COLUSSI FRANCESCO

COLUSSI FRANCESCO

pittore

Immagine del soggetto

La Sacra Famiglia e i Santi Francesco e Ignazio di Loyola, olio su tela di Francesco Colussi del 1789 (Gagliano di Cividale, chiesa parrocchiale di S. Floriano martire).

Documentato negli anni tra il 1744 e il 1801, F. C. è pittore originario di Ospedaletto presso Gemona, attivo in particolare in Carnia e nel Cividalese. Le numerose sue opere venivano ricordate «sparse per la Provincia» già dal contemporaneo Antonio Zurico che, a proposito del C., scriveva che «benché non avesse sempre un felice colorito, aveva costantemente l’anima veramente pittorica». Al 1777 risale la pala di Lusevera (Vergine col Bambino, San Giovannino e i Santi Giorgio, Andrea, Valentino e Margherita) che, datata e firmata FRANCISCUS COLUSSIUS PINXIT, costituisce recente integrazione al corpus del pittore. Proveniente dall’altar maggiore dell’antica parrocchiale, la pala è ora conservata nella chiesa moderna. Nello stesso 1777 F. C. eseguì la Natività, datata e firmata, della chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Centa. Moderni restauri hanno portato in luce la firma del pittore di Ospedaletto anche in una tela della parrocchiale di Gagliano, presso Cividale. La pala, firmata e datata 1789, è composizione affollata dove, attorno al nucleo centrale della Vergine col Bambino e san Giuseppe, si dispongono le figure dei santi Antonio da Padova e Ignazio di Loyola insieme con gran numero dei tipici angeli. La paternità della pala, insieme ad affinità di ordine stilistico e compositivo, ha inoltre suggerito a V. Gransinigh l’attribuzione al C. anche della tela conservata nella stessa chiesa rappresentante il Martirio di Santo Stefano. Nel 1790 eseguì per la chiesa dei SS. Andrea e Mattia Apostoli di Colloredo di Monte Albano il pendant su tela raffigurante Giona inghiottito dalla balena e la Deposizione. ... leggi Lo stesso anno dipinse per la chiesa di S. Dorotea a Ponteacco, presso San Giovanni al Natisone, la pala d’altare rappresentante San Sebastiano, Santa Dorotea e Sant’Agata. La firma del pittore si trova anche nella tela rappresentate l’immagine di San Silvestro papa (1791), parte di un trittico eseguito per l’altare maggiore dell’antica parrocchiale di Premariacco. Lo stesso anno l’attività di F. C. è documentata anche in pianura, dove eseguiva per la pieve di Trivignano Udinese una pala ora perduta. Firmata e datata 1801, l’opera rappresentante la Vergine col Bambino, San Martino e San Floriano per la chiesa di S. Martino Vescovo a Savalons, presso Mereto di Tomba, risulta essere l’ultima opera documentata del pittore di Ospedaletto. Tra il 1793 e il 1795 il C. intervenne nella chiesa di S. Daniele Profeta a Casanova di Tolmezzo, dove fu incaricato di «rinfrescar la pala di san Michiele». Alla produzione su tela l’artista affiancò una copiosa attività ad affresco, come dimostrano le decorazioni delle parrocchiali della stessa Casanova, ma anche di Povolaro presso Comeglians (1760) e Forni di Sotto, dove nel 1786 dipinse anche i Misteri del Rosario. Tra i dipinti murali, gli sono inoltre attribuite le immagini votive di due case private a Forni di Sotto. Entro l’opera del C. rimane significativa testimonianza di una produzione ritrattistica che tuttavia si può pensare più vasta: l’immagine di Daniele de Antoni di Forni di Sopra (datata 1744); il ritratto del pievano Giuseppe Attimis conservato nella parrocchiale di Nimis (firmato e datato 1788); i ritratti della coppia di sposi Giovanni Pietro di Gleria (1799) e Maria Micoli (1794) del Museo Gortani di Tolmezzo.

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Bibliografia

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