COMELLI DE STUCKENFELD CARLO

COMELLI DE STUCKENFELD CARLO (1774 - 1816)

patriota, scrittore

Nacque a Crauglio (Udine) nel 1774 da una nobile famiglia gradiscana, cui era stato accordato il titolo de Stuckenfeld per un fatto brillante contro i Turchi nel quale si era distinto un antenato durante l’assedio di Vienna. Abbracciò la carriera militare sotto le insegne austriache e fu decorato di medaglia d’oro per un ardito attacco contro i francesi nello scontro di Mont’Alto nel 1795. Dopo essere diventato generale, cominciò a coltivare l’idea di un riscatto nazionale dell’Italia che, non venendo secondato dall’Austria, lo convinse a disertare, passando ai francesi nel 1800. Deluso anche da Napoleone, partecipò a diverse congiure e fu incarcerato. Successivamente riprese i contatti con gli austriaci e si adoperò per mettere in campo, nel 1813, alcune centinaia di migliaia di soldati italiani sparsi in Italia, Francia, Spagna e Portogallo, per guidarli all’unificazione della patria con l’aiuto dell’Inghilterra e della Russia. Il suo piano prevedeva la restaurazione dell’Impero romano in un’Italia unita, libera e indipendente, con Roma capitale e Vittorio Emanuele I, re di Sardegna, imperatore. Sconfitto Napoleone a Lipsia e falliti tutti i suoi disegni insurrezionali, fu costretto a riparare in Svizzera, dove scrisse a Ugo Foscolo nel 1815 e fece poi perdere le sue tracce. Morì presumibilmente in Francia nel 1816. Patriota avventuriero, utopista e visionario non privo di lampi geniali e lucidità di idee, dimostrò particolare inclinazione per le attività segrete di tipo spionistico e cospirativo e fu un antesignano del concetto di unità italiana che sarebbe stato proposto dal Mazzini solo vent’anni più tardi. Pubblicò a Parigi nel 1805 le Memorie militari sull’ultima guerra tra la Francia e l’Austria, un libro in ottavo che fu proibito dal governo napoleonico, e l’Histoire des conspirations formées contre Napoléon Bonaparte depuis 1798 jusq’en 1814, che fu stampata in tre tomi a Londra, alla macchia, nel 1815.

Bibliografia

DBF, 217; E. PATUNA, Uomini illustri di Gradisca, «Sot la nape», 3/4-5 (1951), 10-17; D. SPADONI, Carlo Comelli de Stuckenfeld e il trono de’ Cesari offerto a Casa Savoja nel 1814, «Rassegna storica del Risorgimento», 14 (1927), n. 4; MARCHETTI, Friuli, 955; F. TASSIN, Aiello, Crauglio, S. Vito al Torre: popolo e chiesa 1716-1753, Udine, AGF, 1989, 111; S. PERINI, Crauì. Duemila anni di storia, [Crauglio], Associazione culturale Tormilaghis, 1999, 83-84.

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