ZORZANO MARINO

ZORZANO MARINO

appaltatore di zecca

“Magister monetarius” veneziano, rappresentava la compagnia formata, oltre che da lui, dal fratello Giovanni, da Matteo Trevisano e da Nicolò Venerio. Il 3 maggio 1255 da Napoli il papa Alessandro IV confermava al patriarca Gregorio di Montelongo lo “ius cudendi monetam”. Interessante nel documento è l’accenno al consenso del capitolo. Il patriarca aveva già affidato la coniazione ai quattro veneziani per due anni. Lo Z. continuò a trafficare con il denaro in società con i fratelli Stefano e Marino Cuppo: nel 1268 acquistò con loro il permesso del commercio del vino con l’Istria e la muta di Monfalcone. Anche dopo la morte del patriarca prestò denaro al vicedomino Artico di Castello durante l’interregno, ottenendo impegno dal 1° maggio 1273 di un anno di rendite della Chiesa di Aquileia. Sposò Cunegonda di Brazzacco. Gli premorì la figlia Angisutta maritata a Zanino “de Equilio”.

Bibliografia

A. VON JAKSCH, Die Kärntner Geschichtsquellen, 811-1202, 1202-1269, I-II, Klagenfurt, 1904-06 (Monumenta historica ducatus Carinthiae, III-IV), n° 2985; G. BRAGATO, Regesti di documenti friulani, «MSF», 6 (1910), 83; P. PASCHINI, Gregorio di Montelongo, «MSF», 17 (1921), 72, 146; ID., Il patriarcato di Pietro Gera, «MSF», 21 (1925), 79-80; ID., Raimondo della Torre, «MSF», 19 (1923), 54, n. 1; G. VALE, Contributo per la topografia d’Aquileia, «Aquileia nostra», 2 (1931), 11; SCALON, Necrologium, 59-60, 128, 150-151, 154, 188, 255.

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