CONTAVALLI GIOVANNI

CONTAVALLI GIOVANNI (1743 - 1827)

ecclesiastico, benefattore, predicatore

Nacque a Bologna nel 1743, ma trascorse l’ultima parte della sua vita a Gorizia, dove giunse da Como nel 1797 o, secondo alcuni, nel 1789 con la qualifica di “predicatore annuale”, ossia di predicatore quaresimale. Arrivava accompagnato da una lettera commendatizia dell’arcivescovo di Como Carlo Rovelli, dalla quale risulta che il predicatore aveva svolto il suo ufficio per ben diciotto anni nei vari centri della diocesi comasca, senza mai pretendere alcun compenso economico ed ottenendo «conversioni personali e riconciliazione di intere comunità divise da contese e liti, giovando in modo eccezionale sia alla religione che alla patria». Il fatto che alle lodi di C. si associ al vescovo di Como anche quello di Piacenza, Gregorio Cerati, induce a pensare che il predicatore ebbe ad operare in precedenza anche in quella sede. Non sappiamo il motivo della scelta di risiedere a Gorizia, dove ottenne la cittadinanza nel 1799. Si potrebbe pensare che fu per motivi ideologici, essendo la città rimasta ancora libera dal dominio napoleonico. Nel 1802 acquistò una casa signorile in borgo Castello, appartenuta fino a pochi anni prima ai conti Petazzi, che sistemò per poter ospitare un discreto numero di orfanelle: una trentina, con due maestre e una domestica. L’istituzione, che per la prima volta in città affrontava un problema così grave, ebbe subito grande successo e considerazione, tanto che il 28 aprile 1816 l’imperatore Francesco I e la sua consorte visitarono l’orfanotrofio, come attestato da una lapide ancora esistente sulla facciata dell’edificio. L’istituto, dopo la morte del fondatore, fu gestito dal 1852 al 1921 dalle suore di carità e in seguito dalle suore della Provvidenza. ... leggi C. assicurò i servizi liturgici del duomo coinvolgendo gli alunni dell’ultima classe del pubblico ginnasio che avessero qualche interesse per lo stato ecclesiastico, per poi conferire loro la tonsura e gli ordini minori: era una sorta di “seminario aperto” che giovò molto allo stesso Seminario arcivescovile. C. scrisse anche opere di carattere pedagogico, tra le quali merita menzione Conferenze di disinganno fatte ad istanza di un cavaliere e di una dama per illuminare ed istruire i loro figli, più volte ristampata. Intanto continuava l’attività di predicatore, che svolse fino a età molto avanzata: nel 1822, quasi ottantenne, predicava ancora nella cattedrale di Chioggia. Il 26 luglio 1826 fece testamento, lasciando i suoi beni all’istituzione che aveva creato. Morì l’anno dopo, il 25 novembre 1827 a ottantaquattro anni. Il nome Contavalle, che si incontra talvolta al posto dell’originale Contavalli, prevalse dopo la morte forse per motivi di assonanza.

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Bibliografia

DBF, 224; FORMENTINI, Contea di Gorizia, 94; L. TAVANO, Assistenza e sanità a Gorizia. Le suore di carità 1846-1984, Gorizia, s.n., 1984, 23-32, 175.

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