BAUDOUIN DE COURTENAY JAN

BAUDOUIN DE COURTENAY JAN (1845 - 1929)

linguista

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Jan Baudouin de Courtenay.

La figura di Jan Ignacy Niecisław Baudouin de Courtenay (in russo Ivan Aleksandrovič Boduènde-Kurtenè) si colloca ai massimi livelli della linguistica dell’Otto-Novecento, e ciò a motivo della profondità e vastità dei suoi interessi, perseguiti nel corso dell’intera esistenza e suscitati nel contempo in una illustre schiera di allievi. Nel raggio della sua attività scientifica rientrano le ricerche da lui compiute in Friuli, la cui importanza per il passato e l’eco che ne deriva fino ai nostri giorni sono tali da giustificare il suo inserimento tra coloro che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita di questa regione. B. era nato il 13 marzo 1845 a Radzymin, nei pressi di Varsavia, da famiglia discendente da Baldovino di Fiandra, trasferitasi in Polonia ai tempi del re Augusto II il Forte. Dopo aver studiato indoeuropeistica e slavistica a Varsavia, dal 1866 al 1868 perfezionò gli studi all’estero (Praga, Jena, Berlino, Lipsia) in qualità di borsista. Durante il soggiorno in Germania conobbe diversi studiosi tedeschi che avrebbero contribuito a plasmare il suo pensiero: tra questi A. Schleicher, pioniere della slavistica in Germania; il biologo darwinista E. Haeckel; il sanscritista H. Weber e il filosofo della lingua H. Steinthal. A quegli anni risalgono due sue opere fondamentali (la cui bibliografia comprende oltre seicento titoli): il saggio Einige Fälle der Wirkung der Analogie in der polnischen Deklination (1868), dove compare per la prima volta la nozione di analogia, sulla cui priorità rispetto ai neogrammatici B. avrebbe polemizzato a lungo; e la ricerca su Il polacco antico anteriore al sec. XIV (O drevnepol’skom jazyke do XIV stoletija) (1870), che gli meritò la laurea in filosofia all’Università di Lipsia e il titolo di “magister” presso l’Università di Pietroburgo, dove nel biennio 1870-1872 egli tenne dei corsi di grammatica comparata delle lingue indoeuropee. ... leggi Sollecitato dal filologo I. I. Sreznevskij, che negli anni Quaranta aveva visitato la Val Resia e le Valli del Torre, trovandole del massimo interesse data la loro contiguità con il mondo romanzo, dal 1872 al 1875 B. esplorò diverse parlate della fascia occidentale del mondo slavo meridionale. Nel 1875, con il saggio Opyt fonetiki rez’janskich govorov [Saggio di fonetica delle parlate resiane], B. conseguì il dottorato in linguistica comparata, materia che insegnò all’Università di Kazan’ nel periodo 1875-1883. Un periodo, questo, particolarmente fruttuoso grazie al fervore delle ricerche e delle formulazioni teoriche compiute con il concorso di allievi di eccezione (M. Kruszewski, V. A. Bogorodickij, S. G. Bulič, A. T. Aleksandrov) che vennero a costituire la cosiddetta “scuola di Kazan”. Dal 1883 al 1893 B. ricoprì la cattedra di grammatica comparata delle lingue slave all’Università di Jur’ev/Dorpat (l’odierna Tartu); dal 1894 al 1899 fu professore di linguistica comparata all’Università di Cracovia, quindi, fino al 1918, professore di linguistica comparata e sanscrito all’Università di San Pietroburgo. Nel 1918, come professore onorario, nella ricostituita Università di Varsavia gli fu affidata la cattedra di linguistica indoeuropea, ch’egli tenne fino alla morte, avvenuta il 3 novembre 1929. Contemporaneamente all’insegnamento, B. curò l’edizione di parte dei materiali dialettologici raccolti tra gli “slavi meridionali”, tra cui emergono i Materialien zur südslavischen Dialektologie und Ethnographie. I. Resianische Texte, gesammelt in den Jj.1872, 1873 und 1877, geordnet und übersetzt von J. Baudouin de C. / Materialy dlja južnoslovjanskoj dialektologii i etnografii. I. Rez’janskie teksty sobral v 1872, 1873 i 1877 gg., uporjadočil i perevel I. A. B.-de-K., St. Petersburg/Sanktpeterburg, 1895 e i Materialien zur südslavischen Dialektologie und Ethnographie. II. Sprachproben in den Mundarten der Slaven von Torre in Nordost-Italien, gesammelt und herausgegeben von J. B. de C. / Materialy… II. Obrazcy jazyka na govorach Terskich Slavjan v severovostočnoj Italii sobral i izdal I. A. B.- de-K., Sbornik ORJaS, LXXVII/2, S.- Petersburg/S.-Peterburg, 1904. I domini più importanti in cui si esplicarono le ricerche di B. riguardano la grammatica comparata delle lingue slave, con particolare riguardo per il polacco, lo sloveno e il russo. I suoi contributi più notevoli si ispirano alla storia, alla struttura ed alla dialettologia inerenti a queste tre ultime lingue; alla questione della mistione linguistica (ad esempio O smešannom charaktere vsech jazykov [Sul carattere misto di tutte le lingue], 1901); al ruolo dell’analogia nel cambiamento fonetico; alla teoria delle alternanze (ad esempio Versuch einer Theorie phonetischer Alternationen, 1895); alla tipologia delle lingue slave (trattata in Podrobnaja programma lekcij [Programma dettagliato delle lezioni], 1877-1878); al problema della parentela linguistica (ad esempio Zagadnienia pokrewieństwa językowego [Questioni di parentela linguistica], 1930). Di notevole rilevanza nella storia della linguistica sono le sue riflessioni sul fonema e la visione strutturale della grammatica, le quali, per quanto non raccolte in una visione d’insieme, lo accostano a colui che fu anche suo diretto interlocutore: il ginevrino Ferdinand de Saussure. La distinzione da lui operata tra “fisiofonetica” (o “antropofonica”) e “psicofonetica” è stata variamente sviluppata da tre importanti scuole ispirate al suo pensiero: la Scuola di Leningrado (oggi San Pietroburgo), quella di Mosca e quella di Praga, l’unica, questa, ad aver intrecciato rapporti significativi con l’ambiente scientifico occidentale. Le sue ricerche tra gli slavi meridionali rappresentano un risultato non ancora superato per la qualità e la quantità dei materiali raccolti (in gran parte inediti), e per la incisività dell’impostazione metodologica nell’analisi dei risultati. Oltre ad essersi impegnato sul piano prettamente scientifico, B. si spese anche su quello sociopolitico fino a esporsi in prima persona con una pubblica denunzia dei metodi repressivi dello zarismo nei confronti delle minoranze etniche, cosa che gli meritò una condanna a due anni di carcere duro, effettivamente sperimentato, anche se per pochi mesi. Il suo impegno politico gli valse la candidatura a presidente della rinata Polonia da parte dei rappresentanti delle minoranze nazionali di quel Paese, che lo gratificarono di un centinaio di preferenze. I frequenti viaggi in Friuli, proseguiti fino al 1913, permisero a B., già famoso ai tempi della sua prima venuta, di contattare alcuni tra i maggiori rappresentanti della cultura di questa regione e di dialogare con loro su questioni di diversa natura, che spaziano dalla slavistica al problema delle lingue universali, dalla etnologia alla politica. La scoperta di tali rapporti è piuttosto recente, ed è legata alla notizia data nel 1960 da Nikita Il’ič Tolstoj, illustre slavista pronipote di Lev Tolstoj, dell’esistenza negli archivi dell’Accademia delle scienze – sezione di Leningrado/San Pietroburgo – di una considerevole mole di manoscritti di B. attinenti alle sue esplorazioni in Friuli, ivi compreso un ricco epistolario. La pubblicazione della corrispondenza, avvenuta nel 1994, ha aperto uno squarcio impensato sul legame di B. con l’intellighenzia friulana: di qui il rinnovato interesse per questo personaggio. Si ricorda, a margine, che le lettere di Giuseppe Loschi sono rimaste escluse da detta pubblicazione, dato che formano un pacchetto a parte sia per l’oggetto della corrispondenza, incentrata prevalentemente sulla traduzione del Loschi dei lavori resiani di B., sia per la loro consistenza numerica (sessantuno missive a fronte delle quarantaquattro complessive facenti capo a tredici corrispondenti). Tuttavia, se l’epistolario riveste grande importanza per una ricostruzione storica dell’epoca cui risale, ben diverso rilievo acquistano i materiali dialettologici raccolti a più riprese nelle aree slovenofone, di fatto mistilingui, del Friuli orientale. Si tratta di documenti unici nel loro genere in quanto risalenti ad una fase pionieristica della ricerca sul terreno. L’articolo del Tolstoj offre la lista completa dei materiali inediti conservati a San Pietroburgo: qui ci si limita a ricordare quelli che sono stati pubblicati o sono in via di pubblicazione, venendo ad offrire agli specialisti, ma non solo, un vastissimo campo di ricerca sugli usi linguistici e latamente demologici delle comunità del secondo Ottocento vissute nelle vallate dell’arco prealpino confinante con la pianura friulana. Si segnalano dunque, nell’ordine, i Materiali per la dialettologia e l’etnografia slava meridionale. IV. Testi popolari in prosa e in versi raccolti in Val Natisone nel 1873. Inediti pubblicati a cura di Liliana Spinozzi Monai con commento folklorico di Milko Matičetov / Materiali za južnoslovansko dialektologijo in etnografijo. IV. Ljudska besedila v prozi in verzih, zbrana v Nadiških dolinah leta 1873. Pripravila za prvo objavo Liliana Spinozzi Monai, folklorni komentar prispeval Milko Matičetov, Trieste/Trst – San Pietro al Natisone/Špeter, 1988 e Il Glossario del dialetto del Torre di Jan Baudouin de Courtenay, pubblicato nel 2009 presso il Consorzio universitario del Friuli (Udine). In via di pubblicazione è il Dizionario resiano, curato dal Tolstoj citato, da A. Duličenko e da M. Matičetov in ordine ad una collaborazione tra l’Accademia slovena di scienze e arti (SAZU) e l’Accademia delle scienze russa (RAN).

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Bibliografia

Boduèn-de-Kurtenè (Baudouin de Courtenay), Ivan Aleksandrovič, in Kritikobiografičeskij slovar’ russkich pisatelej i učenych pod red. S. A. Vengerova, 5, Sankt Peterburg, s.n., 1897, 18-45 (autobiografia e bibliografia); N. I. TOLSTOJ, O rabotach I. A. Boduèna de Kurtenè po slovenskomu jazyku in I. A. Boduèn de Kurtenè (k 30-letju so dnja smerti), Moskva, Izdatel’stvo akademii nauk SSSR, 1960; E. STANKIEWICZ, Baudouin de Courtenay. His Life and Work, in A Baudouin de Courtenay Anthology. The Beginnings of Structural Linguistics, Bloomington-London, Indiana University Press, 1972, 3-48; M. DI SALVO, Il pensiero linguistico di J. B. de Courtenay, Venezia-Padova, Marsilio Editori/Ricerche Universitarie, 1975; L. SPINOZZI MONAI, Dal Friuli alla Russia: mezzo secolo di storia e di cultura in margine all’epistolario Jan Baudouin de Courtenay (1875-1928), Udine, SFF, 1994.

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