CANCIANI ALFONSO

CANCIANI ALFONSO (1863 - 1955)

scultore

Immagine del soggetto

Ritratto dello scultore Alfonso Canciani, olio su cartone di Adolfo Levier, 1902 ca. (Gorizia, Musei Provinciali).

Nacque a Brazzano, in provincia di Gorizia, l’11 dicembre 1863. Figlio di un modesto tagliapietre, già all’età di tredici anni seguiva le orme del padre lavorando nella cava di Sanguarzo e più tardi a Gorizia come scalpellino. Le sue forti aspirazioni artistiche lo spinsero tuttavia, senza scuole, soldi, aiuti e cognizioni di lingua a cercare miglior fortuna a Vienna. Assunto come ornatista per monumenti funerari, si mantenne durante gli studi all’Accademia, dove frequentò i corsi di scultura sotto la guida di Hellmer, Kundmann e von Zumbusch. Pochi anni dopo con il suo bozzetto per un monumento a Dante ottenne il premio Roma nonché il massimo riconoscimento del tempo in Austria: il Künstlerpreis. C. eseguì statue, ritratti e monumenti per il duomo di S. Stefano, per l’Università e per l’aristocrazia viennese. Fu tra i primi soci ordinari – e unico friulano – della secessione, ammirato e sostenuto da Gustav Klimt, Adolf Loos, Peter Altenberg, Stephan Zweig e Adolph Donath. La prima guerra mondiale interruppe la sua straordinaria carriera. Remigio Marini ebbe a scrivere per la mostra curata da Marcello Mascherini a Trieste nel 1954 in occasione dei novant’anni dello scultore: «Alfonso Canciani ebbe una sua parola da dire […]. Si veda l’austero monumento del nostro maestro a Dante, si vedano i limpidi scanditi volumi di quattrocentesco nitore della Sonnambula, del Ritratto muliebre, della Vittoria, si considerino ancora quelle libere figure di lavoratori, di fresca spontanea antiretorica energia che sono pienamente degne dell’umanissima scultura di Costantin Meunier, si ricordino infine quei suoi molti e vivi penetranti ritratti, d’una volumetria cristallina pienamente personale e pur degna insieme dei nostri secoli migliori». Alla III Esposizione internazionale d’arte di Venezia del 1899 C. era stato presentato da Costantin Meunier, che faceva parte della giuria per la sezione scultura. ... leggi L’ammirazione per Meunier contribuì a segnare l’itinerario della sua poetica. Nei suoi schizzi autobiografici C. avrebbe annotato infatti: «Ebbi anche la soddisfazione di conoscere personalmente quello scultore, che con le sue caratteristiche statue di operai, glorificò il lavoro, creando in tal modo, nel campo artistico ed umano, una nuova bellezza». In quelle sue memorie lo scultore puntualizza le sue idee sull’arte e, sul suo rapporto con la secessione viennese, osserva: «Veramente il mio modo di vedere sull’arte non era condiviso da gran parte dei secessionisti. Essi tendevano a creare un’arte cosiddetta moderna, col cambiare la forma superficiale, nel mentre io era d’avviso che il valore dell’opera non deriva soltanto dalla superficie, ma dalla profondità e soluzione di un buon ‘pensiero’, e dalla chiarezza della rappresentazione, indifferente in quale stile. Questo in ciò che riguarda l’arte figurale. In quanto poi all’arte applicata e industriale con la Secessione sono veramente riusciti ad esprimere una nuova vita. Ma in ciò che concerne l’arte figurale, rimango fermo nella mia idea: o l’arte serve alla cultura umana o è superflua». Quella sua autobiografia si chiudeva con uno sfogo di tristezza: «A Vienna mi feci abbastanza buon nome. Ebbi anche lavoro, tanto da poter vivere discretamente. Ma quando, poi, la mia stella cominciava ad apparire all’orizzonte, scoppiò la guerra mondiale ad intralciare le mie speranze. Finita la guerra, Brazzano venne sotto l’Italia, così pure io divenni automaticamente cittadino italiano (si avverava così un mio vecchio sogno)». Tornato in patria all’età di cinquantasei anni, proseguì l’attività artistica, ma il clima culturale non gli permise di emergere e di farsi conoscere adeguatamente. C. morì a Trieste nel 1955.

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Bibliografia

A. CANCIANI, Autobiografia, parzialmente edita in Alfonso Canciani a Vienna, a cura di H. KITZMÜLLER, Udine, Del Bianco, 1984.

R. MARINI, scheda, in Catalogo/pieghevole della mostra (Trieste, 1954), a cura di M. MASCHERINI, s.l., s.n., 1954; Alfonso Canciani a Vienna, cit.; Alfonso Canciani. Uno scultore friulano nella Secessione viennese. Catalogo della mostra (Cormons, 1992), Cormons, Monfalcone, EdL, 1992.

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