ELLERO FRANCESCO

ELLERO FRANCESCO

scultore

Immagine del soggetto

Autoritratto dello scultore Francesco Ellero.

Nacque a Latisana, quarto di sei figli, il 20 marzo 1882, dall’artigiano Ermenegildo e da Teresa Brazzetto. Già durante la scuola elementare dimostrò curiosità per l’arte, e spesso si recava ad ammirare le statue nel laboratorio dello scultore Giovanni Costantini. Terminata brillantemente la la scuola elementare, il Comune di Latisana decise di concedergli una borsa di studio per gli studi superiori a Udine (Istituto industriale), dove dimostrò la sua grande abilità nel disegno. La famiglia, apprezzando il suo talento, decise di inviarlo a Roma, ospite dello zio Isidoro. Vi rimase sei anni, frequentò l’Istituto di belle arti e si diplomò nel 1911. Nella capitale ottenne i primi riconoscimenti e fu chiamato a collaborare dal suo insegnante Ettore Ferrari, dallo scultore Eugenio Maccagnani, e dagli architetti Piacentini e Bazzani. Nel 1912 ritornò in Friuli e due anni dopo vinse il concorso per l’erezione di un monumento in occasione del cinquantenario dell’annessione del Friuli centro-occidentale all’Italia nel 1866, voluto dagli emigrati friulani in Argentina, che avevano raccolto e inviato sessantamila lire: il progetto prevedeva una colonna in marmo, alta da 18 a 22 metri, sormontata da un’aquila in bronzo, da innalzare al centro del Piazzale XXVI Luglio in Udine nel 1916. L’opera non fu realizzata a causa della prima guerra mondiale, alla quale partecipò dall’ottobre 1915 al dicembre 1918 in un reparto del Genio e, dopo Caporetto, come disegnatore tecnico a Peschiera del Garda. Nel 1920 sposò Francesca Corradini di Castelnuovo Veronese, ed ebbe due figlie, Teresa e Anita. Negli anni Venti si dedicò alla creazione di monumenti ai caduti a Latisana, San Michele al Tagliamento, Gonars, Artegna, Pocenia e, su invito dell’architetto Bazzani, a  Spoleto. ... leggi A quegli anni risalgono anche la Mater amabilis di Pertegada, e la statua di Maria SS. Ausiliatrice nella parrocchiale di Gorgo. Scolpì altre statue della Madonna per le chiese di San Michele al Tagliamento, Villanova di Nogaro, Scodovacca e altre. Copiosa la sua produzione per i cimiteri: tomba Mainardi Cavarzere a Codroipo, Pietà in marmo a Vigonovo per la tomba di don Nadin, tomba a Carlino per don Valentinis, tomba Calligaris a Udine. Disegnò, modellò e realizzò numerosi altari, tra i quali uno in Santo Spirito a Udine e per le chiese di Marano Lagunare e San Michele al Tagliamento. Di quest’ultimo si salvarono dalle bombe del 1944-45 soltanto le due statue degli apostoli. Nel 1933 vinse il concorso bandito dal Ministero delle corporazioni per il progetto di un monumento in onore di Filippo Corridoni, da innalzarsi alla Trincea delle Frasche. Nello stesso anno, su pressante invito del Comitato Friulano, che già lo conosceva e apprezzava per il progetto del monumento di Piazzale XXVI Luglio, si recò a Buenos Aires, dove poté eseguire opere importanti come la colossale statua San Patrizio nella chiesa omonima, l’altare maggiore a Mercedes, il San Michele a Ramos Mejia, il reliquario di San Domenico Savio. Rimpatriato, riprese l’insegnamento nella Scuola di disegno di Latisana, della quale tenne la direzione fino alla metà degli anni Cinquanta. Gli ultimi anni li trascorse a Verona dove morì il 22 dicembre 1969. Riposa nel cimitero di Latisana, nella cappella di famiglia, da lui stesso progettata.

 

 

 

 

 

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Bibliografia

E. FANTIN, Francesco Ellero scultore latisanese (1882-1969), «La Bassa», 50 (2005); ID., La Scuola serale di disegno professionale di Latisana, «La Bassa», 59 (2009); A. MORGERA, Il cippo della trincea delle Frasche. Un monumento a Filippo Corridoni, «La Bassa», 65 (2012); G. ELLERO, In Piazzale 26 Luglio a Udine. Il monumento all’annessione del Friuli, «La Bassa», 73 (2016).

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