BALDANA ANTONIO

BALDANA ANTONIO (1351 - 1439)

dottore in diritto civile, poligrafo

Immagine del soggetto

Incipit del 'De magno schismate' di Antonio Baldana (Parma, Biblioteca palatina, 1194, f. 6r).

Primogenito di Niccolò e fratello di Francesco, di Giovanni e del più famoso Bartolomeo, fu cittadino della Frattina; la famiglia, originaria di Parma, si era stabilita ad Udine intorno al 1300 e lì, nel 1347, era morto l’avo Giovanni, medico come anche il padre di A. e molti altri membri del ramo udinese della famiglia, mentre A., studente a Firenze, fu invece «dottor di leggi di gran giudizio e di profondo sapere». Nato verosimilmente intorno agli ultimi decenni del Trecento, A. fu testimone, nel primo decennio del secolo successivo, dello scontro per il dominio del territorio friulano tra la Repubblica di Venezia e Sigismondo re d’Ungheria e dei Romani. Schieratisi i fratelli Baldana a fianco dell’imperatore vittorioso, questi li innalzò alla nobiltà e dette loro la possibilità di riscattare parte dei beni dei concittadini Tristano e Francesco della famiglia dei Savorgnan (diploma dato a Serravalle il 30 maggio 1413) i quali, appartenenti fin dal 1385 alla nobiltà veneziana, avevano tentato di consegnare la loro città alla Serenissima. In quegli stessi anni (1378-1417) si consumava il grande scisma della Chiesa conclusosi con l’elezione di papa Martino V, fatti tutti narrati dal B. nel De magno schismate, opera composta durante gli anni di studio fiorentini. Il De magno schismate, dedicato a papa Martino V e conservatosi nel manoscritto 1194 della Biblioteca Palatina di Parma, “codex unicus” e forse esemplare di presentazione, è opera caratterizzata da un variegato impianto formale: composta in volgare ed in latino, in prosa ed in versi (elegiaci, eroici e semilatini – cioè versi latini e volgari alternati), fornisce un racconto in cui la cronaca e la propaganda politica si mescola a quella tematica di tipo mitologico-astronomico, veicolo della tradizione classica alla civiltà europea anche per quanto riguarda l’apparato iconografico, che Antonio poté ben conoscere e coltivare sia a Firenze sia in territorio friulano, dove la diffusione della letteratura astrologica è per quegli anni ben documentata. ... leggi È così che alla ricchezza di contenuto e di stile corrisponde nel manoscritto 1192 una ricca tematica illustrativa, che vede accanto alle elaborate immagini astrologiche una attenta e singolare attenzione per il realismo cronachistico, sia nella rappresentazione di edifici udinesi ben identificabili, sia nella cronaca figurata degli avvenimenti contemporanei più importanti, sia nella testimonianza senza precedenti del ruolo di primaria importanza assegnato alla pratica polifonica, documentata da un’interessante figurazione del canto e della musica associati all’incoronazione di Martino V. Secondo alcuni autori il B., trasferitosi a Roma durante il pontificato di Eugenio IV, vi ottenne importanti incarichi, mentre più cautamente altri studiosi affermano che egli non assurse ad alte dignità. La sua attività di dottore in legge e la sua presenza ad Udine è invece documentata in varie occasioni a partire dal 1425 nel recupero dei libri dati in pegno all’arcivescovo di Pisa; nella richiesta di restituzione di un codice del Decretum dato in prestito alla città di Trieste; nella partecipazione alla controversia del 1435 contro il capitolo cittadino; nel ruolo di teste ad un contratto di nozze ed infine nella corrispondenza con Antonio Baratella. Sposatosi il 29 aprile 1439, A. moriva ad Udine il 4 dicembre 1439.

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Bibliografia

ASU, NA, 5171/2, f. 155r; Ibid., 5188/17, f. 42v; Ibid., 5196/8, f. 8r-9r, 25v; mss BCU, Principale, 947; ivi, 1232/1; ms Biblioteca Palatina di Parma, 1194.

Die Urkunden Kaiser Sigmunds (1410-1437), I (1410-1424), a cura di W. ALTMAN, Innsbruck, Wagner, 1896 (Regesta imperii, 11), 30, no 507; CAPODAGLI, Udine illustrata, 93; DE RENALDIS, Memorie, 177-178; L. ZANUTTO, La famiglia dei Baldana udinesi, Udine, Del Bianco, 1902, 23; P. PAGLIUCCHI, I castellani di Castel S. Angelo, I, I Castellani militari (1367-1464), Roma, Palizzi e Valentini, 1906, 90; A. SEGARIZZI, Antonio Baratella e i suoi corrispondenti, Venezia, R. Deputazione veneta di storia patria (Miscellanea di storia veneta), s. III, 10 (1916), 80; P. PASCHINI, Udinesi alla corte di Roma nella prima metà del Quattrocento, «MSF», 21 (1925), 160-169: 160; KRISTELLER, Iter Italicum, II, 40; SCALON, Produzione, 92, 516, ni 202, 208, 223; P. GUERRINI, Le illustrazioni nel De magno schismate di Antonio Baldana, in Alle origine della nuova Roma. Martino V (1417-1431). Atti del convegno (Roma, 2-5 marzo 1992), Roma, Istituto storico italiano per il medioevo, 1992, 383-399; P. GUERRINI, Propaganda politica nel De magno schismate di Antonio Baldana, ivi, 397-398; P. GUERRINI, Propaganda politica e profezie figurate nel tardo Medioevo, Napoli, Liguori, 1997 (Nuovo medioevo, 51); R. PIERAGOSTINI, Unexpected Context: Views of Music in a Narrative of the Great Schism, «Early Music History», 25 (2006), 169-207.

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