FESTARI GIROLAMO

FESTARI GIROLAMO (1738 - 1801)

medico, geologo

Nacque a Valdagno (Vicenza) il 12 ottobre 1738 da una delle più illustri famiglie della valle dell’Agno dove i Festari per più di due secoli avevano esercitato la professione medica. G. continuò la tradizione studiando medicina nelle università di Bologna e di Padova per poi esercitare nella sua città natale. I suoi studi lo portarono ad occuparsi delle proprietà terapeutiche delle acque minerali di Recoaro fino a ricoprire la carica di soprintendente delle fonti. In un suo lavoro indicava ben diciotto categorie di malattie che potevano trovare «giovamento» dall’acqua minerale, tra esse: «scorbuto, lue celtica, reumatismi, asma umorale, malattie nervose, vomito, diarrea, febbri lente, ostinate, periodiche» e, infine, i «mali de’ letterati e delle persone addette a vita sedentaria». Ma la sua vera passione fu l’orittologia come veniva allora chiamata la geologia. Il F. si trovò a vivere intensamente la fine del secolo dei lumi nel pieno del dibattito eminentemente filosofico-religioso sull’origine delle montagne e divenne egli stesso protagonista attivo di questo movimento. Questa passione lo avrebbe portato ad avere contatti epistolari e conoscere i più illustri geologi italiani quali il Fortis e Giovanni Arduino con i quali effettuò molte escursioni geologiche nel territorio vicentino. Compì quattro viaggi orittologici e quello in Friuli è uno tra i più importanti. Esso rientrava in un programma di ricerche, finanziate dal mecenate inglese John Strange nominato “Residente britannico” presso la Re pubblica di Venezia, legate all’aspra controversia sull’origine delle montagne e finalizzate a segnalare la presenza sul territorio di basalti colonnari o rocce magmatiche. ... leggi L’intento era quello di comprendere se la tesi del friulano Anton Lazzaro Moro che sosteneva l’origine vulcanica di tutte le catene montuose fossero vere, o se, come ritenevano i nettunisti, fosse l’azione dell’acqua a costruire le montagne. Al fine di arricchire la propria collezione mineralogica effettuò diverse escursioni nella zona di Valdagno, di Recoaro e nelle valli del Veneto e del Friuli, spesso accompagnato dal cognato Antonio Mastini, medico e naturalista (1717-1805). Viaggiò parecchio anche nell’Italia centro-meridionale al fine di esaminarne l’attività vulcanica. La ricerca delle tracce di antichi vulcani estinti portò il F. ad un lungo itinerario naturalistico nel Friuli che si svolse tra il 21 aprile e il 27 giugno 1776. Le sue osservazioni, redatte in lettere inviate allo Strange, restarono inedite fino al 1862 quando vennero pubblicate nel Viaggio nel Friuli ossia diario orittologico diviso in alcune lettere. Le missive seguono delle ben precise indicazioni date dal committente Strange che inviava al F. delle istruzioni manoscritte «Notizie per sua regola» dove venivano riassunte le principali direttive che avrebbe dovuto seguire nei percorsi montani come quello effettuato in Friuli. L’escursione interessò un lungo itinerario naturalistico in sette comuni: partendo da Feltre, proseguì per Belluno, per attraversare poi i rilievi del Trevigiano fino ad arrivare, il 23 maggio, nei pressi di Sacile ed entrando quindi nel territorio friulano. Durante la sua scoperta del territorio descrisse minuziosamente le rocce e la loro giacitura, ma anche i materiali da costruzione e quando possibile individuava la zona d’estrazione. Da buon erudito non disdegnava di discutere le opinioni di Plinio, Tolomeo e Strabone sul fiume Livenza e non mancava di segnalare le opere importanti di pittori, scultori e resti archeologici. Visitò a Fagagna la torbiera e la fabbrica di tegole del conte Fabio Asquini esaltandone l’ingegno e, trovatosi a Udine, cercò contatti con naturalisti locali quali il barnabita Angelo Maria Cortenovis visitandone la collezione petrografica. F. morì il 3 luglio 1801  a Valdagno a seguito di un’apoplessia che lo aveva colpito il 14 giugno. Il geologo pubblicò molte opere minori e scrisse molte relazioni che sono conservate presso la Biblioteca Bertoliana di Vicenza.

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Bibliografia

G. FESTARI, Viaggio nel Friuli ossia diario orittologico diviso in alcune lettere scritte da Girolamo Festari, Vicenza, Paroni, 1862; ID., Saggio sopra alcune montagne e alpi altissime del Vicentino confinanti con lo Stato Austriaco. Memoria diretta a Giovanni Arduino, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», IX, Venezia, 1773; ID., Giornale di viaggio nella Svizzera fatto da Angelo Querini senatore veneziano nel 1777, Venezia, Picotti, 1835.

L. CIANCIO, Raccogliere minerali e fossili nel Settecento: le “istruzioni” di John Woodward (1696) e John Strange (1772) a confronto, «Schede umanistiche», 18/1 (2004), 45-76; G. MENEGHINI, Del merito dei veneti nella geologia, Pisa, Nistri, 1866; P. PRETO, Girolamo Festari. Medicina, “lumi” e geologia nella Valdagno del ’700, Valdagno, Edizione Comune di Valdagno, 1995; ID., Festari, Girolamo, in DBI, 47 (1997), 297-299.

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