austriache e internato a Graz. Dopo il rilascio tornò a Gorizia, dove nel 1869 fondò la Società di Ginnastica goriziana, sull’esempio della Società di Ginnastica triestina che era stata istituita cinque anni prima. Dal 1872 fu presidente della Camera degli avvocati e nel 1874 fu eletto presidente del Gabinetto di lettura. Nel 1873 morì la moglie Maria Chilain de Hembize e due anni più tardi, il 16 febbraio 1875, all’età di sessantotto anni R. si spense a Gorizia. Nell’ottobre del 1949, durante le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Società di Ginnastica goriziana, venne scoperta nell’atrio della vecchia palestra una lapide in onore dell’avvocato istriano, che recita: «Nel preclaro nome di Giovanni Rismondo animatore di patrie virtù siano ricordate la fede e l’ardore di quanti nel volger di XVI lustri italianamente ressero questo sodalizio 1869-1949».

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Bibliografia

G. RISMONDO, Ritorno di sua maestà a Vienna. Riflessi d’un liberale, Udine, Vendrame, 1848; ID., Sulla risposta di G. Persa. Osservazioni dell’opuscolo Ritorno di sua maestà a Vienna, Gorizia, De Valeri, 1848; G. DE PERSA, Risposta all’opuscolo intitolato Ritorno di sua maestà a Vienna, riflessi d’un liberale, Gorizia, Paternolli, 1848.
A. DE CLARICINI, Gorizia nelle sue istituzioni e nella sua azienda comunale durante il triennio 1869-1871, Gorizia, Seitz, 1873, 130; G.B. CIPRIANI, Trenodia in morte di Giovanni Rismondo, Venezia, Cecchini, 1876; C.L. BOZZI, Gorizia agli albori del Risorgimento, 1815-1848, Gorizia, [Centro studi goriziani], 1948, 131-147; L. SPANGHER, Cent’anni della Ginnastica goriziana, 1868-1968, Gorizia, Unione Ginnastica goriziana, 1968; FORMENTINI, Contea di Gorizia, 114; B. MARUŠIČ, Rismondo Giovanni, in ÖBL, 8/42 (1985), 175; M.L. LORICCHIO, Graziadio Isaia Ascoli tra politica e cultura, in Friûl di soreli jevât, 31; L. PILLON, Gorizia millenaria, Gorizia, LEG, 2005, 154-155; B. MARUŠIČ, Prispevki k primorski biografiki, Koper, Založba Annales, 2006, 56.

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