BOZZI CARLO LUIGI

BOZZI CARLO LUIGI (1894 - 1973)

giornalista, letterato, storico

Immagine del soggetto

Carlo Luigi Bozzi, ritratto del 1937 di Virgilio Malni apparso sulla copertina della raccolta Poesia e prosa in bisiaco.

Nato a Fogliano (Gorizia) nel 1894, studiò per alcuni anni allo Staatsgymnasium di Gorizia per poi diplomarsi all’Istituto magistrale di Gradisca. Maestro elementare, quindi direttore didattico e sindacalista della scuola, visse fra le due guerre mondiali a Gorizia per trasferirsi nel secondo dopoguerra a Gradisca, dove fu anche assessore comunale, e a Monfalcone, dove morì nel 1973. Giornalista, letterato e storico, già da studente ginnasiale frequentò la redazione goriziana della rivista «Forum Iulii» ed esordì sulle riviste «L’Illustrazione Adriatico-Trentina» e «La Ricreazione» con prose, traduzioni dal tedesco e versi di ispirazione carducciana e decadente; durante la grande guerra evitò il fronte grazie ad un incarico di maestro nel collegio militarizzato all’interno del campo profughi stiriano di Wagna e collaborò ai due numeri dell’«Almanacco del popolo» edito nel 1916 e 1917 a Graz. Arrivato alla fine del conflitto a Gorizia, vi fondò il giornale «La voce dell’Isonzo», che diresse fino al 1923, e in seguito collaborò a diversi quotidiani e riviste. Nel 1919 pubblicò l’unica raccolta di liriche in lingua italiana, Quando scende la beata notte, e poco dopo si accostò fugacemente ai modi del futurismo scrivendo nel 1923 il “mimodramma” Il triangolo per il Teatro Semifuturista di Sofronio Pocarini. A partire dagli anni Venti si avvicinò alla storia di Gorizia fra Sette ed Ottocento, alla quale dedicò svariati saggi e articoli tra cui Gorizia nell’età napoleonica (1929), Vecchia Gorizia (1933) e Gorizia agli albori del risorgimento 1815-1848 (1948); nel 1959 curò l’Introduzione e la scelta di testi per una ristampa di La guerra gradiscana di Faustino Moisesso e nel 1971 diede alle stampe Memorie e cronache del Friuli Orientale (1890-1920), mentre sono rimaste inedite le Memorie relative al trentennio 1920-1950. L’attività di storico gli valse la nomina a direttore del Museo provinciale di palazzo Attems, che tenne per qualche anno dandogli un indirizzo eminentemente didattico. ... leggi Dopo la fine della seconda guerra mondiale volle provare la poesia in lingua locale e, nel friulano della nonna materna, compose nell’ottobre del 1945 le canzonette Ti ricuàrdistu, Mariute? e Il cjant dal Lisunz e poco dopo Nadàl, tutte musicate dal gradiscano Giovanni Pian. A queste fecero seguito le prime liriche in bisiaco: risale al luglio 1946 I santi de Foian, rimasta inedita per anni, mentre sullo «Strolic furlan» del 1947 comparve Mi no te pos dismentegar, paese e su quello del 1948 I noni; del 1948 è pure L’orloi, con il quale B. fu premiato al concorso nazionale di poesia “Agno Berlese” del 1951. Nel 1964 pubblicò fuori commercio il volumetto Canti del me paese e negli anni a seguire riviste e numeri unici locali ospitarono altri suoi versi nel vernacolo del territorio monfalconese, che a partire dal 1962 impiegò anche per una decina di brevi prose – in dialetto o, in qualche caso, in un “mélange” fra questo e l’italiano – le quali per ora sono i primi esempi di narrativa bisiaca conosciuti.

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Bibliografia

C.L. BOZZI, Stirpe di Davide…, s.n., 1972; ID., Poesia e prosa in bisiaco, a cura di P.M. MINIUSSI, Fogliano, Amministrazione comunale, s.d. [ma 1994].
D. CARRARA, Gorizia nelle sue canzoni, «Studi Goriziani», 25 (1959), 13, 53; C.L. BOZZI, C. L. Bozzi, «Sot la nape», 24/2 (1972), 57-60; C. MEDEOT, L’Istituto magistrale di Gradisca, Udine, SFF, 1977; M. DI BERT, Carlo Luigi Bozzi, in Gradiscia, 321; S. TAVANO, Il Goriziano nella sua vita letteraria, «Sot la nape», 39/2 (1987), 5-32; P.M. MINIUSSI, Ricordo di Carlo Luigi Bozzi, «Sot la nape», 48/3 (1996), 59-63.

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