FONTANINI DOMENICO

FONTANINI DOMENICO

ecclesiastico, erudito

Immagine del soggetto

Frontespizio e antiporta delle 'Memorie della vita di monsignor Giusto Fontanini', opera del nipote Domenico, Venezia 1755.

La figura di D. F. non solo è legata a quella dello zio Giusto Fontanini, personalità di primo piano dell’erudizione settecentesca italiana, ma ne è addirittura sommersa. La testimonianza di questo fattore è evidente dalla frammentarietà delle notizie inerenti la sua biografia; cominciò ad esistere per la storiografia allorquando nell’edizione del Della eloquenza italiana di Giusto Fontanini, D. F. scrisse una dedicatoria al cardinale Annibale Albani la quale venne riproposta nell’edizione del 1737 però con la firma dell’editore Cristoforo Zane. Fino a quel momento, come testimonia l’analisi delle genealogie della famiglia Fontanini di San Daniele, sotto il suo nome compariva la semplice intitolazione di “pievano di San Daniele”. Questo ufficio è citato anche in una nota del 1762 d’ambito di diritto canonico, ossia una sua “informazione” per dirimere una questione tra i due vicari della chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo della «Terra di San Daniello», in quanto il F. «possiede un benefizio semplice, conferitogli dalla Sede Apostolica, col titolo di pievenato». La figura dell’autore è soprattutto correlata all’edizione dei testi di suo zio e al ruolo di primo piano avuto nella gestione, condotta con notevole imperizia, della biblioteca che lo zio aveva donato alla comunità di San Daniele con testamento datato 9 ottobre 1734. La sua educazione letteraria e religiosa avvenne con ogni probabilità all’ombra dello zio e quindi si svolse a Roma. Lui stesso affermò: «Io ebbi il vantaggio di convivere con il prelato, dall’anno 1727 fino al 1736, in cui mancò di vivere». La frequentazione di quel fervido ambiente intellettuale condusse il F. a crearsi una rete di relazioni e a definire una personale “libraria” che trova la propria codificazione in un Catalogo degli opuscoli, ovvero miscellanee, che nella libraria domestica di me abate Domenico Fontanini accademico udinese si ritrovano oltre che in un altro catalogo non omogeneo dello stesso archivio. ... leggi Nel volume Lettere scritte a Roma al signor abate Giusto Fontanini troviamo due indicazioni: la prima è che l’opera è dedicata espressamente agli accademici della città di Udine come debito di riconoscenza («potessi al pubblico palesare la singolarità del mio debito, per avermi essi, con obbliganti maniere, aggregato fra tanti cospicui personaggi, a cotesta lor Accademia Udinese»); in secondo luogo ammette di aver ricoperto la carica di “segretario” bibliografico particolare dello zio («Nel soggiorno di non pochi anni, fatto in Roma presso monsign. Fontanini mio congiunto, ebbi la sorte di raccogliere molti libri, con diverse carte manoscritte»). Sempre lui poi seguì la pubblicazione della Raccolta di lettere scritte in diverse materie all’abate Domenico Fontanini nella quale sono raccolte le lettere di cordoglio di varie personalità del tempo inviate in occasione della morte dello zio. Ma la figura del F. è soprattutto legata alla questione del lascito della biblioteca e di come gestì una situazione alquanto complicata dato i rapporti non troppo cordiali che suo zio aveva mantenuto con i membri della “Repubblica delle lettere”. La disposizione testamentaria prevedeva che non vi fosse alcuna alienazione del corpus bibliografico e bibliofilo; tuttavia già dal 1736 il nipote comunicava al consiglio dei Dodici di Venezia che si potevano scambiare i duplicati. Seguivano anche delle pressioni di personalità famose; è il caso del marchese Alessandro Capponi che sotto l’auspicio di Clemente XII induceva il F. a donare i manoscritti. Dal punto di vista biblioteconomico e catalografico l’azione e le decisioni del F. sono del tutto assenti: a più riprese negli anni 1736, 1741 e 1761 affermò prima di aver redatto un catalogo manoscritto, poi di volerlo dare alle stampe per porlo all’evidenza del consiglio dei Dodici. I motivi di tale colposa “absentia” sono due: prima di tutto egli fece entrare nel proprio fondo alcuni libri dello zio per colmare eventuali lacune bibliografiche; poi bisogna far riferimento a questioni caratteriali relative ai rapporti di tensione con la legataria di San Daniele. Alla dispersione interna testimoniata da un catalogo datato 1743 dal titolo Bibliothecae Iusti Fontanini archiepiscopi Ancyrani catalogus ed opera del F., va sottolineata anche quella esterna che si muove su due canali. Il primo è legato alla richiesta, con conseguito esito positivo, di una serie di manoscritti e libri riguardanti il patriarcato di Aquileia per il tramite di Marco Foscarini e dell’ambasciatore presso lo Stato pontificio, Alvise IV Mocenigo. Il secondo canale si configura con il testamento dello stesso F. rogato nel 1773 dal notaio sandanielese Giovanni Camavito, con il quale donava agli eredi la propria raccolta (ma con l’immissione del corpus librario dello zio). Pietro Fontanini nel 1796 mise in vendita i manoscritti ed i libri a stampa di D. F. oltre ad un preciso corpus venduto ad uno dei bibliotecari Coluta che passò alla famiglia Carnier di San Daniele, per poi essere venduto al libraio di Venezia, Giacomo De Lorenzi. Attraverso una gestione maldestra una delle maggiori e più avanzate biblioteche private friulane del Settecento era stata colpita da gravi emorragie bibliografiche che tuttavia non deturpavano la struttura generale. Come editore di testi D. F. legò il suo nome alle Memorie della vita di monsignor Giusto Fontanini edita nel 1755 a Venezia e ai Discorsi accademici del signor abate Giusto Fontanini editi nel 1758; si interessò di biografie di religiosi (Vita di Ellena Maddalena Favorlina del Terzo ordine di S. Domenico), di documentazione storica (De veteribus regum Francorum […]), lasciò all’Archivio capitolare di Udine ben ventitre volumi manoscritti con dicitura «varia mss» oppure «lettere mss», ove sono confluiti sia i “membra disiecta” di G. F. sia una serie di abbozzi di opere, lettere, minute. Nel fondo Joppi della Biblioteca civica udinese è conservato il manoscritto 31, utile banco di prova per mostrare l’attività e la funzione collezionistica di D. F.; difatti esso presenta la dicitura «Varia Fontaniniana, acta, inscriptiones, notae» oltre alla descrizione del contenuto «In questa Raccolta di carte volanti fatta da me abate Domenico Fontanini, si contengono molte cose interessanti e curiose. Li manoscritti, che contengono varie cose curiose, non hanno prezzo, e il presente non può valer di meno ducati» quasi a simboleggiare, e lo testimonia la vicenda della biblioteca dello zio, che anche le memorie patrie avevano un prezzo.

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Bibliografia

Mss ACU, Fontanini, XII; ivi, Varia mss e Lettere mss; Archivio storico comunale di San Daniele, 36; mss BBU, 24/10, Catalogo degli opuscoli, ovvero miscellanee, che nella libraria domestica di me abate Domenico Fontanini accademico udinese si ritrovano; Ibid., 149, Bibliothecae Iusti Fontanini archiepiscopi Ancyrani catalogus a cura di D. Fontanini, 1743; ms BCU, Joppi, 31.

D. FONTANINI, Memorie della vita di monsignor Giusto Fontanini arcivescovo d’Ancira, Venezia, Valvasense, 1755; ID, Lettere scritte a Roma al signor abate Giusto Fontanini […], Venezia, Valvasense, 1762; ID, Vita di Ellena Maddalena Favorlina del Terzo ordine di S. Domenico, Udine, Murero, 1777; ID, Discorsi accademici del signor abate Giusto Fontanini, Venezia, Valvasense, 1758; ID, Raccolta di lettere scritte in diverse materie all’abate Domenico Fontanini, Venezia, Fenzo, 1765.

G. FONTANINI, Della eloquenza italiana, Roma, Bernabò, 1736; DI MANZANO, Cenni, 93; Guarneriana. Tesori; M.T. MOLARO - A. GIUSA - C. BRAGATO, La biblioteca di Giusto Fontanini, San Daniele del Friuli, Comune di San Daniele del Friuli, 1993 (Quaderni Guarneriani 13); M.T. MOLARO, La Guarneriana: una biblioteca tra passato e presente, in Nel Friuli del Settecento: biblioteche, accademie e libri, a cura di U. ROZZO, II, Udine, AGF, 1996, 1-9.

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