D’ANDREA ANGIOLO

D’ANDREA ANGIOLO (1880 - 1942)

pittore

Immagine del soggetto

Il pittore Angiolo D’Andrea.

Nacque a Rauscedo (Udine) il 24 agosto 1880 da Celeste e Sofia D’Andrea. Si formò artisticamente a Padova, dove dal 1899, su invito di Camillo Boito, iniziò una proficua collaborazione con la rivista «Arte italiana decorativa e industriale». Fino al 1905 eseguì per questo prestigioso periodico un gran numero di disegni desunti da insiemi e particolari di edifici sacri e civili delle più svariate località d’Italia. Nel 1906 si trasferì a Milano e l’anno successivo partecipò all’Esposizione di primavera indetta dalla Società di belle arti. In quegli anni ebbe inizio la sua collaborazione con l’architetto Giulio Ulisse Arata e a tale sodalizio artistico si devono gli affreschi eseguiti dal pittore friulano nella Sala dei marmi della villa Visconti di Modrone-Erba a Cernobbio. Nel 1912 all’Esposizione nazionale di Milano si aggiudicò l’importante premio Fumagalli per il paesaggio con l’opera Nemi, e nel 1914 presentò alla Nazionale di Milano la tela Terra al sole (Milano, Civica galleria d’arte moderna). Lo stesso anno, per il caffè Camparino-Zucca-Miani, ora Zucca, sito nella celebre Galleria Vittorio Emanuele, eseguì i cartoni per i mosaici di gusto Liberty, dalle squillanti e raffinate cromie, che decorano alcune pareti del locale. Dal 1913 intraprese vari viaggi in Sicilia dei quali rimangono preziose testimonianze pittoriche, quali Il Porto di Palermo (Milano, Civica galleria d’arte moderna). Tra il 1915 e il 1916 fu militare a Telve, in Trentino, e a tale periodo si riferisce un nucleo di disegni ed acquerelli conservati nel Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. ... leggi Nel 1920 presentò alla Nazionale di Milano l’opera Orbe (Piacenza, Galleria Ricci Oddi), dalle luminose modulazioni cromatiche. Nel 1922 partecipò, su invito, alla XIII Biennale di Venezia con la tela Gratia plena, tutta intrisa di delicato misticismo. Ad un’intensa attività espositiva, l’artista poté alternare importanti commissioni quale il ciclo di affreschi Vita di Maria che adorna la casa Chierichetti di Milano. In tali lavori l’opera del pittore si connota per l’afflato mistico col quale intesse composizioni eleganti e cromaticamente squillanti. Una profonda amicizia lo legò in quegli anni a Carlo Rizzarda, celebre maestro del ferro battuto: quattro dipinti regalati da D’A. al Rizzarda e da questi poi donati alla Galleria d’arte moderna di Feltre attestano il rapporto amichevole intercorso tra i due artisti. Dagli anni Trenta mutarono i gusti della committenza, oramai attenta ai cosiddetti “valori plastici” ed alle retoriche del regime; non mancarono, però, ancora dei riconoscimenti all’arte di D’A., che nel 1935 disegnò i cartoni per alcune vetrate destinate ad adornare la cappella ed il salone dei Benefattori del nuovo ospedale maggiore di Milano. Nel 1941, colto da grave malattia, oramai in stato d’invalidità, l’artista fece ritorno nella natia Rauscedo dove morì il 10 novembre 1942.

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Bibliografia

S. ALOISI, Angiolo D’Andrea 1880-1942 “Colorista audace ed eccezionale…”, San Giorgio della Richinvelda, Comune di San Giorgio della Richinvelda, 2002.

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