CANCIANINI GIAN DOMENICO

CANCIANINI GIAN DOMENICO (1547 - 1630)

rettore di scuola, poeta

Immagine del soggetto

Ritratto di Gian Domenico Cancianini in un disegno anonimo tratto dal f. 1r dei Carmina conservati presso la Biblioteca arcivescovile di Udine.

Figlio di Bernardino, nacque a Spilimbergo nel 1547. Ebbe per padrino Leonardo Carga, che in seguito si sarebbe preso cura della sua educazione. Dopo aver ricevuto una solida formazione nelle lingue classiche, il C. si dedicò all’insegnamento e spesso nelle fonti il suo nome è accompagnato dalla qualifica di «professor de grammatica et bone litere» o «professor de grammatica e d’humanità». Visse e lavorò quasi sempre a Spilimbergo, salvo una breve parentesi di alcuni anni vissuti a Verona verso la fine del Cinquecento, città nella quale era stato invitato a insegnare dai canonici Gian Andrea Foscarini e Mandriacardo Fracastoro. Nel 1589, in età ormai matura, sposò Paolina, sorella del noto medico e letterato udinese Fabio Paolini, e da lei ebbe cinque figli: Bernardino Fabio, Bernardino, Enrico, Alessandro e Lucrezia. Il C. seppe coniugare l’attività didattica con l’amore per le lettere dando vita a un’ampia produzione di versi latini e volgari. La parte maggiore di questi scritti rimase inedita dopo le parche pubblicazioni nel corso del XVI e XVII secolo, comprese in alcune raccolte d’occasione destinate a celebrare la vita di illustri personaggi dell’aristocrazia friulana e veneta. Tra gli scritti editi nel corso della sua vita ricordiamo soltanto un’ode indirizzata al segretario del senato veneziano Lorenzo Massa, Ad clarissimum virum Laurentium Massam; una composizione sul ponte di Rialto indirizzata al cognato Fabio Paolini, In pontem Realtum; e un’ode encomiastica dedicata a Alberto Valier vescovo di Famagosta e coadiutore di quello di Verona, Ad illustriss. ... leggi et reuerendissimum d. Albertum Valerium Fa magustanum episcopum coadiutorem meritissimum Veronae. Sei poemetti del C. compaiono anche nella raccolta curata da Pietro Gherardi che celebrava la vittoria di Lepanto del 1571 contro i Turchi: In foedus et victoriam contra Turcas iuxta sinum Corinthiacum Non. Octob. MDLXXI partam poemata varia. Soltanto nel 1962, l’allora parroco di Spilimbergo, Lorenzo Tesolin, rintracciò presso la Biblioteca arcivescovile di Udine una raccolta di poesie inedite del C. intitolata Carmina divisa in cinque parti: odi, epigrammi, poesie volgari, sonetti e capitoli gnomici. Il poeta spilimberghese non brillava per particolare originalità; i suoi componimenti riecheggiavano modelli classici (Orazio, Catullo, Virgilio, Marziale) e riprendevano temi e forme della mitologia greca e latina. Al C. va ascritta la paternità «di una sorta di etimo storico (salvo possibili sorprese d’archivio) di impiego letterario del friulano spilimberghese» come risulterebbe da alcuni suoi versi inclusi nella raccolta Poesie latine et volgari raccolte da diversi nobilissimi ingegni in lode dell’illustrissimo signor Nicolò Contarini. Il C. morì a Spilimbergo il 7 febbraio 1630. Nel corso della sua lunga vita ebbe modo di frequentare gli intellettuali e gli artisti che gravitavano intorno all’Accademia di Bernardino Partenio e fu intimo amico del pittore Gaspare Narvesa.

Chiudi

Bibliografia

Ms BSAU, Carmina.

G.D. CANCIANINI, Ad clarissimum virum Laurentium Massam, Venezia, Angelieri, 1590; ID., In pontem Realtum, Venezia, Angelieri, 1591; ID., Ad illustriss. et reuerendissimum d. Albertum Valerium Famagustanum episcopum coadiutorem meritissimum Veronae, Verona, Discepolo, 1593; sei poemetti del C. compaiono anche nella raccolta curata da PIETRO GHERARDI : In foedus et victoriam contra Turcas iuxta sinum Corinthiacum Non. Octob. MDLXXI partam poemata varia, Venezia, Guerra, 1572; versi del C. sono contenuti anche nelle raccolte: Poesie latine et volgari raccolte da diversi nobilissimi ingegni in lode dell’illustrissimo signor Nicolò Contarini, Udine, Natolini, 1598; Clarorum virorum poemata selecta tum latinae, tum italice expressa, in quibus encomia ill.mi senatoris Nicolai Contareni pestilentiae arcendae prefas in provincia Fori Iulii aeternae memoriae commendatur, Utini, ex Typographia Io Baptistae Natolini, 1602, 43; Poemi volgari e latini di diversi illustri autori in lode dell’ill.mo sig.r Michele Foscarini luogotenente de la Patria del Friuli, a cura di P. MARCHETTANO, Udine, Lorio, 1613, II, 22; Componimenti volgari e latini di diversi illustri autori in lode de l’illustrissimo sig.r Vicenzo Capello degnissimo luogotenente generale de la Patria del Friuli, raccolti ecc. da Goffredo Sabbadini udinese, Lorio, 1615, 148; Corona a foroiuliensibus musis ill.mo Aloysio Fuscareno Patriae Fori Iulii amplissimo contexta, Udine, Natolini, 1603, 16.

LIRUTI, Notizie delle vite, I, 356-357; MARCHETTI, Friuli, 949; DBF, 144; L. TESOLIN, Gian Domenico Cancianini poeta spilimberghese. ... leggi L’Accademia Parteniana, Udine, AGF, 1962; P. TREMOLI, I carmi latini inediti di Gian Domenico Cancianini, in Studi Spilimberghesi, Udine, AGF, 1980, 87-115; D’ARONCO, Nuova antologia, I, 142; L. SERENI, Cenni storici su alcune famiglie ragguardevoli di Spilimbergo, in Spilimbèrc, 128-129; R. PELLEGRINI, Aspetti del Seicento spilimberghese, in Spilimbèrc, 274; M.L. COLLEDANI, Spilimbergo nei versi di G.D. Cancianini, «Il Barbacian», 35 (1998), 5-8; Mille protagonisti, 93-94. U. ROZZO, Per una bibliografia di Bernardino Partenio, in Bernardino Partenio e l’Accademia di Spilimbergo, 1538-1543, Spilimbergo, Comune di Spilimbergo, 2001, I, 31-51.

Chiudi

Nessun commento

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *