DOMENICHINI SCIPIONE

DOMENICHINI SCIPIONE

notaio, poeta

La famiglia Domenichini, probabilmente originaria di Vigasio, nel Veronese, si trasferì a Pordenone durante la signoria dei d’Alviano (1508-37). Francesco, il nonno di S., di professione notaio, fu il precettore di Livio d’Alviano, figlio di Bartolomeo, sin dal 1522 e gli fornì quelli che lo stesso signore di Pordenone avrebbe definito più tardi gli «erudimenta humanitatis». La fiducia del giovane nel suo formatore non si limitò alla sfera intellettuale: nel 1533 il D. figurava, infatti, come vicecapitano del feudo pordenonese. Il 27 aprile del 1537 il d’Alviano riconobbe al collaboratore la cittadinanza di Pordenone e lo nominò suo familiare e commensale, autorizzandolo a portare armi all’interno del dominio. Nel novembre dello stesso anno il giovane signore morì a Cherasco al seguito delle truppe francesi e Pordenone tornò a Venezia. Francesco decise di rimanere in città e di esercitare la professione notarile, offrendo i propri servizi a molti esponenti della nobiltà pordenonese, tra cui i Mantica. I figli Antonio ed Elio proseguirono l’attività paterna, non trascurando però di partecipare attivamente alla vita pubblica di Pordenone, alla cui nobiltà furono ascritti, secondo il notaio Osvaldo Ravenna, nel 1598. S., figlio di Antonio, compiuti studi notarili, si dedicò alla professione del padre. Verso il 1590 sposò una certa Chiara, dalla quale ebbe almeno sei figli, tra cui Antonio, Francesco, Cornelio, Anna e Margherita. Nel 1621 fu chiamato a ricoprire l’ufficio di podestà di Pordenone. Gli impegni pubblici non gli preclusero però la possibilità di coltivare i propri interessi letterari: di lui rimangono quattro volumi manoscritti di carmi latini e uno di lettere. Non è possibile risalire alla data della morte. Il figlio Antonio risulta essere stato vicepodestà di Pordenone nel 1658-59.

Bibliografia

ASP, Notai, Francesco Domenichini, Antonio Domenichini, Elio Domenichini.

V. CANDIANI, Pordenone. Ricordi cronistorici, a cura di A. BRUSADINI, Pordenone, Gatti, 1902 (= Vicenza, Stavolta, 1976), 413; A. BENEDETTI, Storia di Pordenone, a cura di D. ANTONINI, Pordenone, Edizioni de “Il Noncello”, 1964, 222, 300, 333, 537-538; Mille protagonisti, 176-177.

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