ANTIVARI PIETRO ANTONIO

ANTIVARI PIETRO ANTONIO (1830 - 1899)

vescovo

Immagine del soggetto

Pietro Antonio Antivari, ritratto sulla copertina de «Il Cittadino Italiano», 25-26 settembre 1899.

Nato a Morsano di Strada (Udine) il 19 settembre 1830, appartenne ad una delle due famiglie locali più illustri e facoltose (l’altra era quella dei Mugani), collegata con gli Antivari di Udine (i quali, imparentatisi con i Kechler, hanno dato il nome al noto palazzo Antivari-Kechler, nell’attuale piazza XX Settembre del capoluogo friulano). Attualmente non risultano discendenti in linea diretta del casato Antivari in Friuli; a Morsano sono rimaste la casa di famiglia, una tomba e la chiesetta di S. Maria Ausiliatrice fatta erigere da A. Il capostipite pare sia stato il conte serbo Milos Lazarovich, il quale, a quanto risulta, abiurò la fede islamica e si fece cristiano (il che spiegherebbe la mezzaluna trapassata da una spada e l’arco con una freccia rivolta contro la mezzaluna stessa, nello stemma di famiglia). Per sfuggire ai Turchi, i Lazarovich emigrarono dapprima nel Montenegro (ad Antivari, nel 1420), e poi in Friuli (nel 1575), dove, rimasti senza alcun titolo, mutarono il nome in Antivari e, grazie alla loro abilità nel commercio e nell’industria, salirono la scala economica e sociale. A. frequentò le scuole elementari di San Domenico a Udine, dando subito prova di notevoli capacità intellettuali e di un animo nobile e delicato; nel 1842-1843 entrò al ginnasio e nel 1849-1850 iniziò gli studi teologici, sempre con risultati eccellenti. Ordinato sacerdote a Udine il 21 maggio 1853, celebrò la sua prima messa nella chiesetta del collegio delle Dimesse. Dotato di spiccate capacità pedagogiche, fu nominato prefetto disciplinare (lo era sicuramente già nel 1853), prefetto generale nel 1854 e, nel 1856, vicedirettore del Seminario arcivescovile, del quale fu rettore per trentatré anni, dal 1866 fino alla morte. Consacrato vescovo nella chiesa metropolitana cittadina il 25 novembre 1894, divenne anche titolare della carica onorifica di Eudossiade. ... leggi Fu canonico onorario del Capitolo metropolitano, ausiliare dell’arcivescovo Giovanni Maria Berengo, colpito da grave infermità fra il 1893 e il 1896, e vicario generale del successore, il padovano Pietro Zamburlini, esponente della linea integralista veneta, legato al futuro papa Pio X. Figura rispettosa dell’ortodossia, ma anche aperta ai nuovi fermenti spirituali e intellettuali, A. si rivelò fautore di una nuova coscienza sociale e culturale tra il clero ed il laicato di base, in sintonia con coloro che, a fine secolo, stavano profondendo difficili sforzi di progressiva apertura. La stima e la simpatia generali lo circondarono non solo per il quotidiano esercizio delle doti di mente e di cuore, ma anche per l’eroico coraggio nei frangenti più drammatici (tutti ricordavano quando, nel 1855, si prese cura materialmente e spiritualmente, sprezzante del pericolo, dei colpiti dal colera nel suo paese natio). In occasione della morte dell’arcivescovo Berengo, parte del clero e tutta la popolazione sperarono ardentemente di vederlo nominato arcivescovo; fu indetta addirittura una sottoscrizione popolare per caldeggiarne la nomina, ma, anche a causa del carattere ritenuto non sufficientemente inflessibile e battagliero, la sua candidatura fu scartata dalle più alte gerarchie ecclesiastiche, generando un moto di forte disappunto nei suoi numerosi sostenitori d’ogni sponda. Lo stesso mondo anticlericale, in quell’epoca di aspre battaglie ideologiche, politiche, economiche e personali, vide in lui un faro, un esempio illuminante di come avrebbe dovuto essere un sacerdote: fermo nella propria fede e obbedienza, ma al tempo stesso aperto, umile, tollerante e sempre disponibile. La morte sopravvenne a Udine il 23 settembre 1899.

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Bibliografia

Sua Ecc. Mons. Pietr’Antonio Antivari, Vescovo di Eudossiade e Ausiliare di Udine, Udine, «Il Cittadino italiano», numero straordinario, 25 novembre 1894; Onoranze funebri a Sua Ecc. Ill.ma e Rev.ma Mons. Pietro Antonio Antivari, ibid., 25-26 settembre 1899; Per la morte di S. Ecc. Ill.ma e Rev.ma Mons. Pietro Antonio Antivari, «Il Cittadino italiano della domenica», 1° ottobre 1899; G. MARCUZZI, Elogio funebre di Sua Ecc. Ill.ma e Rev.ma Mons. P. A. Antivari, Udine, Tip. del Patronato, 1900; Il seminario di Udine - Seminario patriarcale di Aquileia ed arcivescovile di Udine - Cenni storici pubblicati nel terzo centenario dalla Fondazione, Udine, Tip. del Patronato, 1902, 373-401, 451; P. DELL ’OSTE, Preziosi e cari ricordi spirituali della mia s. messa d’oro celebrata nella Basilica della B. V. delle Grazie in Udine. Domenica 5 luglio 1931, Udine, s.n., 1932, 101-103, 115-116; C. e M. MATRICARDI, Giorni e persone, Rieti, Faraoni, 1949, 21-27; Morsano di Strada. Cenni storici, Udine, AGF, 1967, 56; B. COLAVIZZA, La diocesi di Udine 1891/1906. Fermenti innovatori e tendenze conservatrici, Udine, IFSML, 1979, passim; G. ELLERO, Cronaca del Seminario Arcivescovile di Udine (1902-1924), a cura di L. NEGRISIN, Udine, Casamassima, 1986, passim; T. TESSITORI, Storia del movimento cattolico in Friuli, Udine, Del Bianco, 19942, passim; E. ELLERO, Il Seminario di Udine 1900-1928, Udine, Seminario arcivescovile di Udine, 2008, passim; V. MARCHI, Il dottor Sachs. Un medico ebreo in Friuli e la sua famiglia tra Otto e Novecento, Udine, Kappa Vu, 2008, passim; ID., L’uomo di cuore magnanimo. Mons. Pietro Antonio Antivari (Morsano di Strada 1830-Udine 1899), «La Panarie», 42/163 (2009), 69-74.

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