CECCHELLI CARLO

CECCHELLI CARLO (1893 - 1960)

studioso di archeologia cristiana

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Lo studioso di archeologia cristiana Carlo Cecchelli.

Nacque a Roma il 13 ottobre 1893 e ivi morì nel 1960, lasciando a suo attivo un’opera scientifica che copre un arco di quasi mezzo secolo. Compiuto il corso degli studi medi, s’iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza, anche se la sua passione lo spingeva verso altri interessi; in effetti, ancora giovanissimo, una vocazione imperiosa lo aveva spinto allo studio entusiastico delle chiese di Roma con una breve rievocazione storica della basilica dei Ss. Cosma e Damiano pubblicata nel 1912: è il primo scritto, frutto di una precoce attività in cui si ritrovano “in nuce” già tutti i caratteri dello studioso dell’età matura. Chiamato alle armi il primo giugno 1915, fu trasferito in zona di guerra e, come ufficiale, restò in prima linea per oltre due anni nel settore di Gorizia, sul Carso, nel Trentino e infine al Piave, meritando la croce di guerra. Osservava Pasquale Testini in una commossa commemorazione, cui ci si riferisce, che quel lungo dialogo con la morte ne temprò il carattere e lo rese assertore di un’Italia libera e cattolica, esaltandone l’amor patrio fino a spingerlo su tesi estremiste nella questione della razza, presto abbandonate per un forte senso dell’umana fraternità. Ma negli anni duri del conflitto egli ebbe modo anche di allargare la visione dei propri interessi scientifici. Nelle pause della lotta infatti, incoraggiato da Luigi Suttina, studiò i monumenti del Friuli, pubblicò alcune ricerche sui monumenti d’arte cividalese del cosiddetto periodo barbarico e raccolse quel materiale, che un quarto di secolo dopo (1943) fu parzialmente pubblicato nel primo volume de I monumenti del Friuli dal secolo IV all’XI, per i tipi di Rizzoli di Milano. ... leggi A questa terra, cara alla storia dell’Italia unita, egli sarebbe restato sempre legato con i ricordi delle prime esperienze di studio. Nel 1916, i meriti acquisiti gli valsero la nomina a socio ordinario della Società storica friulana. Dopo il conflitto, qui tornò di nuovo per studiare i più singolari monumenti cristiani di Aquileia, che trovarono ampia illustrazione nel capitolo su Gli edifici e i mosaici paleocristiani nella zona della Basilica, apparso nel cospicuo volume su La Basilica di Aquileia uscito a Bologna nel 1933 per i tipi di Zanichelli. Cessata la guerra, concluse gli studi universitari, conseguendo (1919) la laurea in giurisprudenza, e iniziò la sua feconda stagione scientifica, che occupò il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Nel 1924, a soli trentun anni, conseguita la libera docenza in archeologia cristiana antica e medievale, iniziò il suo insegnamento universitario. In seguito, succedendo ad Orazio Marucchi, primo docente di antichità cristiane all’Università di Roma, ne assunse l’incarico fino al 1942. Il suo più grande merito di docente forse fu quello di essere assurto ad ordinario di archeologia cristiana nell’Ateneo dell’Urbe, il primo nella storia della cultura italiana, che oggi può contare numerose cattedre. Cominciò allora un’operosità esemplare e straordinaria di studi e ricerche, anche se la sua attività preferita si volgeva sempre allo studio dei monumenti di Roma. Queste sue qualità gli assicurarono ben presto un posto eminente nel consesso internazionale degli studiosi della archeologia cristiana e gli consentirono di tracciare sintesi preziose nei vari congressi, cui fu sempre invitato. Fra i tanti temi da lui affrontati, merita ricordare almeno la questione dell’origine orientale o romana dell’arte cristiana: lo Sguardo generale all’architettura bizantina in Italia (1934) e La decorazione paleocristiana e dell’alto medioevo nelle chiese d’Italia (1948), scritto in occasione del IV congresso internazionale di archeologia cristiana. Volle anche farsi interprete di tutte le manifestazioni del cristianesimo, come attestano il suo Mistero del Cristo (1943) e i quattro volumi di Mater Christi (1946-1954), ove teologia e archeologia s’incontrano sul terreno del razionale. In definitiva si può dire che il suo nome appartenga ormai di diritto alla storiografia dell’arte paleocristiana e medievale e, più ancora, alla storia degli studi sulla civiltà romana.

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Bibliografia

P. TESTINI, Carlo Cecchelli, «Archivio della Società romana di storia patria», 83 (1960) [ma 1963], 1-49; S. BETTINI, Ricordo di Carlo Cecchelli, in Settimane di Studio del Cisam, Spoleto, CISAM, 1962, 41-53.

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