Nacque a Gorizia nel 1855 e morì a Bologna il 20 marzo 1925. Conseguito il diploma magistrale, prima insegnò in vari comuni della bassa friulana e poi divenne direttore generale delle scuole comunali di Cervignano. Era cittadino austriaco, ma Achille Tellini lo descrive come un irredentista, che insegnava ai propri scolari la celebre villotta d’amore così da lui trasformata: «Uei preà la biele stele / duc i sants dal Paradis / che l’Italie benedete / puedi vinzi i siei nemis». Fu appassionato studioso del folclore friulano e raccolse un vasto materiale di tradizioni, fiabe, leggende, costumi tradizionali, giochi, proverbi, voci e frasi caratteristiche. Sul periodico «Pagine friulane», pubblicato a Udine tra il 1888 e il 1907, scrisse molti articoli. Collaborò anche alla «Rivista delle Federazioni popolari italiane», diretta da Antonio De Gubernatis, pubblicata a Roma negli anni 1893 e 1894. La sua opera più completa, un piccolo trattato sulle tradizioni e leggende in Friuli, andò perduta durante l’invasione austriaca del Friuli dopo la sconfitta italiana di Caporetto, in seguito alla quale P. fu profugo a Bologna, dove rimase dopo il pensionamento.