BIANCHET ALBANO

BIANCHET ALBANO (1888 - 1965)

organista, compositore

Nato nel 1888 a Cassolnovo, in provincia di Pavia, da famiglia pordenonese trasferitasi temporaneamente per ragioni di lavoro, e divenuto cieco all’età di quattro anni in circostanze poco chiare, si era formato musicalmente e diplomato organista nel 1907 presso l’Istituto Luigi Configliachi di Padova con L. Bottazzo. Il 16 novembre dell’anno seguente, alla posa della prima pietra della chiesa di Rorai Grande, veniva eseguito un suo Tantum ergo definito, nella cronaca, splendido, e forse da lui stesso diretto; ma il suo primo servizio, continuativo e documentato, come organista e maestro di coro, avvenne in parrocchia a Casarsa della Delizia (con collaborazioni anche nella vicina frazione di San Giovanni) dal 1909 al 1916, ripreso poi dal 1919 al 1920 e nel 1922, in alternanza con analogo ruolo ricoperto nel duomo di S. Marco a Pordenone. Nella primavera del 1925 scelse definitivamente Casarsa e vi restò per più di trenta anni, collaborando spesso anche con le parrocchie vicine, in particolare con quella di Orcenico Superiore, paese d’origine della moglie. Oltre a prestare la sua opera di organista seppe innalzare notevolmente il livello del coro parrocchiale portandolo a partecipare a concorsi con cantate di ogni genere e di ogni difficoltà; e al di fuori dell’ambito liturgico la sua presenza fu altrettanto importante: saggi, accademie, ricorrenze civili lo vedevano sempre in prima fila. Scrisse numerose composizioni per lo più destinate al servizio liturgico (alcune delle quali premiate in concorsi), conservate solo in piccola parte (e talvolta solo in caratteri Braille), che rivelano una solida conoscenza armonica e contrappuntistica classica nonché una facile vena melodica. ... leggi Tra le tante meritano un ricordo Iste confessor (segnalato ad un concorso nazionale nel 1908), All’eccelsa Regina dei secoli e All’impeto, al fremito su testo attribuito a P. Margreth, O Vergine o Signora intonato sui noti versi manzoniani, Iulia su versi di Z. Tomè, ecc. Alcune sue composizioni manoscritte si conservano nel fondo musicale dell’Archivio parrocchiale di S. Marco di Pordenone (in deposito presso l’Archivio diocesano di Pordenone). Lasciò il suo posto il 31 maggio del 1956, perché ormai temeva che la memoria (a cui egli doveva affidarsi in modo particolare) non lo sostenesse più e l’anno seguente si trasferì a Torino ove morì nel 1965.

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Bibliografia

Edizioni: Battaglion Gemona: Canzone-marcia, [per canto], versi di Z. TOMÈ, San Vito, Tip. Primon, 1942; Inno raid Dardanelli: Omaggio alla flotta italiana, per coro ad una voce, con accompagnamento di pianoforte, Torino, Soc. Tip. Ed. Nazionale, 1912; Julia: Canzone marcia [per canto e pianoforte], versi di Z. TOMÈ, San Vito, Tip. Primon, 1942.

Ms Casarsa, Archivio parrocchiale, Fabbriceria di S. Croce di Casarsa 1906, Giornale cassa 1 genn. 1906-31 dic. 1939; Registro cassa dal 1 genn. 1919 al 30 giu. 1953.

T. NAINA [= A. CASTELLARIN], Albano Bianchet: un maestro di canto troppo dimenticato, «Quaderni Casarsesi», 1 (1992), 53-57; METZ, Pordenone, 461-537: 486; F. COLUSSI, Istituzioni musicali casarsesi, in Ciasarsa, 565-577: 570-572; A. GUERRA, Musica sacra e arte organaria tra Ottocento e Novecento attraverso la stampa cattolica udinese (1868-1917), t.l., Università degli studi di Venezia, a.a. 2008-2009, passim.

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