SOMEDA DE MARCO CARLO

SOMEDA DE MARCO CARLO (1891 - 1975)

storico dell’arte

Immagine del soggetto

Lo storico dell'arte Carlo Someda de Marco (Udine, Civici musei, Fototeca).

Nacque a Mereto di Tomba (Udine) il 14 novembre 1891 e, come il gemello Pietro, coltivò interessi culturali. Dal 1919 al 1931 si dedicò all’attività artistica, mentre la nomina a direttore dei Civici musei di Udine segnò la fine delle ambizioni artistiche e l’inizio dell’attività di storico dell’arte. Grazie alle lezioni di disegno e pittura di Pietro Lesina e Giovanni Del Puppo, fu ammesso nel 1913 all’Accademia di Venezia, dove fu allievo di Augusto Sezanne, frequentando nel contempo Ettore Tito, Emanuele Brugnoli e Guglielmo Ciardi. Diplomatosi nel 1919, insegnò fino al 1923 disegno d’ornato a Venezia, dove aprì un laboratorio di decorazione pur mantenendo rapporti con il Friuli. S. esordì in campo artistico nel 1919 a Bologna con dipinti di paesaggio e temi floreali, usando una tecnica di acquerello molto coprente. Influenzato dagli artisti di Ca’ Pesaro, espose all’Opera Bevilacqua La Masa nel 1920, nel 1921 partecipò alle Esposizioni di Napoli, Treviso e Udine. Dal 1923 al 1927 tenne la cattedra di arte decorativa murale presso l’Istituto di belle arti di Modena, ottenne il trasferimento a Venezia come insegnante d’ornato al liceo artistico, finché nel 1931 vinse il concorso per direttore del Museo udinese. Nella sua opera, in cui labile è spesso il confine tra arte e artigianato, le decorazioni per gli ambienti del caffè Contarena (1921-1922), progettato da Raimondo D’Aronco, e quelle per la sala riunioni della Cassa di risparmio di Verona (1926) rappresentano i risultati migliori raggiunti in uno stile déco di orientamento secessionista. ... leggi S. realizzò disegni per vari settori delle arti applicate, tra cui quelli del ricamo, dei tappeti realizzati a telaio, delle ceramiche. La grafica fu certamente l’ambito in cui operò con maggiore continuità nelle copertine per la rivista «La Panarie» (1926-1935). Animo profondamente religioso, si cimentò anche nella decorazione della chiesa di Castelnuovo Vicentino (1931) e nella realizzazione di arredi e stoffe liturgiche (1920-1924), spesso in collaborazione con il veneziano Umberto Rosa. Operò con dedizione totale come direttore dei Civici musei di Udine dal 1932 al 1958, riordinandoli completamente e creando tra l’altro il grande archivio fotografico. Allestì i locali del castello con i criteri del “museo di ambientazione”, dotando il museo di un gabinetto di restauro, affidato dapprima a Tiburzio Donadon e poi a Giuseppe Buzzi. Spesso adoperò le sue capacità artistiche al servizio del comune, come nella decorazione a stucco della sala dell’anagrafe nel palazzo municipale (1951), dove reinterpretò i disegni daronchiani. Nel 1940 raccolse le opere d’arte del Friuli e dell’Istria nella villa Manin di Passariano, curando nel contempo la difesa antiaerea del patrimonio artistico e culturale. Numerose furono le mostre da lui organizzate: l’importantissima mostra del Pordenone del 1939, nel 1941 la Mostra triveneta delle arti popolari, la Mostra di sei capolavori d’arte veneta nel 1947, la grande Esposizione regionale del 1948 e nel 1951 la Mostra degli artisti friulani a Klagenfurt. Come scrive Giuseppe Bergamini, «non restrinse mai il campo di ricerca a uno specifico argomento», pubblicò importanti saggi che valorizzarono il patrimonio artistico friulano. Fece parte di numerose istituzioni udinesi e fino alla morte, nel 1975, fu costante animatore della vita culturale friulana.

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Bibliografia

Mss Udine, Civici musei, Sedute della Commissione del Civico museo. Atti relazioni 1929-1935 e 1935-1955; Udine, Archivio Someda de Marco.

C. SOMEDA DE MARCO, Diario dal 10 aprile 1940 al 21 maggio 1945, depositato in copia presso Soprintendenza alle antichità e belle arti di Trieste, Civico museo di Udine, Biblioteca civica di Udine, Biblioteca Marciana di Venezia; ID., L’opera della Sovrintendenza ai monumenti e alle gallerie della Venezia Giulia e del Friuli in Friuli per la protezione dei monumenti durante la guerra 1940-1945, «AAU», s. VI, 9 (1945-1948), 100-139.

G. BERGAMINI, Carlo Someda de Marco, «Quaderni della FACE», 45 (1975), 1-7; A. RIZZI, Carlo Someda de Marco storico dell’arte, pittore e difensore del patrimonio culturale friulano, «AAU», s. VIII, 3 (1976-1978), 65-78; DAMIANI, Arte del Novecento I, 49-53; I. REALE, La pittura a Trieste e in Friuli nel primo Novecento (1900-1945), in La Pittura in Italia. Il Novecento/1. 1900-1945, Milano, Electa, 1992, 321-334; A. CURTAROLO, Someda de Marco Carlo, ibid., 2, 1076; G. BUCCO, Ceramiche di Carlo Someda de Marco al Museo Gortani di Tolmezzo, «Quaderni dell’Accademia udinese di scienze, lettere e arti», 4 (1997), 32-35; EAD., Il labile confine tra arte e artigianato. Per una storia delle arti applicate in Udine, in Arti a Udine, 201-238, 412-437 (schede); EAD., Decorazioni a stucco del primo Novecento: Raimondo D’Aronco e i suoi collaboratori, in L’arte dello stucco in Friuli nei secoli XVII-XVIII Storia, tecnica, restauro, interconnessioni. Atti del convegno internazionale di studio (Passariano-Udine, 24-26 febbraio 2000), a cura di G. BERGAMINI - P. GOI, Udine, Comune di Udine, 2001, 283-300; EAD., Appunti per una storia del ricamo in Friuli nella prima metà del Novecento, in Filo, Ricamo, Nodi e Colore. ... leggi La creatività al femminile. Catalogo della mostra (Udine, 15 luglio-21 agosto 2005), a cura di G. BERGAMINI - M. VALOPPI, Udine, AGF, 2005, 36-41; C. ALFARÈ, Carlo Someda de Marco: protagonista nella tutela e nella promozione del patrimonio artistico friulano, t.l., Università degli studi di Udine, a.a. 2005-2006; Carlo Someda de Marco. Dall’arte alla tutela delle opere, a cura di G. BUCCO, Udine, Associazione udinese amici dei musei e dell’arte, 2006; EAD., La direzione di Carlo Someda de Marco presso il Civico Museo dal 1932 al 1958, «Ud. Boll.», 10 (2007), 137-145.

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