FONTANA GIOVANNI

FONTANA GIOVANNI (1370 - 0)

architetto

Immagine del soggetto

Serliana della facciata meridionale del castello di Udine, opera dell'architetto Giovanni Fontana.

La mancanza di notorietà di questo architetto è dovuta agli scarsi e frammentari dati biografici e alle poche opere riconosciute; il ritrovamento del suo testamento permette tuttavia di stabilirne con certezza l’origine veneziana e di collocare la data di nascita negli anni Settanta del Quattrocento. Figlio di Andrea, era nipote dell’omonimo Giovanni Fontana (1395-1455 circa), studioso di fisica e autore del trattato De trigono balistario (1440), dal quale poteva aver ereditato gli interessi nel campo della geometria e della matematica. Non si conoscono sue opere a Venezia, anche se rimane la notizia di un modello presentato nel 1507 al concorso per la nuova sede della scuola grande della Misericordia, in concorrenza con Alessandro Leopardi, che segnava verosimilmente l’esordio sulla scena pubblica. Al soggiorno friulano è invece legata la più importante commissione ricevuta dal F.: la ricostruzione del castello di Udine, crollato a seguito del terremoto del 1511 e devastato da un incendio l’anno seguente, voluta dal luogotenente Giacomo Corner del ramo della regina di Cipro. Grazie alla lettera inviata dall’architetto nel 1517 a Giorgio Corner padre di Giacomo, si è in grado di conoscere il progetto originario dell’edificio, modificato in corso d’opera e ultimato solamente nel 1560 da Giovanni da Udine, nominato proto della fabbrica nel 1547. Dopo lo sgombero delle macerie e le operazioni di sbancamento e di scavo, il 2 aprile 1517 fu posta la prima pietra del nuovo castello, un fabbricato quadrangolare imponente e severo, articolato, verosimilmente, su due piani: il pianterreno, destinato a uffici pubblici, con un ampio atrio d’ingresso e il piano nobile, in cui un grande salone centrale passante avrebbe diviso due appartamenti ovvero quello del luogotenente a sud ovest, e quello del maresciallo e del camerlengo posto di fronte. ... leggi Di tale progetto, solo in parte realizzato, si riconoscono ancora “l’archo triumphal” del pianterreno (facciata sud), costituito da tre fornici uguali scanditi da quattro esili semicolonne e delimitato dall’architrave; l’atrio d’ingresso con volte a crociera sostenute da slanciati pilastri in pietra, con capitello pulvinato; l’ingresso posteriore o “Porta Cornelia”, oggi coperto dallo scalone di Giovanni da Udine; il grande salone del piano nobile, le cui misure rispettano il rapporto di 3 a 2, ovvero una “proportio sexquialtera”, ritenuta perfetta da Vitruvio (Libro III, 1). Trasferitosi a Udine nel 1518, il F. seguì i lavori fino al 1522, anno nel quale aveva verosimilmente già lasciato la città, forse anche a causa della lentezza delle operazioni per le controversie finanziarie sorte tra il patriarca di Aquileia e il parlamento generale della Patria del Friuli. Mentre era impegnato nella costruzione del castello, l’architetto fornì una consulenza al decano di Cividale relativamente alla ricostruzione del duomo, progettata dai Lombardo; le modifiche principali proposte, recepite nel 1524, riguardarono la cupola sopra la cappella maggiore, i due ordini sovrapposti lungo il muro semicircolare dell’abside e la facciata. Recentemente A. Guerra ha suggerito, in maniera convincente, di attribuire al F. anche il progetto della facciata della chiesa udinese di S. Maria di Castello, realizzata prima di quella del duomo di Cividale, invertendo il problema della derivazione dal modello; spetta al medesimo studioso inoltre l’interessante ricostruzione della formazione dell’architetto e il riconoscimento delle sue notevoli conoscenze in campo umanistico e tecnico. Una procura battesimale del 1522, presente in un documento rogato a Udine, è l’ultima notizia friulana sul F., che risulta defunto, a Venezia, ante il 1528.

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Bibliografia

C. SOMEDA DE MARCO, Il Castello di Udine nella storia e nell’arte, «La Panarie», 6 (1929), 152-164; A. BATTISTELLA, Il Castello di Udine, Udine, Doretti, 19322, 59-64; G. FIOCCO, L’architetto del castello di Udine, «Ce fastu?», 20/5-6 (1944), 194-203; G. ZUSSINO, E il Patriarca fermò la fabbrica del Castello […], «Ce fastu?», 66/ 2 (1989), 17-29; G. BERGAMINI - M. BUORA, Il Castello di Udine, Udine, Comune di Udine, 1990, 70, 153-156; A. GUERRA, Dalla bottega dei Lombardo a Giovanni Fontana. Il duomo di Cividale nei primi decenni del Cinquecento, «Annali di architettura», 4-5 (1992-1993), 42-56; A. GUERRA, “Architectus venetus”. Un’indagine su Giovanni Fontana (c. 1470-1528), «Quaderni di Palazzo Te», n.s., 3 (1996), 26-37; G. QUAGLIARINI, Fontana, Giovanni, in DBI, 48 (1997), 675-676; Storia dell’architettura italiana. Il primo Cinquecento, a cura di A. BRUSCHI, Milano, Electa, 2002, 442; A. J. M., Fontana, Giovanni, in SAUR, 42 (2004), 154-155.

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