BENVENUTO DA PERTICA (?-1316)

BENVENUTO DA PERTICA (?-1316)

notaio, canonico

Immagine del soggetto

Signum del notaio Benvenuto da Pertica.

B. fu figlio del fu Enrico da Pertica e di Sofia. Morto prematuramente il padre, la vedova, forse in difficoltà economiche, il 13 marzo 1251 vendeva anche a nome dei figli – Lorenzo, Corrado, B. e Carluccio – un terreno al cugino del defunto marito, Corrado detto Boiano da Pertica. Quest’ultimo, con la sua intraprendenza imprenditoriale e i matrimoni fortunati diede lustro al ramo della famiglia da Pertica che da lui venne in seguito chiamata Boiani (fu, tra l’altro, il padre della beata Benvenuta Boiani). Un fratello di Enrico da Pertica, Corrado, fu padre di un altro notaio cividalese, Ermanno da Pertica, il quale fu dunque cugino di B., la cui frequentazione delle scuole cividalesi (scholaris) è attestata dal 1255 al 1262. Come risulta dal primo documento da lui sottoscritto, già nel 1266 esercitava sicuramente la professione notarile e di quello stesso anno è la menzione, fra i testimoni, di un «Benevenuto notario Civitatensi» che continuerà ad essere sporadicamente indicato con questo titolo fino al 1276. I pochi instrumenta autografi del notaio pervenuti testimoniano, fra il 1266 e il 1282, la sua quasi esclusiva attività per conto della Collegiata cividalese (solo un documento giunto in copia sembra essere rogato per conto del monastero di Santa Maria in Valle). Nel 1274 (14 maggio) il notaio B., nunzio e procuratore della figlia del defunto maestro Enrico Gardamomo, rinunciava nelle mani del vicedecano di Cividale la proprietà delle case di Gardamomo vendute da sua figlia al capitolo. Negli anni Ottanta del secolo B. era canipario del patriarca Raimondo della Torre (6 maggio 1281 e 20 ottobre 1286) e svolse quell’incarico anche per il capitolo di Cividale (23 aprile 1283 e 19 febbraio 1285): era divenuto, infatti, mansionario della collegiata Cividalese, come dimostrano le numerose attestazioni in tal senso in quello stesso decennio e nel decennio successivo. ... leggi Sempre a partire dalla metà degli anni Ottanta, una serie di transazioni testimoniano il superamento delle difficoltà economiche iniziali (se mai vi furono) evidenziando l’agiatezza del notaio mansionario. Nel 1286 acquistava due terreni (a Povoletto e a Togliano); due anni dopo (13 agosto 1288), Paolo, figlio del suo defunto cugino Corrado Boiani, vendette a B. il censo livellario annuo su varie case con orti in borgo San Pietro. Il 21 marzo 1290 egli acquistò una braida in Gagliano di Cividale dalla vedova e dal figlio di Sibotto miles di Cividale per poi reinvestirli della tenuta appena comprata con l’obbligo di pagargli un livello annuo. Morto il figlio, la nobile vedova nel 1293 (18 novembre) vendette a B. un’altra braida nella stessa località a patto che il livello annuo venisse legato pro rimedio anime del figlio. Il 4 luglio 1294 B. acquistava dal collega Bartolomeo la sua prebenda di mansionario (aggiungendola, evidentemente, alla propria). Fu B. a consegnare ai collettori della sede apostolica, il 24 giugno 1296 ad Aquileia, i denari affidatigli dai suoi confratelli – mansionari e canonici di Cividale – per una nuova imposta comminata da Bonifacio VIII «pro tercio sero de anniversariis». E ancora il 22 febbraio 1298 il canonico Corrado da Martignacco, vendeva al medesimo mansionario B., ricevente a nome proprio, della chiesa e del capitolo, il possesso di una casa nella corte detta del Cervo (con allusione a tale Enrico detto Cervo, vissuto a Cividale nella prima metà del Duecento). Benché la qualifica di mansionario si accompagni a B. fino agli ultimi anni del secolo, già l’11 giugno del 1296 il patriarca Raimondo aveva ratificato la sua nomina a canonico di Cividale (assieme ad altri otto confratelli, fra cui Nicolò da Foro): data tuttavia al 1303 (5 settembre) la prima menzione di «Benevenuto de Pertica canonico Civitatensis Ecclesie», titolo che lo avrebbe poi distinto fino alla fine dei suoi giorni. Il 28 novembre 1315 il canonico B., per la salvezza dell’anima sua e del defunto zio Corrado Putul, già decano del Capitolo, istituiva una prebenda per la cappella di Santa Maria, accanto alla cappella di sant’Andrea, dotandola delle rendite su terreni in Pertica, in contrada San Pietro di Cividale, a Rubignacco. Ancora nel marzo del 1316, nella sua casa di Cividale, Benvenuto investiva un uomo di Prestento di un suo bearzo per un censo annuo di uno staio di frumento. Poco meno di due mesi dopo «dominus B. canonicus Civitatensis» moriva l’8 maggio 1316.

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Bibliografia

Per un elenco delle pergamene autografe di B. da P. cfr. Blancato, I notai del Patriarcato, 324 n. 202.

ASU, NA, b. 667/4, 1r; b. 669/5, 24r-v; b. 669/9, 42r; MANC, Pergamene Boiani, I, ni 28, 58; II, n° 15; MANC, Pergamene Capitolari, V, n° 94; VI ni 34, 36/1, 121; VII ni 17/1-/2, 34, 45, 126; VIII, ni 11, 31, 32/1-/2, 44/2, 102, 112; IX ni 18, 43, 78, 133-Ragogna; X, n° 167.
Blancato, I notai del Patriarcato, 142 e nn. 234-236, 324-326, 538 n° XIII; Carte di S. Maria in Valle,  205-207, n° 127; B. FIGLIUOLO, Nobiltà e aristocrazia cittadina, in Storia di Cividale nel Medioevo. Economia, società, istituzioni, a cura di B. FIGLIUOLO, Cividale del Friuli 2012, 185-238: 211 e n. 218; GIANNI, Guglielmo,  331-332  n° 321; PANI, Gualtiero, 277 n° 172; SCALON, Libri degli anniversari, 311-312 e n. 28, 786-787 e n. 6.

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