CRAIGHER DE JACHELUTTA (VON) JAKOB NIKOLAUS

CRAIGHER DE JACHELUTTA (VON) JAKOB NIKOLAUS (1797 - 1885)

imprenditore, poeta, diplomatico, traduttore

Immagine del soggetto

Il castello di Valdajer, presso Ligosullo, residenza carnica di Iacopo Nicolò Craighero (Udine, Civici musei, Archivio Società  alpina friulana).

Traduttore, poeta, commerciante e diplomatico, nacque a Ligosullo, in Carnia, il 17 dicembre 1797, da Nicolò C. de Jachelutta (soprannome di famiglia che la distingueva da quelle dei numerosi Craighero) e da Domenica Moro. Il padre sarebbe morto due anni dopo. Nel piccolo paese carnico (che nel 1792 contava settantatré fuochi) frequentò le scuole gestite dai sacerdoti don Nicolò Sellenati fino al 1805 e don Giacomo De Cillia sino al 1809, quando, a soli dodici anni, C. emigrò a Pest. Poco più che ventenne si trasferì a Vienna dove, oltre a svolgere attività in campo commerciale, si dedicò alla poesia e frequentò gli ambienti artistici. In campo letterario determinanti furono per lui il fascino esercitato da Zacharias Werner e l’ammirazione per Franz Grillparzer. Strinse inoltre amicizia con Friedrich Schlegel, famoso teorico del romanticismo e al tempo già impegnato nella propaganda della restaurazione metternichiana. Qualche sua poesia apparve sulle pagine della «Wiener Zeitschrift» e, nel 1828, con una prefazione dello Schlegel, sarebbe uscita infine una raccolta dei suoi versi in volume intitolata Poetische Betrachtungen [Meditazioni poetiche]. Il destino avrebbe portato poi C. a Trieste, dove la sua attività commerciale si sarebbe dispiegata in maniera tale da farne col tempo uno degli uomini più facoltosi e più in vista della città. Fu nominato anche console belga e viaggiò molto. Morì a Cormons dove si trovava di passaggio, convalescente, nel 1885. Il nome di C. è entrato nella storia della musica per aver fornito alcune poesie da musicare a Franz Schubert, che durante il suo periodo viennese annoverava fra i suoi amici. ... leggi Nel suo diario infatti C. annotava in data 23 ottobre 1825 una certa soddisfazione per l’indubbio vantaggio derivante dall’accordo raggiunto con Schubert, suo ospite quel giorno a colazione. C., dignitoso poeta ma anche versatile traduttore, avrebbe fornito al famoso compositore versioni in tedesco di poesie inglesi, spagnole, francesi e italiane da mettere in musica. Schubert quel giorno se ne era andato portando con sé anche qualche testo del suo amico carnico. Fra i grandi compositori di Lieder, Franz Schubert è stato infatti l’unico che – oltre a musicare tante poesie di grandi classici come Goethe, Heine e Shakespeare – non disdegnava per nulla di trarre ispirazione dai prodotti di verseggiatori meno conosciuti, se non addirittura sconosciuti. Non si ricorderebbe, infatti, C. se lo straordinario compositore viennese, attraverso le sue melodie, non ne avesse consegnato all’eternità qualche poesia. Una di queste, Die junge Nonne [La giovane monaca] è diventata addirittura uno dei più bei Lieder schubertiani. “Durchkomponiert”, parola intraducibile che vale per “organicamente musicata”, e tutta giocata sulla contrapposizione del mondo esterno sconvolto da una tempesta e la pace interiore della monaca, l’interpretazione musicale imprime alle strofe di C. l’atmosfera che richiama quella de Il re degli Elfi di Goethe, musicata una diecina di anni prima. Evitando la semplice illustrazione di un fortissimo contrasto, la composizione fonde assieme la tempesta e la quiete in un unico sviluppo. I versi di C. tratteggiano a tinte forti l’intimo dramma della giovane monaca che dalla finestra della sua cella guarda la natura sconvolta dalla tempesta, e ringrazia Dio per averla sottratta alla violenza del mondo. Anche Totengräbers Heimwehe [Nostalgia del becchino], generalmente considerato uno dei più notevoli e intensi Lieder di Schubert, si basa su una poesia di C. La melodia riecheggia la Sonata per piano in La minore Opus 42 composta nello stesso periodo e getta una luce tutta particolare sul significato del testo, che si conclude con un visionario presagio di morte. Una scheda biografica su C. si trova in Le vetrine di Ligosullo di Antonino Morocutti, volume sulle glorie locali del piccolo centro carnico che gli ha dato i natali. Ad un’analisi della produzione poetica craigheriana è stata dedicata la tesi discussa da Alida Dorigo nel 2000 presso l’Università degli studi di Udine.

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Bibliografia

A. MOROCUTTI, Le vetrine di Ligosullo, Milano, Ed. Italia, 1989; F. GALLO, La doppia patria di Jakob Nicolaus Craigher, «Almanacco culturale della Carnia», 5 (1989-1990), 47-77; H. KITZMÜLLER, Craigher, l’amico carnico di Schubert, «Il Gazzettino», 20 febbraio 2000.

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