FRANZOLINI ANTONIO

FRANZOLINI ANTONIO (1889 - 1963)

scultore

Immagine del soggetto

Il mito di Orfeo, rilievo decorativo in gesso e stucco patinato di Antonio Franzolini nel foyer del cinema Odeon a Udine, 1935-1936.

Nacque il 30 agosto 1889 a Povoletto (Udine) da una modesta famiglia. A Udine dal 1898, frequentò la Scuola d’arte e mestieri, dove ottenne nel 1908 la licenza di “modellatore”. Nella prima guerra mondiale riportò lesioni che gli impedirono la scultura su pietra e lo orientarono verso la modellazione dell’argilla. Negli anni Venti fu “scultore professionista” con studio nella chiesa di S. Domenico, esordendo nel mondo dell’arte con un busto di Lorenzo Sirch (1920) e una serie di monumenti ai caduti: a Pozzuolo (1923), Bueriis (1932), Silvella (1934 e 1954), Lubiana (1931), Remanzacco (1934). Tra il 1923 e il 1927 soggiornò a Milano, dove frequentò lo studio di Adolfo Wildt. Fu una esperienza fondamentale, anche se l’adesione all’arte del maestro fu più formale che culturale; certo è che per tutti gli anni Trenta F. adottò tipologie e iconografie wildtiane. Verso il 1927 ritornò in Friuli, dove trovò occasioni di lavoro nella plastica cimiteriale. Contemporaneamente operò nel palazzo municipale di Udine con lo stuccatore Francesco Grossi. Negli anni Trenta partecipò alle più importanti mostre locali: la II Sindacale d’arte (1935), la III Mostra d’arte del sindacato fascista belle arti, dove fu premiato da Antonio Maraini. Nel 1937 fu invitato alla VIII Mostra d’arte dell’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia e alla Sindacale di Napoli. Nel 1938 raggiunse l’apice del successo alla XXI Biennale di Venezia con Donna con cane, ottimo esempio della sua ritrattistica in argilla, spesso patinata bronzo. ... leggi Tra il 1935 e il 1936 rappresentò il mito di Orfeo in una serie di nove altorilievi a stucco patinato nell’atrio del cinema Odeon, forse la sua opera più popolare, legata all’arte di Wildt nel soggetto e nelle deformazioni grottesche. Lo scoppio della seconda guerra mondiale offrì a F. insperate occasioni di lavoro, poiché era uno dei pochi scultori sul mercato. Nel 1942 partecipò con una cera alla XXIII Biennale di Venezia e nel 1943 alla mostra antologica organizzata dal Sindacato belle arti a Udine. Nel dopoguerra F. perse i contatti con l’arte contemporanea, continuando la produzione di teste ritratto, particolarmente gradita ai committenti, e nella lunga sequela di monumenti funebri fu aiutato da Giovanni Patat e Pietro Golina, allora agli esordi. Nel 1947 gli otto pannelli bronzei di soggetto dantesco restano un unicum nella sua produzione, dedicata piuttosto alle sculture in terracotta patinata, esposte in una personale tra dicembre 1949 e gennaio 1950. Le compatte superfici precedenti lasciarono il posto a una modellazione “quasi martellata” di putti, ragazze pensose e floride bagnanti. F. non si discostò mai dal figurativo limitandosi tutt’al più ad allungare le figure e affiancando ai corpi femminili vari animali, dai cani ai trampolieri ai cerbiatti ai cigni, secondo il gusto decorativo degli anni Cinquanta. Per scelta o necessità si adattò alle arti applicate partecipando alla I Mostra d’arte contemporanea di San Daniele (1954), a quelle dell’arredo di Tricesimo (1955) o alla mostra dell’artigianato di Maiano (1959). Nella seconda metà degli anni Cinquanta, F. accentuò la produzione a soggetto religioso, che gli garantiva sicuri guadagni: madonnine a stampo devozionali, ancone, Via Crucis, Madonne e tondi. Si possono segnalare le decorazioni per le chiese di Forgaria (1959), di Caneva (1960), di Casasola (1961), di Maiano (1962-1963), dove la morte lo colse ancora al lavoro nel 1963.

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Bibliografia

ASU, Archivio Deputazione provinciale di Udine, 951; Udine, Civici musei e gallerie di storia e arte, Archivio Franzolini; Comune di Udine, Archivio storico, Edilizia privata.

R. BALDISSERA, Antonio Franzolini: considerazioni su uno scultore novecento in Friuli, «La Panarie», n.s., 12/43 (1979), 45-54; DAMIANI, Arte del Novecento II, 174-177; A. PANZETTA, Nuovo Dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento, I, Torino, Adarte, 2003, 375; Scultura in Friuli Venezia Giulia. Figure del Novecento. Catalogo della mostra (Pordenone, 10 dicembre 2005-26 febbraio 2006), a cura di A. DEL PUPPO, Milano, Silvana, 2005, 118-149; G. SALVAGNINI, Franzolini Antonio, in SAUR, 44 (2005), 166; L. DAMIANI, Figure lunari, echi del mito, arcane fanciulle di sacrale pallore, ibid., 26/1 (2006), 3; Antonio Franzolini scultore friulano. Catalogo della mostra (Udine, 11 maggio-10 giugno 2006), a cura di G. BERGAMINI - G. BUCCO, Tolmezzo, Provincia di Udine/Tip. A. Moro, 2006 (con bibliografia precedente).

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