BELLINZANI PAOLO BENEDETTO

BELLINZANI PAOLO BENEDETTO (1670 - 25)

maestro di cappella, compositore

Immagine del soggetto

Frontespizio dei Salmi brevi... di Paolo Benedetto Bellinzani, editi a Bologna nel 1718.

Nato attorno al 1680 a Mantova o Ferrara, il B. visse a Verona fino al 15 aprile 1715, quando venne eletto maestro di cappella del duomo di Udine come «soggetto d’eruditione, e virtù nella musica». Dovette scontrarsi con le difficoltà economiche del capitolo, cui inviò più volte suppliche per aumenti di stipendio. Il periodo udinese fu contrassegnato dalla pubblicazione delle prime tre opere. Nel 1717 licenziò presso Antonio Silvani di Bologna l’opera prima, quattro messe a quattro voci con organo “ad libitum” dedicata al patriarca di Aquileia Dionisio Delfino e, a distanza di un anno, la raccolta di salmi a otto voci e violini dedicata ai deputati della città, ove si definì censore dell’Accademia dei Risorti di Ferrara. Nel 1717 partecipò senza successo al concorso per l’elezione a maestro di cappella nella basilica di S. Maria Maggiore a Bergamo. Nel 1720 pubblicò a Venezia sonate per flauto solo e clavicembalo o violoncello dedicate a Iacopo Tessarini e Francesco Bertoli, le sole ad avere conosciuto numerose edizioni moderne in tutta Europa. Il 13 settembre dell’anno successivo rinunciò alla carica; il capitolo accettò le dimissioni, lodando la sua «singularis diligentia». Negli archivi di Udine e Cividale del Friuli si conservano sue opere composte durante la permanenza a Udine e gli offertori pubblicati cinque anni dopo la partenza dal Friuli. La sua musica godette di una notevole diffusione: se ne trovano copie fin nel conservatorio di Mosca, con filigrana fabrianese, e nell’Archivio patriarcale di Lisbona. Abbandonata Udine, la sua attività gravitò attorno alle cappelle ecclesiastiche marchigiane. ... leggi Per un solo anno assunse servizio a S. Nicolò di Fabriano e, dal frontespizio del suo oratorio Ester, nel 1723 risultava in servizio a Pergola. Il 3 gennaio 1724 venne chiamato in cattedrale a Pesaro; vi compose gli offertori a due voci e i duetti da camera pubblicati dal Gavelli nel 1726. Nel 1727 entrò a far parte della prestigiosa Accademia filarmonica bolognese, nell’ordine dei compositori. Nel 1730 venne nominato maestro ad Urbino e da lì inviò una lettera ad Angelo Maria Carosi sull’utilizzo dell’unisono. Nel 1734 pubblicò la sua sesta e ultima opera a stampa di madrigali per vari organici vocali. Venne assunto a Fano il 5 agosto di quell’anno, incaricandosi di potenziare la locale scuola musicale finché, nel 1737, si trasferì a Recanati, dove morì il 25 o 26 febbraio 1757. Copie manoscritte dei suoi lavori si trovano in archivi europei e russi, in parte di mano di Fortunato Santini.

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Bibliografia

144 versetti di varia registratura per organo (1728), a cura di M. MACHELLA, Padova, Armelin, 1998; 12 sonate da chiesa a tre per 2 violini e basso continuo, a cura di A. BORNSTEIN, Bologna, Ut Orpheus, 1999.

FÉTISB, I (1883), 328-329; EITNERQ, I, 426; SCHMIDLD, I (1926), 149; R. MELONCELLI, Bellinzani, Paolo Benedetto, in DBI, 7 (1970), 743-745; F. LIPPMANN, Bellinzani, Paolo Benedetto, in DEUMM, I (1985), 432-433; M. TALBOT - E. CARERI, Bellinzani, Paolo Benedetto, in NGii, II, 212-213; RISM A/I/1 (1971), B1780-1785; A/I/12 (1986), BB1780-1783; RISM A/II (2006), passim; SARTORIL 47 (Abigaile, Urbino 1730), 9268 (Ester, Ancona 1723), 9273 (Ester, Pesaro 1727).

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