COLLOREDO MELS (DI) COSTANZA (1857-1942)

COLLOREDO MELS (DI) COSTANZA (1857-1942)

crocerossina

Immagine del soggetto

Costanza di Colloredo Mels.

Nacque a Torino il 28 dicembre 1857, ultimogenita del conte Vittorio Emanuele Roberti di Castelvero (1808-1871) e di Luisa dei marchesi Guarnieri. Suo nonno Giuseppe era stato viceré di Sardegna; il padre, amico e compagno di Cavour all’Accademia militare, era stato scudiere di Vittorio Emanuele II. Nel luglio 1881 sposò a Torino Paolo di Colloredo Mels marchese di Santa Sofia (1850-1933). Si stabilirono a Udine nel palazzo Colloredo di via Aquileia 24, alternando la residenza con il castello di Colloredo di Montalbano (ala ovest) e la villa di Felettis di Bicinicco. Nel 1888 nacque la prima figlia Livia, poi Aurelia (1892) e infine Paola (1894). Oltre all’educazione delle figlie, Costanza dedicò il suo interesse caritatevole verso le situazioni di disagio economico e morale. Forte era il senso di italianità e allo scoppio della guerra nel 1915, nella Udine trasformatasi in ”capitale della guerra”, Costanza decise di impegnarsi nella Croce Rossa. Fu nominata vice-presidente del Comitato locale presieduto dal conte Ottaviano di Prampero, dedicandosi al coordinamento delle infermiere volontarie. La duchessa d’Aosta, ispettrice generale, le affidò la guida dell’Ospedale di Toppo Wasserman, il principale ospedale militare di Udine ove allestì il delicato “reparto stomatologico” per la cura dei soldati feriti nel volto, diretto dal professor Felice Pullè. La duchessa trovò l’organizzazione dell’ospedale così ben strutturata che il 1° febbraio 1917 Costanza fu decorata della medaglia d’argento della Croce Rossa. La svolta e il vero ruolo di Costanza si manifestò dopo Caporetto e per tutto il periodo dell’occupazione tedesca e austriaca di Udine. Nei giorni successivi alla rotta, Costanza restò all’Ospedale a curare e a vegliare i cinquecento feriti che non avevano potuto lasciare Udine e la marea infinita di sbandati che si riversavano nella città abbandonata. ... leggi A questi si aggiunsero presto i feriti degli aspri combattimenti attorno alla città. Nella fuga generale da Udine delle autorità civili, dal prefetto al sindaco, al vescovo, all’intero Consiglio comunale, con pochissimi altri, Paolo, Costanza e la figlia Paola scelsero di restare per l’imperativo morale di italianità e di carità cristiana, cui si aggiungeva un terzo elemento: il forte senso del dovere nei confronti dei feriti e i malati intrasportabili. La drammatica emergenza dei primi giorni, quando non vi era autorità alcuna, con la città vittima di soprusi e saccheggi, non fece che rafforzare la loro convinzione, come emerge dal vibrante diario tenuto dalla figlia Paola, recentemente pubblicato. Costanza e Paola continuarono a prestare servizio insieme ai pochi medici italiani rimasti. Alla fine di dicembre del 1917, l’Ospedale civile fu requisito dalle Autorità austriache e i suoi ricoverati, in primis i soldati italiani, furono trasportati – in una notte di pioggia e neve – all’Ospedale del Seminario. Fu trasferito anche il reparto dei bambini abbandonati. Non avendo lettini a sufficienza, Costanza si rivolse a tutte le autorità, tra cui l’Ispettrice Generale della Croce Rossa Austriaca, l’arciduchessa Gisela, figlia dell’Imperatore Francesco Giuseppe, per ottenere quando necessitava, riuscendo ad ottenerli. Poi la liberazione. Dopo la Guerra, Costanza lasciò il servizio attivo nella Croce Rossa e riprese le normali abitudini di vita. Si trasferì a Torino nella casa della figlia Paola e si dedicò ancora a lungo alla scrittura in braille di libri per i bambini e i ragazzi dell’Istituto dei ciechi. Morì a Torino il 29 aprile 1942, a 84 anni, e fu seppellita nel cimitero di Roata Chiusani in provincia di Cuneo.

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Bibliografia

N. MICOLI PASINO, Le donne e la storia. Costanza di Colloredo e Giulia Deciani, Ibiscos Editrice, 2007; ID., Le crocerossine nella Grande Guerra. Una via all'emancipazione femminile. Aristocratiche e borghesi nei diari e negli ospedali militari, a cura di G. VARIOLA G., P. SCANDALETTI, Udine, Gaspari, 2008, 254-281; P. DI COLLOREDO MELS, Prigioniera volontaria. Il diario di una crocerossina a Udine dopo Caporetto, a cura di T. RICARDI DI NETRO, Udine, Gaspari, 2016; ELENA D’AOSTA, Accanto agli eroi. Diario della duchessa d’Aosta, a cura di A. GRADENIGO, P. GASPARI, 3 voll., Udine, Gaspari, 2016-2017.

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