CAPELLANI PIETRO

CAPELLANI PIETRO (1862 - 1910)

avvocato, amministratore pubblico

Immagine del soggetto

Ritratto di Pietro Cappellani, presidente della Cassa di risparmio di Udine dal 1902 al 1909, olio su tela di Fred Pittino, s.d. (Udine, Fondazione CRUP).

Nacque a Rivalpo di Arta Terme (Udine) il 19 luglio 1862. Poche sono le notizie sulla sua giovinezza, che trascorse sì «lontana dai tumulti», ma non dalla vita universitaria. Si laureò in giurisprudenza all’Università di Bologna il primo luglio 1885 discutendo una tesi dal titolo Il fallimento dell’assicurato non produce la risoluzione di diritto del contratto d’assicurazione neppure se questa è comminata nelle clausole della polizza. Più che alla professione, si dedicò quasi esclusivamente allo studio delle questioni sociali, ricoprendo importanti cariche presso istituti di credito, associazioni agricole e uffici pubblici locali e non. Il sodalizio al quale legò principalmente il suo nome fu senza dubbio l’Associazione agraria friulana, dove venne ammesso quale socio nel novembre 1889 e in seno alla quale ricoprì diversi incarichi, da revisore dei conti (1889-1898) a membro del comitato acquisti (1893-1895), da vicepresidente del comitato per l’esposizione in occasione del cinquantenario a presidente della Commissione per le piccole industrie (1895), giungendo alla carica di consigliere e, subito dopo, a quella di vicepresidente, ruolo che ricoprì fino alla morte. Nel 1899 fu tra i promotori della Fabbrica cooperativa per la produzione di perfosfati, provvedendo sia alla stesura di una relazione sui benefici che avrebbero potuto trarre gli agricoltori friulani che all’elaborazione dello statuto. Nel gennaio 1902 venne nominato dal consiglio comunale membro del consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Udine e da questo poi eletto presidente dell’importante Istituto bancario. Egli rese immediatamente note le sue idee in merito al ruolo che la Cassa di risparmio avrebbe dovuto svolgere in campo sociale, facendosi interprete di un nuovo concetto di beneficenza che aveva alla base il “self-help”. In tal senso, C., aderendo al Comitato nazionale per la costruzione di case popolari promosso dal Luzzatti, pose l’Istituto da lui presieduto al centro di tale iniziativa in Udine. ... leggi La Cassa di risparmio, infatti, non solo acquistò un consistente numero di azioni della Società cooperativa udinese per case popolari, di cui C. era presidente, ma dispose anche la concessione del prestito necessario alla realizzazione del primo gruppo di abitazioni. In ricordo di ciò è ancor oggi visibile sulla facciata dell’edificio, sito nell’attuale via Passons, la lapide con epigrafe apposta in suo onore nel 1910. Con la sua nomina a presidente, inoltre, la Cassa di risparmio unì la propria opera a quella dell’Associazione agraria friulana per dare maggiore diffusione all’istruzione agraria e favorire tutte le combinazioni di credito e cooperazione che si sarebbero potute attivare col mezzo delle cattedre ambulanti. Fu sua, in proposito, l’idea di decentrare il lavoro compiuto dalla cattedra ambulante provinciale mediante la creazione di sezioni diverse in località minori della provincia, dove il bisogno era più sentito. Tra le altre cariche ricoperte vanno pure ricordate la presidenza della Tessitura Barbieri e la vicepresidenza della Banca popolare friulana, di cui fu consigliere dal 1892. Le sue riconosciute competenze giuridico-economiche nelle questioni agrarie sono testimoniate dagli incarichi ottenuti fuori dalla provincia friulana, ad esempio dal Comizio agrario di Piacenza, che nel 1892 lo chiamò quale membro della commissione per lo studio di un progetto di statuto per la Federazione dei consorzi agrari, e dal Consiglio superiore del lavoro in Roma, di cui divenne membro nel 1905. A ciò C. accompagnò una costante attività di ricerca e di studio che sfociò in numerose pubblicazioni, tra le quali merita ricordare: La prova giuridica della proprietà immobiliare; Condizione per lo sviluppo del credito agrario in Italia («Bullettino della Associazione agraria friulana», 1905-1906); Guida della beneficenza (Udine, 1910). Infine, la capacità dimostrata nel campo della legislazione agraria fu nota a tal punto da valergli la chiamata a delegato dell’Alleanza cooperativa internazionale, quale relatore al congresso internazionale di demografia rurale di Bruxelles. La prematura scomparsa, avvenuta a Udine il 15 maggio 1910, impedì la sua partecipazione all’importante evento.

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Bibliografia

Pietro Capellani è morto, «La Patria del Friuli», 15 maggio 1910; Consiglio dell’Associazione Agraria Friulana (seduta del 21 maggio 1910), «Bull. Ass. Ag. Fr.», s. VII, 27 (1910), 556-559; La morte di Pietro Capellani, «Giornale di Udine», 15 maggio 1910.

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