GALLI ALESSANDRO

GALLI ALESSANDRO (1876 - 1950)

sindacalista, operaio, pubblicista

Immagine del soggetto

Il sindacalista Alessandro Galli (Roma, Archivio centrale dello Stato, Casellario politico centrale).

Alessandro Pietro Angelo G. nacque a Montirone Borgosatollo (Brescia) l’8 maggio 1876 da Giuseppe e Giulia Luraghi. Trasferitasi la famiglia a Milano, iniziò a lavorare come operaio nastraio e dagli anni Novanta aderì al movimento anarchico, subendo continue persecuzioni ed arresti. Nel 1901 fece parte del gruppo di operai milanesi che fondarono la Federazione delle arti tessili (FAT), la prima organizzazione sindacale del settore; diresse il periodico «Arti tessili». Nel 1906 due avvenimenti segnarono la sua vita: dapprima la morte violenta del fratello Angelo, ucciso da un sorvegliante durante uno sciopero (gli scontri con la polizia a cavallo, durante i funerali del giovane, furono immortalati da Carlo Carrà nel quadro I funerali dell’anarchico Galli); e poi la costituzione della Confederazione generale del lavoro (CGL), cui aderì la FAT. Da quel momento, G. assunse l’incarico di organizzatore a tempo pieno del sindacato, aderendo all’orientamento socialista riformista della Confederazione. Segretario della Federazione nel 1910, operò nel complesso tessile pordenonese (Cotonifici Amman, Rätz e Veneziano). Richiamato alle armi nel 1914, venne esonerato nel 1917 in quanto rappresentante della Federazione FAT, diventata nel frattempo FIOT. G. guidò la FIOT durante il primo periodo fascista e vide la scissione del Sindacato veneto operai tessili. Già nel 1921 G. era stato uno dei protagonisti del Patto di pacificazione tra socialisti e fascisti. Rappresentò la FIOT e la CGL negli organismi direttivi del sindacato internazionale, fu tra i dirigenti che decisero lo scioglimento del sindacato in Italia nel gennaio 1927 (non prima di aver affidato i fondi della FIOT alle Trade Union inglesi). Alla fine di quell’anno G. si trasferì a Udine presso le figlie, lavorando come cassiere e poi come gestore di negozi di tessuti. ... leggi Sorvegliato dalla polizia fascista, non svolse attività politica documentata, senza però cambiare le proprie opinioni. Infatti dopo la Liberazione fu uno dei segretari – a nome della componente socialista – della Camera confederale del lavoro della provincia di Udine, insieme con il comunista Amedeo Primo Romanutti e con il democristiano Gualtiero Driussi. Collaborò come commentatore delle vicende sindacali sulle pagine di «Libertà», quotidiano del Comitato di liberazione nazionale, e del settimanale socialista «Il Lavoratore friulano». La scelta di aderire alla scissione socialdemocratica provocò nel marzo 1947 la sua sostituzione da parte della componente socialista con Remigio Rota. Morì a Udine il 13 marzo 1950.

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Bibliografia

ACS, Casellario politico centrale, 2244/27228.

DBAI, I, 657-659; G.L. BETTOLI, Da Milano al Friuli. Storia di Alessandro Galli, sindacalista tessile, «Storia contemporanea in Friuli», Udine, 36/37 (2006), 9-119.

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