SEGHIZZI AUGUSTO CESARE

SEGHIZZI AUGUSTO CESARE (1873 - 1933)

musicista

Immagine del soggetto

Il maestro Augusto Cesare Seghizzi.

Nacque a Buje, in Istria, il 19 gennaio 1873 da un maestro di banda e organista di origine lombarda, che si trasferì con la famiglia a Gorizia nel 1888. Studiò pianoforte con il padre e non poté in seguito approfondire la preparazione scolastica, se non con qualche lezione privata. Nei primi anni Novanta, si mise in luce come collaboratore pianistico e solista ai numerosi intrattenimenti nel Teatro di Società e presso i vivaci sodalizi cittadini, durante i quali eseguì le sue prime prove di compositore, per la maggior parte pezzi caratteristici. Nel 1894 S. venne premiato al concorso di canzoni popolari presieduto da Pier Adolfo Tirindelli con Più in là! e No puès plui sta cussì; nello stesso anno venne assunto come organista e maestro di canto nella chiesa di S. Ignazio, nel 1897 in quella dei Ss. Vito e Modesto. Questo nuovo ruolo gli offrì l’occasione di leggere molta musica sacra e di avvicinarsi alla Società di S. Cecilia, attiva a Gorizia dal 1883 per il ripristino dell’antico canto secondo i dettami ratisbonensi. Attorno ad essa gravitavano gli esponenti più sensibili del clero locale, in particolare di area slovena, come Frančišek Borgia Sedej, futuro arcivescovo di Gorizia. Dall’assimilazione di quei principi, innestati sul modello di Lorenzo Perosi, compose nel 1900 l’oratorio La crocifissione di Cristo, in cui riuscì a fondere elementi di provenienza eterogenea; assorbì il gusto della scrittura sobria, ma non rinunciò alla libera cantabilità melodica e all’insieme strumentale, come nella Missa aquileiensis del 1913. Nel nuovo secolo la sua attività diventò frenetica: compose inni occasionali per la vita sociale cittadina, nel 1902 venne nominato organista della metropolitana, insegnava canto nei circoli ricreativi, alle scuole femminili, alla Civica scuola di musica. ... leggi Sposatosi con Palmira Pizzioli, ebbe due figli, Natale e Cecilia, nota compositrice e didatta. Cominciò a scrivere su testi in lingua friulana (Al ciant dal Friul di Ugo Pellis) e bozzetti teatrali, si legò di proficua amicizia a Rodolfo Lipizer, Ervino Pocar e Biagio Marin, che avrebbe ritrovato come collega all’Istituto magistrale e del quale avrebbe musicato alcune liriche. Suddito italiano, fu costretto dagli eventi bellici a optare per la cittadinanza austriaca, venne richiamato alle armi e, nel 1915, venne internato nel campo profughi stiriano di Wagna, dove si ricongiunse alla famiglia. Organizzò e diresse un’attività musicale interna; si esibì a Graz e Vienna con coro e orchestra, per i quali scrisse il Canto di Wagna, il bozzetto Cuore di bimbe e l’operetta Lupina. Tornato a Gorizia, ormai italiana, S. riprese le attività del passato, ma dal 1920 diresse anche la neonata corale del Club alpino italiano, che si esibì al I congresso della Società filologica friulana, appena fondata. Dal 1925 si dedicò, come altri suoi contemporanei, alla rivitalizzazione delle villotte, sia su versi nuovi di Tite di Sandri, pseudonimo di Giuseppe Collodi/Collorig, sia di quelle tradizionali raccolte da Stefano Persoglia, «per elaborarle artisticamente nella forma, non consueta, ancor oggi, del coro popolare maschile a 4 parti reali» (M. Macchi). Per ovviare alla brevità della quartina poetica, S. adottò la soluzione di riunirne più d’una collegandole in cinque rapsodie, Gotis di rosade. Malato e sfinito da un’attività fin troppo intensa, si spense a Gorizia il 5 gennaio 1933. Il catalogo tematico delle sue opere conta 285 numeri, comprendenti trascrizioni e adattamenti di lavori altrui (178-240) e musica a stampa (259-285). L’associazione corale da lui fondata e diretta, assunto il suo nome, organizza annualmente, dal 1961, un importante concorso internazionale di musica corale, affiancato da un convegno e da numerose manifestazioni.

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Bibliografia

DBF, 738; MARCHETTI, Friuli, 1015; PRESSACCO, Musica, 2025, 2030-32; M. MACCHI, Luigi Garzoni e la coralità friulana. Atti del convegno (Tricesimo, 28 febbraio 1982), a cura di B. ROSSI, Udine, I cantori del Friuli, 1982, 11; A. ARBO, Augusto Cesare Seghizzi, Pordenone, Studio Tesi, 1992; R. BASSO, Augusto Cesare Seghizzi, musicista goriziano. L’itinerario artistico e il catalogo delle opere, t.l., Università degli studi di Trieste, a.a. 1999-2000; ID., Augusto Cesare Seghizzi, musicista goriziano. Il catalogo delle opere, Gorizia, Provincia di Gorizia/Associazione corale goriziana C. A. Seghizzi, 2001; G. GRASSO, Musica per Gorizia. Un omaggio alla città, Gorizia, BSI, 2006, 21, 23, 28, 33, 39, 44, 45, 47, 92, 93, 96-98.

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