TORRE (DELLA) GASTONE

TORRE (DELLA) GASTONE (? - 1318)

patriarca di Aquileia

Immagine del soggetto

L'Arca di Gastone della Torre collocata nel chiostro del convento di S. Croce, da un disegno di G. D. Bertoli nelle "Antichità  d'Aquileja".

Figlio di Corrado detto Mosca e nipote di Napoleone signore di Milano, G. della T. è costretto a lasciare la sua città natale nel 1277, dopo la sconfitta di Desio ad opera dei Visconti. Rifugiatosi in Friuli, grazie all’interessamento del prozio Raimondo patriarca di Aquileia, ottiene ben presto un canonicato presso il capitolo cattedrale. Nel dicembre del 1293 è investito di un secondo beneficio canonicale nella vicina diocesi di Concordia. Due anni più tardi acquista i redditi della pieve di Pozzuolo. Nel 1296 ottiene la conferma di un terzo canonicato nella collegiata di S. Maria di Cividale. Rientra a Milano nel 1302, dopo la cacciata di Matteo Visconti, e diviene canonico della cattedrale. Nel 1308 è eletto dai confratelli arcivescovo della chiesa lombarda. Entrato in conflitto l’anno successivo con il congiunto Guido capitano del popolo di Milano, G. è cacciato dalla città. L’arcivescovo cerca quindi il sostegno dell’imperatore Enrico VII, che, disceso in Italia, si adopera per la pacificazione tra gli esponenti della famiglia della Torre e tra quest’ultimi e i Visconti. Gli sforzi dell’imperatore non portano ai risultati sperati. Nel luglio del 1311 G., esule a Bergamo, indice un concilio provinciale, nel quale si discute principalmente della difficile situazione politica lombarda e della disciplina del clero. Dopo una breve riconciliazione con Matteo Visconti, divenuto nel frattempo vicario imperiale, l’arcivescovo è costretto nuovamente a lasciare Milano e a rifugiarsi in diverse città del Nord Italia. ... leggi Nel 1316 si reca ad Avignone per chiedere l’appoggio del nuovo pontefice Giovanni XXII. Il papa, desideroso di mantenere buoni rapporti con i Visconti, trasferisce G. sulla cattedra aquileiese, probabilmente su segnalazione di re Roberto d’Angiò. G., impossibilitato a lasciare in breve tempo la corte papale, nomina suo luogotenente in Friuli il fratello Moschino; un secondo fratello, Rinaldo, tesoriere di Aquileia, assume il vicariato generale. Nel marzo del 1317 il nuovo patriarca nomina il musicologo Marchetto da Padova “magister scolarum” di Cividale, non essendo a conoscenza che tale ufficio è già assegnato al canonico Artico di Castello dal capitolo cattedrale di Aquileia in sede vacante. Nel giugno dello stesso anno incontra ad Avignone il di Castello dimostrandosi favorevole alla sua elezione alla cattedra concordiese, qualora si rendesse vacante. Nel frattempo, in Friuli, i fratelli sono impegnati nel reprimere una congiura di alcuni esponenti della nobiltà locale contro G., nel richiedere la restituzione dei castelli occupati indebitamente dal conte di Gorizia e soprattutto nel cercare di raccogliere il denaro necessario a pagare il “servitium commune” del patriarca. Rinaldo ottiene, quindi, la facoltà di impegnare le gastaldie e le mute e di alienare beni del patriarcato sino a una somma di cinquemila marche d’argento. Un altro congiunto, Lombardino della Torre, arciprete di Monza e canonico di Aquileia, è incaricato di contrarre i prestiti necessari. Fatto fronte agli impegni finanziari nei confronti della camera apostolica, G. lascia Avignone per l’Italia. Dopo aver noleggiato un’imbarcazione a Marsiglia, si trasferisce a Napoli, dove risiede per circa un mese ospite di re Roberto. Da Napoli il nuovo patriarca comincia a risalire la penisola per raggiungere il Friuli: giunto a Firenze nell’agosto del 1318, vi muore, probabilmente a causa di una caduta da cavallo e viene sepolto nella chiesa di S. Croce.

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Bibliografia

BIANCHI, ms BCU, Principale, 899/17, 1294.

G.L. FANTONI, Della Torre Gastone, in DBI, 37 (1989), 521-526; IULIANI CANONICI Civitatensis Chronica, a cura di G. TAMBARA, Città di Castello, Editrice Lapi, 1905(RIS, 24), 14, 55; PASCHINI, Storia, 402-404; GIANNI, Istituzioni ecclesiastiche, 14, 49, 106-107; GIANNI, Marchetto; GIANNI, Guglielmo, 201-202, 213-216, 245-247.

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