DELLA STUA PASQUALE

DELLA STUA PASQUALE (1815 - 1893)

ecclesiastico, memorialista

Nacque l’8 marzo 1815 ad Ampezzo, in Carnia, da Giambattista e Giacoma Nigris. Dopo aver frequentato gli studi nel Seminario di Udine, fu consacrato sacerdote nel 1840 e inviato a Interneppo come cappellano; dal 1845 al 1847 fu curato di Avaglio e Trava, parroco di Osoppo dal 1847 al 1857, quindi abate di Moggio fino al 1875 e infine canonico nella chiesa metropolitana di Udine, ove morì il 17 novembre 1893. Notevoli restano le sue Memorie dei moti friulani del 1848, che narrano l’assedio della fortezza e del paese di Osoppo tra il 19 marzo, quando iniziò la rivoluzione, e il 14 ottobre, giorno della resa, quando alla guarnigione, «in considerazione della sua coraggiosa e costante difesa», fu concesso dagli austriaci di uscire dal forte con l’onore delle armi. Durante quei mesi D. S. svolse una funzione di mediazione essenziale tra il comando del forte e la popolazione civile, nonché per ottenere poi dagli austriaci un’onorevole capitolazione. Della sollecitudine per i suoi parrocchiani gli diedero largamente atto i contemporanei e in special modo l’arcivescovo udinese Zaccaria Bricito, che ne lodò la carità evangelica: «So che vi siete spogliato delle vostre vesti per coprire i vostri fratelli […] che avete offerta infine la vostra vita per la salvezza del vostro popolo». D. S. manifestò, quantomeno durante l’assedio, una convinta adesione alla causa nazionale, tanto da esaltare l’11 giugno, in occasione dell’innalzamento sulla fortezza della bandiera tricolore, l’alleanza tra Carlo Alberto e Pio IX. Nelle sue memorie tuttavia, redatte in un clima storico ormai lontano dagli ideali del primo Risorgimento, cercò di stemperare la sua partecipazione ai moti, esprimendo forti critiche nei confronti del comandante del forte Licurgo Zannini, al quale addebitò un comportamento incoerente e rigido nei confronti delle truppe e degli abitanti del paese. ... leggi Tant’è che nel libro storico della parrocchia, a commento della resa, scrisse: «Così infelicemente terminava un blocco male incominciato, peggio condotto e pessimamente finito». Nondimeno, il sacerdote si adoperò perché venissero concessi indennizzi per i danni di guerra agli osovani, continuando a seguirne le sorti anche dopo il suo trasferimento a Moggio e ancora nel 1867, quando in una lettera a Leonardo Andervolti, il vicecomandante del forte al quale fu legato da reciproca stima ed amicizia, deplorò il governo italiano per la mancata concessione di una medaglia al valor militare ai difensori di Osoppo.

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Bibliografia

P. DELLA STUA, Memorie sulle vicende di Osoppo nel 1848 e Appendice alle memorie di Osoppo nel 1848, «Pagine friulane», 11 (1898).

Super montem Osopi, a cura di A. FALESCHINI, Gemona, Toso, 1923, 12; G. VALE, Santa Colomba e la Pieve d’Osoppo. Memorie storiche, Udine, AGF, 1927, 125-126; A. FALESCHINI, Don Pasquale Della Stua nella corrispondenza con Leonardo Andervolti, Tolmezzo, Stab. tip. Carnia, 1960; G. MARINI, Il primo Risorgimento in Friuli, Udine, Gaspari, 2009, 44-46, 48, 51, 78, 167-168, 172, 174-175, 178-179.

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