ZANCAROLO BASILIO

ZANCAROLO BASILIO (1590 - ?)

ecclesiastico, erudito, storico

Immagine del soggetto

Frontespizio dell'"Antiquitatum civitatis Fori Iulii pars prima" di Basilio Zancarolo, Venezia 1669.

B. Z. figlio di Francesco, nacque a Creta presumibilmente tra la fine del secolo XVI e l’inizio del secolo XVII. Egli discendeva da una di quelle famiglie “Zancaruolo” che nel XIII secolo da Venezia furono mandate ad abitare a Creta, allora chiamata Candia. Infatti egli nelle sue opere si riferisce a se stesso in questo modo: «Cydonius e colonia Cretensi regnique insulae Cretae feudatariis». Il suo avo Nicolò Zancarolo Cretense, fu fatto cavaliere da papa Paolo III per la protezione del cardinale Giampietro Carafa che poi ascese al soglio pontificio con il nome di Paolo IV. Abbiamo notizie certe della vita dello Z. dal 1648: a Padova egli ricopriva la carica di “assessore” del prosindaco dell’Università Giovanni de Luneschlos e dal 1649 fu professore di eloquenza e di filosofia nel collegio Amulio della città. In questi anni diede alle stampe diverse opere: un epigramma latino impresso dietro il frontespizio del libro Statuta et privilegia almae Universitatis d.d. philos. medic. ac theol. Archigymnasii Patavini sub praesidio illustrissimi et generosissimi d. Ioannis de Luneschlos p. syndici dig.mi assessoribus nobilissimis d. Georgio Bispinck Warendorpio Westphalo [1648-49]; nel 1649 uscì il testo Epigrammatum heroicorum centuria prima in Amulia Academia artis oratoriae; nello stesso anno furono edite due opere: Artes regnorum altrices sive de artium laudibus oratio habita pro solemni instauratione in basilica cathedrali e Artes honorum altrices sive de artium laudibus oratio habita in basilica cathedrali. Nel 1650 Lilium angelicum sive de laudibus s. Thomae Aquinatis oratio habita in augustissimo d. Augustini templo e sempre nello stesso anno Virgo fortis sive de S. Catharinae v. ... leggi et m. laudibus oratio. Sempre nel 1650, lo Z. dette alle stampe l’opera Cretici Labyrinthi in acquisitionem artium liberalium allegoria. In Amulia Patavina Academia artis oratoriae con dedica al cardinale Cristoforo Vidman. Il 13 ottobre 1650 con bolla di papa Innocenzo X, lo Z. fu nominato canonico di S. Maria di Cividale del Friuli per la morte del canonico Costantino Mainerio. Egli ne prese possesso il giorno 8 aprile 1651 e rinunciò al canonicato il 13 marzo 1654. Nel 1652 ad Udine usciva il testo Vita s. Hermagorae II. Aquilejensis ecclesiae patriarchae, dedicato al cardinale Pier Alvise Carafa legato di Bologna. Dal 1653 lo Z. si dedicò alla descrizione delle antichità di Cividale. E nel 1669 uscì postuma a Venezia la sua opera più importante Antiquitatum civitatis Fori Iulii pars prima. La seconda parte non fu mai pubblicata. L’opera dai provveditori e dai sindaci di Cividale fu dedicata al cavaliere e procuratore di S. Marco Angelo Correr. È un libretto in quarto di duecentoventotto pagine, nel quale si narra in forma apologetica la storia di Cividale dalla fondazione romana sino al tempo dell’autore. In ogni caso questo testo consente di fare il punto sullo stato in cui all’epoca si trovavano alcune celebri opere architettoniche di Cividale e di seguirne le vicende subite nei secoli seguenti. Il testo fu ristampato nel 1722 in Olanda ed inserito nel tomo sesto parte quarta del Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, quo continentur optimi quique scriptores, qui Patavini, Fori-Iulii, Istriae […] memoriae prodiderunt […] di Johann Georg Graevius. Dopo aver rinunciato al canonicato nel 1654, lo Z. probabilmente si ritirò nel monastero di Cassino. Così riferiscono Pier Angelo Zeno e Giustiniano Martinioni negli anni Sessanta del Seicento. In verità lo storico dell’ordine cassinese D. Maria Armellini pose il dubbio se B. Z. fosse veramente un abate cassinese perché questi in un suo testo del 1655 stampato a Venezia Ifulata Zodiaci Mystici virgo sive B. Laurentii Iustiniani protopatriarchae Venetiarum elogium […] non si definisce mai monaco e scrive: «vestra religio e vestra familia» e non «nostra». Inoltre Armellini cita una lettera dello scrittore spagnolo Domenico di Quesada allo Z. datata Arezzo 2 novembre 1655, nella quale per lui si usano titoli più convenienti ad un prete secolare. In questa lettera Quesada riferì allo Z. di averlo proposto alla «lettura delle lettere umane, greche e latine nel sacro monastero di Monte Cassino». Probabilmente lo Z. nel 1655 entrò come sacerdote nel monastero di Cassino e successivamente vestì l’abito dell’ordine. Nel 1655 uscì una sua orazione gratulatoria Canonici Basilii Zancharoli ad emin. princ. card. Petrum Ottobonum, nella quale appunto egli si definiva ancora canonico. Nel 1663 a Genova fu pubblicato il testo dello Z. Pallas armata sive de eloquentiae singolari praerogativa brevis lucubratio, dedicato a Giovanni Dolfin patriarca di Aquileia. Gli scrittori Zeno e Martinioni collocarono B. Z. tra i patrizi veneti, ma negli Alberi non è registrato. L’epoca della morte è ignota, ma presumibilmente nel 1669 lo Z. non era più in vita, dato che il suo testo su Cividale uscì postumo nel 1671. I suoi eredi Sabini e Graziani, destinarono alcuni lasciti a mons. G. B. Basso di Cividale. Le sue spoglie riposano nella chiesa di S. Maria dell’Orto a Venezia.

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Bibliografia

B. ZANCAROLO, Epigrammatum heroicorum centuria prima in Amulia Academia Artis oratoriae, Padova, Luciani, 1649; ID., Artes Regnorum altrices sive de artium laudibus oratio habita pro solemni instauratione in basilica cathedrali, Padova, Ganassa, 1649; ID., Artes Honorum altrices sive de artium laudibus oratio habita in basilica cathedrali, Padova, Ganassa, 1649; ID., Lilium angelicum sive de laudibus s. Thomae Aquinatis oratio habita in augustissimo d. Augustini templo, Padova, Tip. Camerale, 1650; ID., Virgo fortis sive de S. Catharinae v. et m. laudibus oratio, Padova, Pasquali, 1650; ID., Cretici labyrinthi in acquisitionem artium liberalium allegoria. In Amulia Patavina Academia artis oratoriae, Venezia, Milocco, 1650; ID., Vita s. Hermagorae II. Aquilejensis ecclesiae patriarchae, Udine, Schiratti, 1652; ID., Ifulata zodiaci mystici virgo sive B. Laurentii Iustiniani protopatriarchae venetiarum elogium […], Venezia, Hertz, 1655; ID., Pallas armata sive de eloquentiae singolari praerogativa brevis lucubratio, Genova, De Vincentiis, 1663; ID., Antiquitatum civitatis Fori Iulii pars prima, Venezia, Mortali, 1669 (= 1722 in J.G. GRAEVIUS, Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, quo continentur optimi quique scriptores, qui Patavini, Fori-Iulii, Istriae […] memoriae prodiderunt […] VI/4).

BSAU, Schedario Biasutti.

P.A. ZENO, Memorie de’ scrittori veneti patrizi ecclesiastici e secolari, Venezia, Paolo Baglioni, 1662, 139; G. MARTINIONI, Venetia città mobilissima, et singolare descritta in XIIII libri da m. ... leggi Francesco Sansovino: nella quale si contengono tutte le guerre passate […] con aggiunta di tutte le cose notabili della stessa città, fatte & occorse dall’anno 1580 fino al presente 1663 da d. Giustiniano Martinioni […] dove si sono poste quelle dello Stringa, servato però l’ordine del medesimo Sansovino, Venetia, Staffano Curti, 1663, 2; E.A. CICOGNA, Delle inscizioni veneziane raccolte ed illustrate da Emmanuele Antonio Cicogna cittadino veneto, II, Venezia, Orlandelli, 1827, 306-308; ID., Saggio di bibliografia veneziana, Venezia, Merlo, 1847, 50, 517; VALENTINELLI, Bibliografia, 129; G. BERGAMINI, La letteratura artistica del Friuli dalle vite del Vasari all’inedito manoscritto di Antonio Zurico, «Atti dell’Accademia udinese di scienze lettere e arti», s. VIII, 2 (1973-1975), 18.

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