Sacerdote nato in Roma attorno al 1575, ebbe una vicenda biografica avventurosa e non ancora puntualmente ricostruita. Dopo aver studiato in patria contrappunto con Giovanni Maria Nanino e Francesco Soriano, per un breve periodo, attorno al 1593, operava in qualità di maestro di cappella in S. Giovanni a Roma. Viaggiava quindi attraverso l’Italia incontrando una serie di personalità musicali quali Luzzasco Luzzaschi a Ferrara, e poi Muzio Effrem, Pomponio Nenna e quindi Scipione Stella a Napoli. In quest’ultima città prestava servizio anche presso Gesualdo da Venosa attorno agli anni 1596-98. Altri personaggi con i quali ebbe rapporti sono: Jean (de) Macque, Bartolomeo Roy e Girolamo Giacobbi a Bologna, musico del quale si dichiarava allievo. Tra il giugno 1609 e il gennaio 1610 ricopriva il posto di maestro di cappella presso la cattedrale di Tivoli. Ricompariva, sempre nelle vesti di maestro di cappella, prima nella parrocchiale di Sacile dal settembre 1615 alla fine dell’aprile 1616, quindi presso la cattedrale di Concordia, dal giugno dello stesso 1616 alla metà del 1617 e infine, dal 1618 al 1621 rivestiva il ruolo di mansionario nella basilica di Aquileia. Durante il soggiorno in terra veneto-friulana aveva modo di conoscere in Venezia, tra gli altri, Giovanni Gabrieli, Grammatio Metallo e Giovanni Croce. Tornato a Roma nel 1621, dopo il rifiuto della cappella del Gesù di accettare la sua direzione, nel 1625 passava a quella dei cantori di S. Luigi dei Francesi. L’incarico, a motivo della sua arroganza e delle sue pretese, in breve veniva a cessare. Nel 1636 era di nuovo in Napoli, canonico e primicerio della cattedrale cittadina, ruolo che avrebbe svolto per parecchi anni. Nel 1644 sperava, ma inutilmente, di poter riottenere, a Roma, il posto lasciato libero da Orazio Benevoli in S. Luigi dei Francesi. Da quel momento è definito «prete sacerdote» oppure «musico di Roma» senza specificazione di particolare ruolo od incarico. Moriva nella Città eterna in data imprecisata, dopo il 1659.