VUATTOLO AUGUSTO DOMENICO

VUATTOLO AUGUSTO DOMENICO

sindacalista

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Augusto D. Vuattolo in una segnalazione della Questura di Udine.

Augusto Domenico Vuattolo (detto Bruciar) nacque a Tarcento il 25 luglio 1882 da Domenico e Caterina Treppo. Residente a Cividale, iniziò a lavorare come bracciante giornaliero nel settore delle fornaci, continuando il mestiere paterno. In Austria ebbe le sue prime esperienze lavorative e politiche, subendo anche un arresto per la partecipazione ad uno sciopero. Divenne per conto del Segretariato dell’Emigrazione di Udine l’organizzatore della più maltrattata fra le categorie di emigranti, i fornaciai. Nel 1910 era segnalato come occupato da tempo quale funzionario del segretariato operaio di Monaco di Baviera; due anni dopo divenne il direttore del giornale in lingua italiana del sindacato edile tedesco, «L’Operaio Italiano». Espulso nel 1913 dalla Germania, si trasferì nel 1914 in Svizzera, dove divenne segretario centrale della Federazione muraria, prima a Berna e poi a Zurigo, seguendo inizialmente gli operai impegnati nei grandi trafori: nella sua carriera sindacale seguì in particolare i lavoratori stranieri, il Canton Ticino – per la comunanza linguistica tra i residenti ed i molti immigrati – e le categorie dei muratori e piastrellisti. Convinto assertore della necessità di superare il corporativismo per costruire forti federazioni di industria, partecipò al processo di fusione che portò in tre tappe, dal 1915 al 1922, i cinque sindacati di mestiere dell’edilizia e del legno ad unificarsi nella Flel, di cui diventò segretario centrale. Fu segretario del Psi in Svizzera e, dal 1917 al 1922, fece parte dell’esecutivo dell’Unione Sindacale Svizzera. ... leggi Durante la Prima guerra mondiale ai impegnò nella propaganda pacifista e fece parte di un comitato di sostegno ai disertori e renitenti alla leva. Nel 1919 fu colpito – in conseguenza dello sciopero generale del 1918, l’unico della storia svizzera – da un decreto di espulsione, che però venne tenuto sospeso fino all’annullamento nel 1944. Esponente dapprima del Psi massimalista, negli anni tra le due guerre mondiali V. assunse progressivamente un orientamento socialdemocratico ed anticomunista. Diresse il giornale «L’Edilizia svizzera» ed appartenne a vari organismi antifascisti, che a Zurigo facevano capo alla Cooperativa italiana che con il suo ristorante (il “Coopi”) fungeva da centro di smistamento dei primi soccorsi per i profughi dall’Italia. Girava infaticabile per la Svizzera, unendo il lavoro di organizzazione e le agitazioni sindacali alla propaganda presso i lavoratori italiani, in particolare stagionali, impegnandosi per salvare dall’espulsione – dovuta alla crisi economica ed alla disoccupazione dilagante – almeno gli esiliati politici. Denunciava le infiltrazioni della polizia fascista, teneva ai contatti con gli esponenti del fuoruscitismo antifascista e scriveva articoli per vari organi di stampa; i suoi comizi domenicali nel Ticino erano ascoltati anche da italiani, che passano il confine col pretesto di trascorrere la giornata in Svizzera per turismo. Dopo lo scoppio della guerra di Spagna, V. sostenne la necessità di trasferire l’azione armata in Italia e potenziò l’attività di propaganda antifascista verso l’Italia, svolta grazie ai contrabbandieri. L’importanza del ruolo di V. suggerì al reggente del Consolato italiano di Bellinzona il progetto – inattuato per motivi diplomatici: V. era ormai divenuto cittadino svizzero – di rapirlo e riportarlo in Italia. Durante la seconda guerra mondiale, V. collaborò con il Centro estero socialista di Zurigo, guidato da Ignazio Silone, cui faceva capo quanto rimaneva dell’organizzazione del Psi dopo l’occupazione nazifascista della Francia. Nel dopoguerra, V. operò nella Flel e nel Comitato della Federazione internazionale dei lavoratori edili e del legno fino al pensionamento nel 1948. Dedicò gli anni successivi a scrivere i tre ponderosi volumi della storia del sindacato di categoria svizzero. Morì a Zurigo il 13 novembre 1960.

 

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Bibliografia

ACS, Casellario politico centrale, b. 5477, f. 4487; Ministero dell'interno, Direzione Centrale di Pubblica Sicurezza, Divisione di Polizia Politica, pacco 1454. A. VUATTOLO, Storia della Federazione Svizzera dei Lavoratori Edili e del Legno. 1873-1953, Zurigo, Flel, 1953-1956. La morte di Augusto Vuattolo, «Libera Stampa», 9 dicembre 1960, 3; M. PUPPINI, Movimento operaio ed emigrazione in Carnia e Canal del Ferro dai primi del ’900 alla Resistenza, «Qualestoria», X/3 (1982), 83-119; G.L. BETTOLI, Una terra amara. Il Friuli Occidentale dalla fine dell’Ottocento alla dittatura fascista, Udine, IFSML, 2003, I; ID., Gli emigranti italiani nell'organizzazione sindacale tedesca attraverso le pagine de “L'Operaio italiano”, «Storia contemporanea in Friuli», XXXV/36 (2005), 9-84.

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