GORGO GIACOMO

GORGO GIACOMO (1700 - 1734)

erudito

Bisnipote del Camillo Gorgo che per primo ospitò gli Sventati, nacque a Udine nel 1700 da Camillo di Giovanni Antonio e Aurora di Spilimbergo. Pur avendo manifestato il desiderio di darsi alla vita ecclesiastica, nel 1721, rispettando la volontà paterna di assicurare continuità alla famiglia, sposò Giulia Antonini. Negli anni Venti del Seicento, mentre veniva meno la funzione dell’Accademia degli Sventati, che rappresentava una gloria del casato, il G. ne tentò un rilancio sotto la protezione tradizionale del luogotenente. Ne è testimonianza un discorso pronunciato in una delle ultime riunioni del sodalizio, nel gennaio 1726, con il quale egli si proponeva di tentare un’analisi del momento culturale, sottolineando come a livello europeo discussioni metodologiche caratterizzassero tutti i campi del sapere, giustificando in tal modo il silenzio dell’Accademia udinese. Nonostante tale incentivo, gli Sventati non riuscirono però a coagulare nuove forze. Gli interessi dello stesso G. si spostarono sull’Accademia delle Scienze o dolfiniana, fondata nel 1731 dal patriarca Dionisio Dolfin allo scopo di riunire, sotto il suo patrocinio, le personalità più illustri del clero, della nobiltà, della borghesia e guidare i nuovi indirizzi culturali, ridando prestigio e centralità al patriarcato di Aquileia. La presenza del G. nel nuovo sodalizio è in assoluta sintonia con la cultura cattolica sua e di tutta la famiglia. Nel 1732 egli tenne una relazione, una tra le poche che l’Accademia dolfiniana diede alle stampe, sui Terapeuti, in cui discuteva se costoro fossero da considerarsi o meno cristiani. ... leggi Lodato per le sue «virtù cristiane», come afferma l’anonimo autore del suo necrologio, il G. tradusse dal francese opere di riflessione morale, tali che (si legge ancora nel necrologio) potessero «giovare alla salute del suo prossimo», secondo l’insegnamento del padre Camillo. Su questa linea sono, per esempio, la Lettera di un solitario ad un uomo di corte, sopra le visite e le conversazioni delle genti, opuscolo che vuole indirizzare l’azione del cristiano verso occupazioni virtuose oppure la Lettera della marchesa di Lambert, un’opera a scopo didattico – forse nella sua prima traduzione europea – sull’educazione dei figli di Anne-Thérèse de Marguerat de Lambert, una delle figure di maggior rilievo dell’ambiente letterario parigino tra Sei e Settecento. Morì nel 1734. Sue traduzioni furono edite postume dal padre Camillo presso lo stampatore udinese Fongarino tra 1734 e 1735, mentre alcune rimasero inedite, anche se il contemporaneo Basilio Asquini annunciava che «altre opere forse verranno alla luce». Tra gli inediti una biografia della sorella Elisabetta, scritta sotto forma di lettera al fratello Giovanni Antonio (1698-1776), gesuita, delinea un modello di moglie e madre vissuta nei principi di una rigorosa morale cattolica, secondo gli insegnamenti del padre Camillo. A Giovanni Antonio, che allora si trovava fuori dal Friuli, è attribuita da Vincenzo Joppi la compilazione degli Acta della congregazione generale dei gesuiti del 1751, alla quale partecipò come rappresentante dei padri elettori mentre era rettore del collegio di Bologna. Giovanni Antonio rientrò a Udine nel palazzo di famiglia dopo la soppressione dell’ordine nel 1773 e dopo il periodo di prigione a Castel Sant’Angelo con l’ultimo generale della Compagnia, padre Lorenzo Ricci, di cui era assistente.

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Bibliografia

Mss BCU, Principale, 1008. III, Lettere di auguri per il matrimonio tra G. Gorgo e G. Antonini, ottobre 1721; ivi, 875.25, Notizie della vita e morte di Elisabetta Caimo nata co. Gorgo, Udine 1730 (lettera prima, di G. Gorgo al fratello G. Antonio della Compagnia del Gesù); ivi, 507, f. 19-20, Necrologio di Giacomo Gorgo; Ibid., Joppi, 6, Acta Congregationis generalis XVII Societatis Iesus, 1751, attr. a G. A. Gorgo; ASU, Caimo, 67.13, Catalogo de’ gesuiti e degli ex gesuiti del Friuli.

G. GORGO, Discorso sui terapeuti nell’Accademia del patriarca Dionisio Delfino, detto il 15 maggio 1732, Udine, Fongarino, 1732; ID., Discorso nella sua accademia di casa, in Lettera della marchesa de Lambert a suo figliolo, trad. dal francese di G. GORGO, Udine, Fongarino, 1735, 109-131 (il discorso è del 1726).

B. ASQUINI, Cent’ottanta e più uomini illustri […], Venezia, Pasinelli, 1735, 106-107; L. PALLADIO, Memorie udinesi dal 1700 al 1767, a cura di G. CAIMO DRAGONI, Udine, Doretti, 1889, 15; DI MANZANO, Cenni, 107; L. MILOCCO, L’Accademia udinese degli “Sventati” (sec. XVII-XVIII), a cura di V. FAEL, Udine, AGF, 1970, 227-229; G. PAOLIN, Dall’Accademia degli Sventati alla Società di agricoltura pratica, in La Nuova Olanda. Fabio Asquini tra accademia e sperimentazione, a cura di L. MORASSI, Fagagna, Magnus, 1992, 37-39; L. CASELLA , La “capitale” e il “rimanente del mondo”: un patrizio udinese e la circolazione delle idee nel primo Settecento, in Studi in onore di Cesare Mozzarelli, I, Milano, V & P, 2008, 639-671:664-667.

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