CLARIO GIOVANNI BATTISTA

CLARIO GIOVANNI BATTISTA (1570 - 1614)

medico, letterato

Nacque intorno al 1570 da Leonardo ed Elena Bratteolo di ser Mattiuzzo, probabilmente a Udine, sebbene la famiglia risiedesse dai primi anni Cinquanta a Cividale, dove il padre esercitava la professione di medico condotto. Nel capoluogo friulano trascorse i primi anni di vita e intraprese gli studi, proseguiti in seguito prima a Lubiana e quindi a Graz, dove il padre era stato accolto come «protomedico di Stiria» presso la corte di Carlo d’Asburgo. Aspirando a subentrare al padre nel prestigioso e redditizio incarico, il C. intraprese gli studi medici presso l’Università di Padova, conseguendo la laurea il 26 giugno 1593. Dagli inizi del 1594 alla primavera del 1596 fu coinvolto, insieme a Tommaso Campanella, suo testimone di laurea, e a Ottavio Longo da Barletta, in una triste vicenda che lo vide incarcerato dall’Inquisizione prima a Padova e poi a Roma con l’accusa di aver discusso «de fide» con un giudaizzante, ma molto più probabilmente per ateismo. Sottoposto alla tortura venne condannato all’abiura. Rientrato a Graz venne accolto a corte senza subire ripercussioni e subito affiancato al padre, ormai vecchio e malato, con il titolo di «medicus aulicus» e svolse per tre anni la pratica senza stipendio. Alla morte del padre, avvenuta l’11 aprile del 1599, il C. lo sostituì nell’incarico a corte e nel 1602 sposò Maria Pogner, figlia di un cameriere dell’arciduca Carlo, da cui non ebbe figli. Il C. dopo essersi guadagnato la stima generale, morì a Graz il 17 dicembre 1614. I suoi libri di medicina, insieme con quelli del padre Leonardo, furono legati al collegio dei gesuiti di Graz ed ora sono conservati presso la biblioteca dell’Università della città austriaca. ... leggi Gli altri beni passarono invece al nipote Giovan Leonardo, figlio del fratello Tommaso, che favorì l’ascesa sociale ed economica della famiglia. Le vicende personali del C. e l’importante posizione raggiunta lo misero in contatto con gli ambienti colti del tempo: le frequentazioni padovane e romane si rivelarono infatti feconde e lo avvicinarono al naturalismo telesiano. Nel 1605, mentre si trovava a Ferrara, frequentò anche l’Accademia degli Intrepidi. L’esperienza professionale lo portò ad impegnarsi nella cura dell’opera De vera ratione curandi bubonis, atque carbunculi pestilensis. Deque eorundem praecautione commentarius (1600) del medico veneziano Giovanni Battista Gemma in servizio presso Sigismondo III re di Polonia e Svezia. Il C. si dilettò anche nella poesia: probabilmente è da attribuire a quest’ultimo, e non allo zio omonimo, una lirica accolta nel florilegio poetico in lode dell’Escorial, Poemi scritti parte in lingua italiana volgare, et parte latina da diuersi nobili ingegni della Paria del Friuli in lode de la real fabrica de lo Escurial (1592); nel 1600 pubblicò, inoltre, gli Epigrammatum libri tres, che raccoglievano oltre trecento componimenti dedicati all’arciduca Ferdinando, a testimonianza della tranquillità raggiunta dal medico friulano all’interno della corte austriaca. Nel 1608 uscirono i Dialoghi dello eccellentissimo signor Gio Battista Clario e fece pubblicare le Rime teologiche del padre; un suo epigramma fu inserito anche nell’antologia intitolata Polinnia dedicata al podestà di Padova Tommaso Contarini. Manoscritta rimane la Relatione delle cose successe nel viaggio di Graz a Trento della serenissima Margherita arciduchessa d’Austria, et sposa dell’invittissimo re di Spagna don Filippo III (conservata in due copie, la prima a Innsbruck e la seconda a Londra); composta nel 1598 durante il viaggio verso la Spagna (ma il C. si fermò a Ferrara) al seguito di Margherita d’Austria che andava per unirsi in matrimonio con il re Filippo III. La produzione del C. si rivela quella tipica di un letterato dilettante del suo tempo che seppe conciliare la vita professionale con la scrittura, vista soprattutto come strumento atto a celebrare i propri benefattori.

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Bibliografia

Ms Innsbruck, Universitätsbibl., 987; ms Londra, British Library, Sloane, 3818.

G.B. CLARIO, Poemi scritti parte in lingua italiana volgare, et parte latina da diversi nobili ingegni della Paria del Friuli in lode de la real fabrica de lo Escurial, Udine, Natolini, 1592; ID., Epigrammatum libri tres, Graz, Widmanstetter, 1600; ID., Dialoghi dello eccellentissimo signor Gio Battista Clario, Venezia, Ciotti, 1608; Polinnia […], Padova, Bolzetta, 1609.

LIRUTI, Notizie delle vite IV, 367-368; OCCIONI BONAFFONS, Bibliografia, III, 328; L FIRPO, Campanella, Tommaso, in DBI, 17 (1974), 376-377; ID., Clario, Giovanni Battista, in DBI, 26 (1982), 138-141; DBF, 202; Rotulus et matricula d.d. iuristarum et artistarum gymnasii Patavini a MDCII-III, curantibus B. BRUGI - A. ANDRICH, Padova, Gallina, 1892, 30; MAZZATINTI, Inventari, 205; KRISTELLER, Iter italicum, 274, 277; G. FACCHIN, Giovanni Battista Clario. Vita e opere di un medico umanista del tardo Rinascimento, t.l., Università degli studi di Trieste, a.a. 1994-1995; G. MORO, Due schede per Tommaso Campanella, in Ginnasio Liceo “Concetto Marchesi”, Annuario 1995-96. XXV anniversario della fondazione, Padova, [s.n.], 1996, 158-174; E. DE FELIPE-JAUD, Ein königlicher Brautzug durch Tirol (1598). Verfaßt von Giovanni Battista Clario. Edition, Übersetzung und Kommentar, «Tiroler Heimat», 61 (1997), 113-145.

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