RIZZOLATI GIOVANNI DOMENICO

RIZZOLATI GIOVANNI DOMENICO (1799 - 1862)

frate minore, vescovo missionario

Immagine del soggetto

Il vescovo Giovanni Domenico Rizzolati, incisione di G. Rosa su disegno di Giovanni Contarini, 1857 (Pordenone, Biblioteca del Seminario diocesano).

Nacque a Clauzetto, frazione di Pradis di Sotto (Udine), borgata Corgnâl, il 30 ottobre 1799. Il padre Pietro, per sfuggire alla miseria, lo portò con sé a lavorare a Trieste, ma il bambino preferiva lo studio. Così, grazie allo zio materno, don Osvaldo Tositti, fu mandato a Roma presso l’ordine dei francescani minori, dei quali nel 1820 vestì l’abito, diventando fra Giuseppe da Clauzetto. Dopo il perfezionamento nelle scienze sacre fu destinato dalla Congregazione de Propaganda fide in terra di missione. Dopo un avventuroso viaggio via mare arrivò in Cina nel 1827 ed esercitò il suo mandato prima nello Shaanxi e poi nell’Huguang, territorio quest’ultimo che corrisponde alle attuali regioni dell’Hubei e dell’Hunan. La sede operativa era Wuchang, città alla confluenza del fiume Han col Fiume Azzurro, attuale Wuhan, importante snodo ferroviario, fluviale e stradale con dieci milioni di abitanti. R. si prodigò tenacemente nell’evangelizzazione, incontrando ostacoli spesso insormontabili, dal momento che il governo non favoriva l’intrusione di europei. Fu perseguitato e incarcerato ed ebbe a subire umiliazioni e pesanti disagi. Il 19 agosto 1838, come riconoscimento per il suo intenso apostolato, papa Gregorio XVI lo nominò vicario apostolico dell’Huguang col titolo di vescovo titolare di Aradia. A Wuchang, pur tra molte difficoltà, raccolse giovani promettenti per avviarli al sacerdozio, istituì scuole primarie dove erano ammessi anche ragazzini non cristiani, ed ebbe a cuore varie opere di carattere sociale e assistenziale, in particolare quelle a favore dell’infanzia. Potenziò anche una preesistente Società dei raccolti (trovatelli), poi Opera della santa infanzia, con lo scopo di accogliere soprattutto le bambine che venivano abbandonate dalle famiglie. ... leggi Al suo zelo si deve la chiesa, con annesso seminario e collegio, costruita nel 1842 ad Hankou e dedicata a sant’Antonio da Padova. Da buon friulano, monsignor R. si era rimboccato le maniche del saio, facendosi un po’ muratore e un po’ capomastro. Nel 1855, in seguito ad oscuri maneggi della curia romana derivati da meschine invidie di altri ordini, fu richiamato in patria. Il 15 aprile 1856 lasciò Hong Kong su una nave inglese a vapore. Costeggiò l’India, toccò Goa e risalì il Mar Rosso fino a Suez. Da qui trasbordò via terra ad Alessandria, dove si imbarcò su una nave austriaca che approdò a Trieste il 10 giugno. In Italia fu vescovo ausiliare di Ferrara. Nel settembre del 1857 fu a Clauzetto, accolto trionfalmente dal clero e dalla popolazione. Lasciò in dono alla chiesa di S. Giacomo una splendida pianeta in lampasso cinese finemente ricamata. Rientrato a Roma, visse nel convento di S. Pietro in Montorio attendendo a un dizionario cinese-latino, rimasto incompiuto, con cui si proponeva di migliorare uno precedente, stampato a Hong Kong nel 1853. Parlava e scriveva perfettamente in cinese, tanto da essersi là meritato il nome di Li Wenxiu, che equivale a “Rizzolati dotto ed eccellente”. Si spense a Roma il 16 aprile 1862 e fu sepolto nella chiesa del convento.

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Bibliografia

L. TINTI, Trent’anni in Cina, vita, missioni e scritti di mons. fra Giuseppe Rizzolati dei francescani minori, vescovo titolare di Aradia e vicario apostolico del Hu-Quang (1799-1862), Portogruaro, Tip. Castion, 1906; G. COLLEDANI - T. PASQUALIS, Un francescano in Cina, sulle tracce del vescovo Giuseppe Rizzolati da Clauzetto, Sequals, Comune di Clauzetto, 2009.

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