Il recente riordino delle carte depositate dalla famiglia Pezzoli, insieme con la sua biblioteca coloniale, presso il Dipartimento di discipline storiche dell’Università di Bologna, ha permesso di studiare e valorizzare più in profondità il prezioso contributo offerto da E. sia direttamente all’etiopistica, con la documentazione edita e ancora inedita, sia indirettamente alla conoscenza dei caratteri dell’antropologia coloniale italiana. Contributo notevole, tenendo anche conto che il funzionario coloniale scomparve in giovane età nel naufragio della Nova Scotia, la nave che lo portava prigioniero in Sud Africa, silurata nell’Oceano Indiano il 28 novembre 1942. Nato a Tricesimo (Udine) nel 1910, sulle orme del conterraneo sen. Pietro Ellero, fondatore della scuola positiva di diritto penale, studiò giurisprudenza a Bologna, laureandosi nel 1931, quindi scienze politiche e sindacali a Ferrara (1933) e filosofia di nuovo a Bologna (1935). Vincitore di concorso, entrò nei ruoli del Ministero dell’Africa italiana il 15 maggio 1935, e fu inviato in Africa orientale l’anno successivo. A Bologna sposò Pia Maria Pezzoli (1905-1995), che gli fu vicina nel lavoro e nell’attività di ricerca storica, etnografica, linguistica che condusse come funzionario coloniale in diverse residenze e commissariati di Etiopia ed Eritrea, appassionato alla storia delle popolazioni locali, alla vita sociale e religiosa, in particolare alle tradizioni orali. Dalla mole di appunti, osservazioni, rilievi sul campo, E. trasse alcune apprezzate monografie che apparvero sul «Bollettino della R. Società geografica italiana» (I conventi dello Scirè e le loro leggende, 1939; Una regione etiopica, lo Scirè, 1941), sull’«Archivio per la raccolta e lo studio delle tradizioni popolari italiane» (Importanza della tradizione orale per l’Etiopistica, 1941), sulla «Rassegna di studi etiopici» di Carlo Conti Rossini (Note sull’Enderà, 1941). Fu lo stesso Conti Rossini a curare poi la stampa nel 1947-1948, sulla stessa rivista, di altre due monografie di E. rimaste inedite (I Tacruri in Etiopia; Il Uolcait). Nel 2005 è stato edito il manoscritto della monografia dedicata da E. al Wälqayt.