BETTONI NICOLÒ (ALVISOPOLI)

BETTONI NICOLÒ (ALVISOPOLI) (1770 - 1842)

tipografo

Immagine del soggetto

Frontespizio della memoria 'Sul commercio dei Romani in Aquileja' di Jacopo de Concina, Alvisopoli per Nicolò e Giovanni Bettoni, 1810.

Nacque a Portogruaro (Venezia) il 24 aprile del 1770 da Giampietro e Angela, figlia del noto economista friulano Antonio Zanon. Dopo aver frequentato un anno di giurisprudenza a Padova, nel 1788 cominciò la propria carriera amministrativa prima a Verona e poi a Udine. Con la caduta di Venezia (1797), B. aderì alle idee napoleoniche e si trasferì nella Repubblica Cisalpina, a Brescia. Segretario generale del dipartimento del Mella dal 1800 al 1803, successivamente divenne ispettore della tipografia dipartimentale, assumendo anche la direzione del giornale ufficiale. Nel 1806 acquistò la tipografia bresciana e nell’anno successivo curò l’edizione de I sepolcri di Ugo Foscolo. Nel 1808 aprì una seconda tipografia a Padova, che avrebbe avuto vita breve e travagliata. L’anno successivo B. stipulò con Alvise Mocenigo un contratto per l’apertura ad Alvisopoli di una terza tipografia. Come opera di prova fu stampato nel 1810 l’Inno alla pace del conte Giovanni Paradisi, composto in occasione del matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d’Austria, mentre la prima opera destinata alla vendita risulta essere stata Il Friuli del conte Pietro di Maniago. A quest’opera seguì Le api panacridi di Alvisopoli di Vincenzo Monti. La tipografia di B. rimase attiva nel piccolo centro del portogruarese sino al 1812, sotto la direzione del fratello Giovanni. ... leggi Nel 1814 fu venduta al bassanese Bartolomeo Gamba e trasferita a Venezia, dove, mantenendo il nome di «Tipografia di Alvisopoli», negli anni successivi avrebbe acquistato fama, grazie alle qualità imprenditoriali del nuovo proprietario. Tra le opere curate dal Gamba si ricordano la Storia dell’Impero di Russia di Karamzin, la Storia antica e romana del Rollin e alcune collane di letterati e storici. Con la fine dell’epopea napoleonica e il ritorno degli austriaci, B. cambiò la propria prospettiva politica: nel 1819 si trasferì a Milano e aprì una grande tipografia, che utilizzava un nuovo torchio cilindrico di sua invenzione. Tra le collane pubblicate in questi anni risultano particolarmente significative quelle della Biblioteca storica di tutte le nazioni, della Biblioteca portatile latina, italiana e francese, della Classica biblioteca italiana, antica e moderna e della Biblioteca enciclopedica italiana. Particolare attenzione fu dedicata da B. anche alle edizioni economiche (Libreria economica, Teatro portatile economico). Pur ottenendo inizialmente un notevole successo, difficoltà incontrate nell’amministrazione dell’azienda e collaboratori non sempre affidabili lo portarono al fallimento: stessa sorte toccò alla modesta tipografia da lui aperta a Portogruaro nel 1826, di cui si ricorda l’edizione della Biblioteca portatile di agricoltura pratica. Nel maggio del 1832 B. si trasferì a Firenze per inseguire un nuovo progetto, che si sarebbe rivelato irrealizzabile (Pantheon delle Nazioni). Si trasferì, quindi, a Parigi con la speranza di trovarvi un clima culturale più aperto di quello italiano e soprattutto dei soci, in grado di sostenere i suoi progetti editoriali: le sue speranze si rivelarono però infondate. Morì nella capitale francese il 19 novembre del 1842, mentre progettava di trasferirsi in Inghilterra.

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Bibliografia

F. BARBERI, Bettoni, Nicolò, in DBI, 9 (1967), 774-779; A. BENEDETTI - D. ANTONINI, L’attività tipografica in Pordenone e nel Friuli Occidentale, «Il Noncello», 33 (1971), 149-224: 151-154; A. BATTISTON, Alcune notizie sulla tipografia di Alvisopoli, «La Bassa», 9 (1984), 91-96; G. COMELLI, La vicenda friulana della tipografia di Alvisopoli, in San Michêl, 266-276.

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