FAUSTINIANA

FAUSTINIANA

nobile cristiana di Concordia

Immagine del soggetto

Frammento di capitello del V secolo con epigrafe mutila. La parte finale del nome femminile integrata sortirebbe quello di Faustiniana (Concordia, Museo civico archeologico).

Il nome della concordiese F., sposata con un personaggio di rango senatorio in quanto è chiamata “clarissima femina”, è comparso dapprima nella fronte di un sarcofago collocato nella cella di destra del recinto sepolcrale che sorse a oriente della trichora in cui i Concordiesi avevano accolto le reliquie degli Apostoli negli anni attorno al 392-394. L’epigrafe, dapprima pubblicata da P. L. Zovatto (1949) e poi studiata da molti autori, tra cui G. Lettich (1983) e infine D. Mazzoleni, dice: FAUSTINIANA C(LARISSIMA) F(EMINA) FA | MULA CHRISTI SE SUAM | QUE SEPULTURAM VIVENS | XPI(STI) S(ANCTO) TABERNACOLO AC | SANCTORUM MEMORIAE | CONMENDAVIT (“Faustiniana, donna chiarissima, serva di Cristo, affidò sé e il suo sepolcro, ancora viva, alla santa Chiesa di Cristo e alla memoria dei santi”). Non soltanto è notevole questa figura di concordiese che fece scolpire il suo sarcofago, secondo criteri tradizionali ma insieme innovativi e lo inserì al centro di un ambiente di grande dignità architettonica, ma sono molto istruttivi i dati che ella volle presenti nell’epigrafe e cioè la prossimità della basilica cattedrale ma soprattutto della trichora in cui erano venerate le reliquie degli Apostoli, come ricordano il sermone XXVI di Cromazio di Aquileia e l’epigrafe posta accanto all’ingresso della stessa trichora («ante limina domnorum apostolorum») per il sarcofago del presbitero Maurenzio. Lo stesso Cromazio consacrò gli edifici episcopali per la cui costruzione diede un sostanzioso contributo F. Ella è infatti ricordata in due altre epigrafi, certamente come promotrice e finanziatrice delle architetture paleocristiane di Concordia o piuttosto dei lavori di abbellimento e di completamento: il suo nome infatti si legge al centro del mosaico eseguito a oriente del banco presbiteriale della cattedrale e quindi in un luogo eminente: FAUSTINIA(NA); molto probabilmente poi lo stesso nome ritorna, preceduto dal nome del marito, nell’imoscapo di un capitello di pergula: …S. ET(FAUSTI)NIANA. Se F. intervenne nel completamento della basilica verso il 420-430, poté predisporre un’area per la sua sepoltura al massimo trenta o quarant’anni dopo, perciò il sarcofago con il suo nome non dovrebbe essere più tardo del 450, anche se non mancano attribuzioni ad anni seguenti. ... leggi L’epigrafe col nome di F. si inserisce bene in un orizzonte culturalmente e socialmente molto vivace ed anche eterogeneo, sia per la grande presenza di orientali riconosciuti nel sepolcreto dei militari oltre il fiume, sia per il pregio letterario di alcune altre iscrizioni, come quella commovente di Tharsilla o Marsilla, rinvenuta nel lato meridionale del quadriportico antistante alla trichora: la fanciulla è delicatamente ricordata come un “dolce fringuello che annuncia la primavera con canto melodioso” (PRECIPUO VERNANS FRINGYLLA CANORE | (GARR)ULITAS PLACUIT SUB MELIORE POLO).

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Bibliografia

P. L. ZOVATTO, Tabernaculum in una epigrafe sepolcrale concordiese, «Epigraphica», 11 (1949), 64-67; ID. L’epigrafe di Faustiniana nel nuovo sepolcreto cristiano di Concordia, «Epigraphica», 12 (1950), 135-136; ID., Nuove iscrizioni cristiane di Concordia, «MSF», 50 (1970), 107-116; G. BOVINI, Concordia paleocristiana, Bologna, Patron, 1970; A. GRILLI, Su un’iscrizione concordiese, «Rivista di cultura classica e medioevale», ni 953-955; G. LETTICH, Le iscrizioni sepolcrali tardoantiche di Concordia, Trieste, Centro studi storico-religiosi Friuli-Venezia Giulia, 1983 (Centro studi storico-religiosi Friuli-Venezia Giulia, 11), 133-151; S. TAVANO, I monumenti paleocristiani di Concordia, in La Chiesa concordiese: 389-1989, I, Pordenone, Grafiche editoriali artistiche pordenonesi, 1989, 167-190; G. SCARPAT, Note linguistiche alle iscrizioni sepolcrali di Concordia, Ibid., 207-221; D. MAZZOLENI, Epigrafi del mondo cristiano antico, Roma, Laterano Univ. Press, 2003, 174-185, 223.

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