BRUMATTI GASPARE

BRUMATTI GASPARE (1637 - 1711)

avvocato, storico

Immagine del soggetto

Pagine dal manoscritto "L'aquila leone di Gorizia" di Gaspare Brumatti con chiose marginali al testo, 1737 (Trieste, Biblioteca civica).

Nato a Villesse nel 1637, morì a Gorizia il 14 novembre 1711. Studiò a Padova, secondo quanto riporta egli stesso, dove si laureò in entrambe le leggi. Il 12 giugno 1672 aveva sposato a Gorizia Caterina von Raglovich. Erano stati testimoni Giovanni Coronini ed Egidio Beltram. Altri esponenti della famiglia risultano invece aver studiato al collegio Ferdinandeo di Graz, come Gaspare de Jacomino, nel 1616; Giovanni Brumatti presente nel collegio dal 1614 al 1622, Giovanni Maria Brumatti, nato nel 1625 ed entrato nel collegio nel 1643. Due figli di G., Riccardo e Giovanni Giuseppe, si laurearono a Padova al collegio veneto giurista rispettivamente nel 1693 e nel 1696. Coltivò le belle lettere e l’antichità, ma è noto soprattutto per una storia della contea, rimasta manoscritta, conservata alla Biblioteca civica di Trieste, intitolata L’aquila leone di Gorizia osia il contado principato goritiano uno degli incliti immediati stati del S. R. I. colla sovranità immune a principi imperiali dalla maestà cesarea di Leopoldo I suo conte principe dominato, e per diversi governato, in un settenario di discorsi rappresentati dal dottor Gaspare Brumatti de Iacomino et Sigisberg, nobile goriziano e imperiale l’anno 1682. Una copia del manoscritto risultava di proprietà di Giuseppe Coronini Cronberg. Nel manoscritto l’autore si definisce dott. G. B. de Iacomino et Sigisberg, nobile goriziano e imperiale. Nel 1682 il B. risulta tra i nobili privilegiati. ... leggi Come scrive egli stesso nella introduzione al manoscritto, si dedicò alla stesura di questa descrizione di quando in quando, impiegandovi «qualche ora di tempo, dell’avanzatomi dalle occupazioni dell’oltremodo brigosa mia professione di leggi». Nel 1678 risulta avvocato: nel manoscritto L’aquila leone di Gorizia fa cenno alla sua professione. L’opera è divisa in sette capitoli. Il primo è una descrizione geografica del territorio relativa a monti, fiumi, pianure, particolarità dei vari ambiti, produzioni tipiche, come ad esempio la quantità e qualità dei vini; vengono poi la descrizione della città di Gorizia, con gli accenni alla sua fondazione, al suo sviluppo nelle varie epoche, quindi una illustrazione del castello, poi della città bassa con l’elenco delle chiese, dei conventi, dei luoghi dedicati all’istruzione. Segue il capitolo dedicato agli abitanti e alla loro origine in rapporto alla presenza di Goti e Longobardi; infine tratta della religione, della lingua e dei costumi. Una lunga e complessa parte è dedicata alla nobiltà locale, distinguendo tra quella più antica e quella recente, tra nobili privilegiati e provinciali. Seguono notizie sulla suddivisione amministrativa e sulle forme di governo locale.

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Bibliografia

ASPG, Atti degli Stati provinciali, sez. II, 439/II, Processi diversi, 1710-1713; Archivio parrocchiale del duomo di Gorizia, Registro dei morti, II.

CODELLI, Scrittori friulano-austriaci, 62-64; C. COMBI, Saggio di bibliografia istriana pubblicato a spese di una società patria, Capodistria, Tondelli, 1864 (= Bologna, Forni, 1967), 202; DI MANZANO, Cenni, 43-44; A. COSTA, Studenti foroiuliensi orientali, triestini ed istriani all’Università di Padova, «Archeografo triestino», n.s., 20 (1895), 357-389; 21 (1896), 185-224; 22 (1897-98), 117-158; L. SCHIVIZ VON SCHIVIZHOFFEN, Der Adel in den Matrikeln der Grafschaft Görz und Gradisca, Vienna, Gerold, 1904; J. ANDRITSCH, Die Matrikeln der Universität Graz 1586-1630, I, Graz, Universität, 1977; MARCHETTI, Friuli, 947; FORMENTINI, Contea di Gorizia, 45; S. CAVAZZA, Gorizia barocca: testimonianze di un’epoca, in Gorizia barocca, 144-145.

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