FATTORELLO LUIGI

FATTORELLO LUIGI

pittore

Nacque a Pordenone il 21 gennaio 1905. Figlio di Maria Coromer e di Carlo, docente e direttore del collegio ‘Toppo Wasserman’ di Udine, e fratello di Francesco, studioso di letteratura e giornalista, studia al liceo ‘J. Stellini’ di Udine per poi laurearsi in giurisprudenza. Giovanissimo si accostò da autodidatta alla pittura esponendo paesaggi di taglio impressionistico con studi di luce: nel 1922 a Pordenone alla I Mostra d’arte del Friuli occidentale espose sedici opere tra grafica e pittura, e nello stesso anno era presente a Udine alla mostra d’arte del Circolo Famigliare; nel 1923 partecipò con otto opere alla II Mostra d’arte del Friuli occidentale, e nuovamente a Udine alla mostra d’arte del Circolo Famigliare, quindi nel 1924 partecipò alla Mostra Goriziana di Belle Arti, e nel 1925 alla III edizione della Mostra d’arte del Friuli occidentale dove espose anche ceramiche da lui decorate con motivi rustici. Nel 1926 a Udine, dove la sua famiglia si era trasferita, entrò in contatto con Michele Leskovic [Escodamè], suo coetaneo, attivo nel movimento futurista come poeta e declamatore che lo introdusse nella stretta cerchia del movimento di F.T. Marinetti, raccomandandolo per le mostre milanesi e interessando a tale scopo anche Bruno Munari, anch’esso iniziato al Futurismo da Leskovic. La conversione di F. ai temi e al linguaggio dell’avanguardia fu immediata, e tra le opere esposte nel novembre del 1927 alla Galleria Pesaro di Milano alla “Mostra di Trentaquattro pittori futuristi”, che inaugurò una stagione di serrato confronto con l’avanguardia futurista, accanto a dipinti intitolati Il corso, I rumori del corso, Caffè di provincia, Urlo della sirena, figura anche un ‘ritratto psicologico’ dedicato ad Escodamè. Fattorello nel 1928 approdò alla XVI Biennale di Venezia dove, nella selezionatissima saletta dedicata al Futurismo composta da dodici artisti, espose accanto a Nicola Diulgheroff, Fillia, Pippo Rizzo, Aligi Sassu, due opere dal titolo Atmosfera d’entusiasmo e Cameriere, entrambe ora conservate presso i Musei Provinciali di Gorizia che le acquisirono in occasione della mostra “Frontiere d’avanguardia” allestita a Gorizia nel 1985, permettendo di fatto la riscoperta del periodo futurista di F. e la fruizione pubblica di questi rari esempi della sua ricerca d’avanguardia. ... leggi Si tratta di composizioni che puntano sull’astrazione plastico-meccanica della realtà espressa per sintesi geometrizzanti sul piano, secondo l’esempio di Balla e Prampolini, impostate su contrasti di linee e forze in campo e caratterizzate da un dinamismo interno accentuato dalla vivacità cromatica dei campi colorati miranti a esprimere empaticamente stati d’animo. Nell’ottobre del 1929 espose alla mostra dei Trentatré futuristi “Pittura, scultura e arte decorativa” promossa dalla Galleria Pesaro di Milano, dove nel 1930 era nuovamente presente alla Mostra futurista “Arch. Sant’Elia e 22 pittori futuristi”. Quindi nell’ottobre del 1931, con Volo n. 1 e Volo n. 2 partecipò alla Mostra futurista di aeropittura e scenografia – 41 aeropittori futuristi e mostra personale di Prampolini – sempre nelle sale della galleria Pesaro di Milano. Si tratta dell’ultima esposizione che vide Fattorello schierato nelle file del futurismo, oltre che della stessa aeropittura. Si trasferì nel 1943 a Trieste, dove risiedette stabilmente salvo un soggiorno di dieci anni a Milano conclusosi nel 1970, lavorando come direttore della divisione affari generali della Raffineria l’Aquila, nel cui Circolo espose nel 1957, avendo ripreso a dipingere nei modi tradizionali della pittura di paesaggio e della natura morta, con uno stile impressionistico e lirico, ma sostanzialmente figurativo, che in qualche modo si riallaccia al suo esordio come pittore, e comunque totalmente lontano da ogni ricerca di avanguardia. A Trieste presentò questa sua produzione pittorica in varie mostre personali, alla sala comunale d’arte nel 1976 e nel 1979, alla Galleria S. Elena nel 1977 e nel 1978, anno in cui espose in una mostra personale anche a Udine, al Centro friulano Arti Plastiche, e al Circolo della stampa di Trieste nel 1980. In alcune di queste occasioni espositive affiancò alla più recente produzione paesaggistica composta da paesaggi molto essenziali, dai connotati a tratti metafisici, alcuni rarissimi esempi della sua produzione pittorica di ambito futurista. F. morì a Trieste il 23 dicembre 1983.

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Bibliografia

G. BRUSSICH, Fattorello: dal futurismo al colloquio con la natura, «Messaggero veneto», 11 maggio 1978; C. SALARIS, Storia del futurismo, Roma, Editori Riuniti, 1985, 187; Frontiere d’avanguardia. Gli anni del futurismo nella Venezia Giulia. Catalogo della mostra, con testi di M. Masau Dan, et Al., Gorizia 1985, 161-163; Futurismo veneto. Catalogo della mostra, a cura di C. Rebeschini, M. Scudiero, Milano; Rizzoli, 1990, 26 s., 136 s., 311; I. REALE, in La pittura in Italia. Il Novecento/1, Milano, Electa, 1991, I, 326; II, 881; EAD., Gorizia-Udine nel segno del Futurismo, in Gorizia: Futurismi di frontiera. Catalogo della mostra, Mariano del Friuli; Edizioni della Laguna, 2009, 398-407.  

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