Nacque nel 1819 a Codroipo (Udine), dove nel 1846 iniziò con successo la carriera forense, divenendo protagonista dei più importanti componimenti civili e commerciali della provincia. A Codroipo divenne membro di consorzi, deputato comunale e comandante della guardia civica. Nel 1855 conseguì la prima nomina e la firma di avvocato in Udine, dove si trasferì con tutta la famiglia, compresi i figli del defunto fratello Daniele, futuri deputati Antonio e Giovanni Battista, e dove nel volgere di poco tempo mise in luce la sua intraprendenza, anche e soprattutto a favore della comunità locale. Per oltre un trentennio «ebbe parte massima nei progressi materiali e civili della Provincia», e viene perciò ricordato come una delle figure più rappresentative dell’efficienza amministrativa della classe dirigente friulana del XIX secolo. Prima del 1866 fu membro della Congregazione provinciale e consigliere del comune di Udine. Immediatamente dopo l’annessione fu assessore e sindaco di Sedegliano. Successivamente fu consigliere e assessore comunale di Udine, consigliere e deputato provinciale, revisore dei conti, membro della giunta di sorveglianza dell’Istituto tecnico, del consiglio di direzione del Monte di pietà, dell’Associazione agraria friulana e del comitato per il Ledra-Tagliamento, opera in favore della quale si impegnò per lunghissimo tempo. Fu tra i promotori e sostenitori di importanti iniziative in campo industriale e finanziario, tra le quali il Cotonificio udinese, la Banca di Udine, di cui fu sindaco, e la Cassa di risparmio, di cui fu consigliere per oltre vent’anni. Grazie ai meriti acquisiti nelle amministrazioni locali fu eletto due volte deputato, rappresentando il collegio di San Daniele del Friuli e di Udine, rispettivamente nelle legislature XI (1870-1874) e XVI (1891-1892). In tale veste va ricordato, in particolar modo, come tenace sostenitore della costruzione della ferrovia pontebbana. Morì a Udine il 6 marzo 1898.
«La Patria del Friuli», 7 marzo 1898; Alla cara e venerata memoria di Paolo Billia nel primo anniversario della morte. I figli, Udine, Tip. G. Seitz, 1899; RINALDI, Deputati, 101-104.